Le proteste delle donne iraniane continuano ad essere soffocate nel sangue, per l'Ayatollah Khamenei è solo un complotto americano

Le proteste delle donne iraniane continuano ad essere soffocate nel sangue, per l'Ayatollah Khamenei è solo un complotto americano
di Franca Giansoldati
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Martedì 4 Ottobre 2022, 09:43 - Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 10:04

Le proteste delle donne iraniane difficilmente avranno uno sbocco politico in Iran. La massima guida spirituale del paese, l'Ayatollah Khamenei, non ha dubbi sul fatto che le manifestazioni delle donne che chiedono maggiori libertà dopo la morte della ragazza massacrata dalla polizia perchè indossava in modo non corretto il velo sono solo tentativi americani per destabilizzare la nazione. «Dico chiaramente che queste rivolte e insicurezze sono state architettate dagli Stati Uniti, dal regime sionista usurpatore e falso, dai loro agenti pagati e da alcuni iraniani traditori all'estero che li hanno sostenuti» ha sentenziato durante una cerimonia, aggiungendo che a queste provocazioni la nazione iraniana reagirà con forza e coraggio,visto  che si tratta di “complotti”. Una dichiarazione che fa capire che la morte di Mahsa Amini, una ragazza di 22 anni morta dopo tre giorni di agonia sotto la custodia della polizia il 13 settembre in pratica non è servita a niente. Secondo Khamenei Mahsa, insieme ad altre donne, è stata trattenuta dalla polizia morale «per ricevere una formazione sulle leggi in materia di abbigliamento».

Le proteste che si stanno diffondendo in tutto il paese restano - per i vertici iraniani - dei tentativi esterni per sobillare lo stato e non tanto delle motivate azioni per ottenere maggiori libertà personali. 

"Se non fosse stato per la giovane ragazza, avrebbero inventato un'altra scusa per creare insicurezza e scatenare disordini nel Paese” ha osservato il leader, secondo quanto riportato dalla tv iraniana. "Gli Stati Uniti usano la morte di Amini come scusa per fomentare l'insicurezza".

Quello che sta accadendo ha indotto gli Usa a reagire. «Questa settimana, gli Stati Uniti imporranno nuove sanzioni agli autori di violenze contro manifestanti pacifici» ha annunciato il presidente Joe Biden in una nota. Il presidente si è detto gravemente preoccupato per le notizie sulla sempre crescente repressione dei manifestanti in Iran, inclusi studenti e donne ed ha precisato che gli Stati Uniti stanno dalla parte delle donne iraniane e di tutti i cittadini iraniani il cui coraggio è fonte di ispirazione per il mondo.

Secondo la Ong Iran Human Rights almeno 92 persone sono state uccise durante la repressione delle proteste in Iran dopo la morte della giovane Mahsa Amini.

Venerdì 41 persone sono state uccise dalle forze di sicurezza iraniane a Zahedan. 

L'Ong ha accusato le forze di sicurezza dell'Iran di aver represso in modo sanguinario una protesta scoppiata venerdì dopo le preghiere a Zahedan, nella provincia sud-orientale del Sistan-Baluchistan, per le accuse a un capo della polizia di aver violentato una ragazza di 15 anni appartenente alla minoranza sunnita dei Baluch

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