Incendi in Europa, è allerta: arma di Putin contro l'Occidente? Dal rogo all'Ikea di ​Vilnius a quello di Londra: i precedenti

Gli investigatori europei hanno già ipotizzato un potenziale coinvolgimento russo in un incendio doloso nella zona est di Londra, in un altro che ha distrutto il più grande centro commerciale della Polonia, in Baviera e per i graffiti antisemiti a Parigi

Allerta incendi in Eruopa, arma di Putin contro l'Occidente? Dal rogo di Vilnius a quello di Londra: i precedenti
di Mario Landi
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Giovedì 30 Maggio 2024, 10:53 - Ultimo aggiornamento: 15:47

I servizi di sicurezza di tutta Europa sono in massima allerta per quella che viene considerata una nuova arma di guerra della Russia: incendi dolosi e sabotaggi nei Paesi Baltici, in Germania, nel Regno Unito. Lo riporta il Guardian. Per il rogo all'Ikea di Vilnius, il premier polacco Donald Tusk ha suggerito che potrebbe essere opera di un sabotatore straniero. Gli investigatori europei hanno già ipotizzato un potenziale coinvolgimento russo in un incendio doloso nella zona est di Londra, in un altro che ha distrutto il più grande centro commerciale della Polonia, in Baviera e per i graffiti antisemiti a Parigi. Sebbene non ci siano prove che nessuno di questi incidenti nel continente sia coordinato dal Cremlino, i servizi di sicurezza ritengono che potrebbero essere parte di un tentativo sistemico di Mosca di destabilizzare l’Occidente a causa del suo sostegno all’Ucraina.

Incendi e sabotaggi, è allarme

Dopo la fine della guerra fredda e in particolare con l'avvento dei social, è stato sempre più complicato ingaggiare spie che potessere mantenere segreta la loro identità.

Vandali e piromani, invece, possono essere assunti facilmanete e a basso costo, lasciando pochi collegamenti con i mandanti. La preoccupazione emergente che questi attacchi ibridi possano essere opera della Russia è tale che la questione è stata sollevata in un vertice dei ministri degli Esteri e della Difesa a Bruxelles questa settimana, con funzionari della sicurezza olandesi, estoni e lituani che mettevano in guardia sulle vulnerabilità nazionali. Un ministro, che ha chiesto di restare anonimo, ha detto al Guardian di essere profondamente preoccupato per «il sabotaggio fisico, organizzato, finanziato e compiuto da agenti russi».

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I precedenti

La settimana scorsa, Tusk ha rivelato che le autorità polacche avevano arrestato nove persone in relazione ad atti di sabotaggio presumibilmente commessi su ordine dei servizi russi. Il primo ministro polacco ha detto che i crimini includevano «percosse, incendio doloso e tentato incendio doloso». Altri tentativi di incendi sono stati registarti contro una fabbrica di vernici in Polonia, che Tusk ha citato nel suo report. Ad aprile, un uomo britannico è stato accusato di aver orchestrato un incendio doloso contro due unità legate a un uomo d'affari ucraino in una zona industriale a Leyton, a est di Londra, dopo essere stato presumibilmente reclutato dall'intelligence russa. Il Crown Prosecution Service ha affermato che era «impegnato in un'azione ostile contro imprese legate all’Ucraina». Il ministro della Difesa estone, Hanno Pevkur, a Bruxelles per un vertice sulla difesa dell’UE, ha affermato che il Paese è già stato vittima di sabotaggi russi.

Le accuse

«Operazioni simili sono state condotte in Estonia. Hanno assunto 10 persone per attaccare l'auto del ministro degli Interni e quella di un giornalista. Questo è il comportamento normale della Russia. Ci dispiace dirlo, ma dobbiamo capire che Mosca è sempre più aggressiva nei confronti dei paesi europei e anche dei paesi della Nato, ha aggiunto Pevkur riferendosi anche agli incidenti avvenuti a febbraio, quando i finestrini delle auto del ministro degli Interni Lauri Läänemets e di un giornalista sono stati fracassati. Poco dopo sono state arrestate sei persone, tra cui cittadini russi e cittadini con doppia cittadinanza russo-estone. 

Il ministro della Difesa olandese, Kajsa Ollongren, ha affermato che la Russia sta “cercando di intimidire” i paesi dell'Allenaza, rendendo esposti gli Stati membri dell’UE. «Sì, siamo vulnerabili. Penso che lo siamo tutti. Abbiamo infrastrutture vitali. Abbiamo infrastrutture sui fondali marini, abbiamo forniture elettriche, forniture idriche, siamo vulnerabili agli attacchi informatici. Stiamo vedendo ora in diversi paesi europei che la Russia sta cercando di destabilizzarci e anche di intimidirci». Episodi premonitori di una imminente escalation o paranoia occidentale?

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