Iran, l'Onu denuncia: «Le truppe governative hanno sparato per uccidere i manifestanti disarmati»

Venerdì 6 Dicembre 2019 di Anna Guaita
Iran, l'Onu denuncia: «Le truppe governative hanno sparato per uccidere i manifestanti disarmati»

Li hanno colpiti al volto, o alle spalle, mentre fuggivano: «Le forze di sicurezza hanno sparato per uccidere». Anche le Nazioni Unite si aggiungono alle denunce di varie Ong sulla repressione violenta delle manifestazioni in Iran. L’alto commissario per i diritti civili Michelle Bachelet ha avuto parole di drastica condanna contro Teheran, e ha confermato che l’Onu è in possesso di video «convalidati» che mostrano «il ricorso a violenza estrema contro i manifestanti, incluso membri delle forze di sicurezza che sparano alla folla dal tetto di un palazzo e dagli elicotteri».

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I video provano che i manifestanti erano disarmati e che le truppe governative li hanno presi di mira mentre stavano scappando: «In altre parole – ha denunciato la Bachelet – (le forze di sicurezza) hanno sparato per uccidere».  

Con le parole della Bachelet, l’Onu chiede all’Iran di «agire con molta più trasparenza», poiché le azioni che vengono immortalate nei video costituiscono «una chiara violazione delle norme internazionali sul ricorso alla forza e una seria violazione dei diritti umani».

Nei giorni scorsi gli Stati Uniti hanno sostenuto che il bilancio della repressione delle manifestazioni supera i mille morti. L’Onu parla di «oltre 200», fra i quali anche donne e bambini, e conferma che ci sono almeno 7 mila imprigionati in condizioni «dure», ma ammette che i numeri al momento non sono accertati, e vanno considerati approssimativi.
 
Le manifestazioni sono esplose in Iran a metà novembre, quando il governo ha portato il prezzo della benzina a 15 mila rial per litro per i primi 60 litri, e a 30 mila oltre quella quantità (al cambio di oggi 15 mila rial corrispondono a circa 32 centesimi di euro).

Ma il malcontento serpeggiava nel Paese sin da quando gli Usa sono usciti dall’accordo sul nucleare e hanno imposto su Teheran una serie di sanzioni economiche pesanti, nel maggio del 2018. E’ speranza di Donald Trump che le sanzioni portino al collasso del regime integralista iraniano, o per lo meno che lo obblighino a entrare in un nuovo negoziato che comporti rinunce molto maggiori nel settore delle armi rispetto a quelle accettate nel negoziato con la Casa Bianca di Barack Obama e altri Paesi occidentali.

Ci sono analisti tuttavia secondo i quali le sanzioni hanno indebolito il settore privato dell’economia iraniana e rafforzato il pugno di ferro della Guardia Rivoluzionaria, e il suo dominio corrotto sull’economia.

  

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