Incendi Grecia, migliaia in fuga. Inferno nell'Attica. «Ad Atene l'Acropoli coperta di cenere»

Incendi Grecia, migliaia in fuga. Inferno nell'Attica. «Ad Atene l'Acropoli coperta di cenere»
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Sabato 7 Agosto 2021, 16:00 - Ultimo aggiornamento: 19:00

Incendi, continua a bruciare la Grecia dove migliaia di persone sono in fuga dalle fiamme. L'Attica, la regione di Atene, continua a essere devastata da incendi che nonostante l'opera incessante di vigili del fuoco, aerei antincendio e volontari, con forze e mezzi giunti anche dall'estero, divampano sui monti Parnitha, a Agios Stefanos e Malakasa, a nord della capitale. Ma la situazione più allarmante - riferiscono i media ellenici - è quella dell'isola di Evia (o Eubea, a nordest di Atene), dove tra ieri ed oggi migliaia di persone hanno lasciato villaggi e zone rurali (300 famiglie hanno visto la propria casa distrutta), portate in salvo da traghetti, mentre 15 navi militari e non sono pronte ad intervenire per portar via altre persone qualora la situazione lo richiedesse. 

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Video

Grecia, i video drammatici

Drammatici video notturni inviati dall'isola mostrano alte fiamme alle spalle delle persone che si imbarcano su traghetti. Questo pomeriggio, poco prima delle 16.30, è stato dato l'ordine di evacuare le comunità isolane di Milies, Galatsades e Kamatriades, diffuso via sms. I residenti sono stati invitati a trasferirsi a Istiaia. A nord di Atene, in particolare a Thrakomakedones e Varybombi, sui Parnitha, dove sono già bruciate diverse case e i roghi continuano ad avanzare, polizia e vigili del fuoco stanno tentando di evacuare i residenti che si rifiutano di abbandonare le loro proprietà. Tra i centri di Ippokratio Politia e Malakasa - lungo l'autostrada Atene-Lamia oggi riaperta - sta bruciando una vasta area ricoperta da pinete, e si tenta di evitare che le fiamme si dirigano verso il villaggio di Oropos. Ieri a Malakasa è stato evacuato un centro di accoglienza per migranti: circa 2.000 persone sono state trasferite altrove. Altri incendi sul fronte di Agios Stefanos hanno distrutto case nei piccoli centri di Pefkofyto e Pontia, mentre in mattinata si muovevano attorno al lago di Maratona. 

 

Le zone evacuate

Il numero di emergenza 112 ha inviato stamane alle 6 un messaggio chiedendo l'evacuazione delle zone di Agia Skepi, Agia Paraskevi, Kapitenia, Vrysaki, Loufos Kouremenos, tutte intorno a Varybombi. Un messaggio di allerta - sempre via sms - è stato mandato anche nelle isole dell'Egeo meridionale: a causa delle alte temperature e del forte vento, c'è un pericolo di incendi, dopo quelli che hanno colpito Rodi nei giorni scorsi. E le fiamme continuano a bruciare da giorni ettari di vegetazione presso l'Antica Olimpia (dove gli incendi ardono su tre fronti), nella penisola di Mani e a Melpeia, nella regione di Messinia, entrambe nel Peloponneso. 

Gli incendi ancora attivi

Il viceministro per la Protezione civile Nikos Chardalias ha parlato oggi a metà giornata di 55 incendi ancora attivi, mentre il premier ellenico Kyriakos Mitsotakis si è recato stamane al Centro di coordinamento delle operazioni congiunte dei Vigili del fuoco a Chalandri, quartiere a nord di Atene. Per Mitsotakis, citato da iefimerida.gr, «la situazione oggi è un pò migliore di ieri. Dobbiamo continuare con grande intensità lo sforzo per limitare tutti gli incendi e per scongiurare i rischi di riaccensione. La priorità di questi ultimi giorni è stata prima di tutto la protezione della vita umana e, nella misura in cui è possibile, proteggere le proprietà, soprattutto evitare che il fuoco raggiunga i centri abitati, dove i danni sarebbero enormi. E ovviamente la protezione delle infrastrutture critiche, in primis quelle elettriche. È stato uno sforzo enorme».

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Evia, mille persone evacuate

«Abbiamo visto le fiamme e all'uscita dall'autostrada, mentre tornavamo ad Atene, ci siamo fermati e si vedeva addirittura la cenere che cadeva, c'era anche l'Acropoli coperta di cenere». È la testimonianza di Carmen, una 30enne veronese in vacanza in Grecia assieme al compagno. «Il giorno in cui è scoppiato l'incendio - racconta all'ANSA - fortunatamente noi non eravamo alla Meteora, perché hanno bloccato la strada, quindi non si poteva più tornare ad Atene lungo quel tragitto. Così noi siamo rientrati il giorno dopo, ma c'era ancora tanto fuoco. Lungo l'autostrada si vedevano le fiamme e molto fumo. In città abbiamo notato che c'erano persone che stavano facendo raccolta di generi alimentari, come le associazioni di carità in Italia, per aiutare gli sfollati».

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