Israele, corruzione, frode e abuso di potere: per Netanyahu processo il 17 marzo, due settimane dopo il voto

Martedì 18 Febbraio 2020
Corruzione, frode e abuso di potere: sono questi i capi di accusa per il premier Benyamin Netanyahu, che, dopo aver rinunciato all'immunità parlamentare, andrà a processo il 17 marzo, cioè due settimane dopo lo svolgimento delle elezioni politiche che lo vedono ancora una volta tra i candidati.
 E' la prima volta che un capo di governo israeliano in carica viene processato. In base all'incriminazione presentata dalla procura il 28 gennaio, il leader del Likud ha offerto favori politici in cambio di doni e articoli favorevoli sulla stampa. L'annuncio giunge mentre si avvicinano le elezioni del 2 marzo. Si tratta delle terze elezioni in un anno, ma i sondaggi continuano a prevedere una situazione di stallo politico fra il blocco della destra guidato da Netanyahu e il centro sinistra dove prevale il partito Blue Bianco di Benny Gantz. Ancora una volta il voto è una sorta di referendum su Netanyahu, primo ministro più longevo della storia d' Israele.
Un comunicato della direzione dei tribunali israeliani precisa che Netanyahu dovrà presentarsi quel giorno nella sede del tribunale di Gerusalemme per ascoltare la lettura dei capi di accusa assieme con gli altri imputati. Fra questi vi sono l'editore del quotidiano Yediot Ahronot Arnon Moses e gli ex proprietari del sito internet Walla, Shaul ed Iris Alovich. Di fronte avranno i giudici Rivka Friedman-Feldman (che in passato processò anche l'ex premier Ehud Olmert), Moshe Bar-Am e Oded Shaham. Alla fine di dicembre Netanyahu aveva chiesto di avvalersi della immunità parlamentare, ma un mese dopo ha annunciato a sorpresa di aver rinunciato a quel proposito. In queste settimane è impegnato in prima persona nella propaganda elettorale del Likud partecipando quotidianamente a comizi, rilasciando interviste e lanciando continui aggiornamenti mediante le reti sociali. 
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