Partorisce e avvelena la neonata con il detersivo, poi la uccide lanciandola dal terzo piano

Venerdì 9 Agosto 2019 di Alix Amer
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Una diciottenne, Aom, avrebbe confessato alla polizia di aver ucciso la bambina dopo aver partorito: «Non sapevo di essere incinta, quando si sono rotte le acque ho capito cosa mi stesse accadendo e sono entrata nel panico».
La piccolina è stata trovata dai vicini avvolta in sacchi neri in un bidone della spazzatura fuori da un condominio nella città di Nonthaburi, nel centro della Thailandia, il 23 luglio scorso. Respirava ancora, portata d’urgenza in ospedale, è morta pochi giorni dopo per le gravi lesioni interne. Quando gli investigatori della polizia sono arrivati sul posto dopo aver ascoltato testimoni e visionato i filmati delle telecamere sono arrivati all’appartamento della 18enne. 
 

 

Hanno perquisito l’appartamento e trovato del sangue in bagno che era della ragazza. Intanto Aom era fuggita in una proprietà vicina con il suo ragazzo, Jay, 23 anni: la coppia è stata arrestata martedì scorso. La giovane inizialmente ha negato l’omicidio, ma secondo quanto riferito dai quotidiani locali, avrebbe confessato davanti alle prove raccolte dalla polizia durante le indagini. Entrambi sono stati arrestati inizialmente con l’accusata di tentato omicidio, che è stato convertito in omicidio dopo la morte della bambina.

Aom avrebbe riferito alla polizia di non sapere di essere incinta e di essere entrata “nel panico” dopo aver partorito all’improvviso. Poi nel tentativo di nascondere il parto al suo ragazzo avrebbe fatto sparire la piccolina. «Sono andata in bagno dopo aver sentito una stretta intorno all’addome - ha raccontato - Il bambino è nato subito dopo e io ero in preda al panico. Non volevo che il mio ragazzo lo sapesse. Ho deciso di versare un liquido detersivo per lo scarico su tutto il viso della bambina e nella bocca, poi l’ho buttata via Subito dopo ho pulito il sangue nel gabinetto». Un racconto raccapricciante. Sia lei che Jay, che non è il padre biologico della neonata, sono stati arrestati e rinviati in custodia. La coppia è stata successivamente portata sulla scena del crimine per un sopralluogo. Il fidanzato ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’omicidio: «Mi aveva chiesto di comprarle un tovaglioli sanitari e poi di lasciarla sola quel giorno». «Dopo il mio ritorno, la stanza è stata pulita ma non ho notato nulla di sospetto solo la fatica della mia ragazza». La polizia ha dichiarato di non credere alla versione degli eventi raccontati da Jay. Il colonnello Pongjak Preechakarunpong ha spiegato: «Purtroppo la bambina è morta e le accuse sono più gravi, dal tentativo all’omicidio. La madre ha ammesso tutte le accuse ma il suo ragazzo nega di averla aiutata». A entrambi i sospetti è stata negata la cauzione. 

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