Da Gaza ai rapporti con l'Italia, la lettera dell'ambasciatore israeliano Ofer Sachs

Domenica 12 Maggio 2019
L'ambasciatore israeliano Ofer Sachs
Quella appena trascorsa è stata una settimana molto intensa per tutta Israele. Iniziata con la grave aggressione dalla Striscia di Gaza con oltre 700 missili lanciati e 4 civili israeliani uccisi nel sud d’Israele, l’intera nazione si è poi fermata in occasione di Yom HaShoah (Giorno della Memoria) e per le celebrazioni di Yom HaZikaron (Giorno del Ricordo) in memoria dei soldati caduti e delle vittime del terrorismo, per poi, finalmente, riempire le piazze e scendere in strada per festeggiare lo Yom HaAtzmaut, il 71° anniversario dell’Indipendenza dello Stato d’Israele. Questo passaggio dalla tristezza alla gioia mostra perfettamente lo spirito di Israele e il suo incrollabile desiderio di celebrare la vita.
Non è certo un caso che Israele celebri due giornate dedicate al ricordo: la prima serve a commemorare le vittime che il popolo ebraico ha subito ottant’anni fa durante la Shoah in assenza di uno Stato che potesse difenderle ed accoglierle. La seconda a tenere memoria dell’elevato prezzo in vite umane per l’esistenza dello Stato ebraico.

LE MINACCE
Fin dalla sua nascita, infatti, Israele ha dovuto fronteggiare numerosi tentativi di distruzione da parte delle potenze regionali e le minacce del terrorismo, che con il tempo si è fatto sempre più violento e sofisticato. Purtroppo il tempo della pace non è ancora arrivato, le minacce che Israele deve affrontare sono tuttora molte e complesse. Oggi, assistiamo alla chiara volontà di provocare una nuova guerra regionale, i nemici alle nostre porte sono finanziati e supportati tecnologicamente da Teheran, che non si fa scrupolo a destabilizzare e causare morte anche in Yemen, Iraq e Libano. Israele, da parte sua, nonostante queste sfide, non ha mai abdicato ai suoi principi e alla missione di costruire una società democratica e dinamica. Chiunque abbia avuto la possibilità di visitare il Paese ha potuto toccare con mano il ritmo dello sviluppo tecnologico e sociale, l’entusiasmo e l’energia proveniente dalle università, dalle startup e dalle imprese. Negli ultimi anni l’economia è cresciuta con ritmi del 3%, con una quota di investimenti in ricerca e sviluppo pari al 4.3% del PIL e il primato nel mondo per il numero di startup per abitante. Grazie alla naturale apertura internazionale, il Paese offre concrete possibilità di cooperazione e sinergie industriali e tecnologiche, consentendo il fiorire di nuove relazioni e l’intensificazione dei rapporti con i nostri partner.

I RAPPORTI CON L'ITALIA
Quest’anno, celebriamo con l’Italia i 70anni di relazioni diplomatiche, un’importante pietra miliare per l’amicizia tra i nostri due paesi. L'Italia è vista come un alleato strategico e uno dei principali partner commerciali e scientifici. Il 2018 è stato un anno record: quasi 4 miliardi di dollari interscambio commerciale e 150.000 italiani in visita in Israele. L'affinità che vi è tra Israele e Italia sul piano della democrazia, sul piano caratteriale, sul piano dei rapporti tra le persone, la creatività, la tendenza all'innovazione e alla cooperazione accademica, rappresenta un legame forte che cementa ulteriormente i rapporti eccellenti tra i nostri Paesi.

I giorni che ci attendono sono altrettanto ricchi di opportunità e sfide, la formazione del nuovo governo in Israele rappresenterà l’occasione per dare nuovo slancio alla realizzazione di progetti comuni nell’ambito della cooperazione internazionale ed europea, della sicurezza e dell’aerospazio e, non ultimo, in occasioni delle fasi finali dell’Eurovision Song Contest 2019 dal 14 al 18 maggio che quest’anno sarà ospitato a Tel Aviv, la possibilità di unirci nelle celebrazioni dei comuni valori dell’amicizia e della diversità.

Ofer Sachs
(Ambasciatore di Israele in Italia)
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