DONALD TRUMP

Huawei, il presidente Ping contro il nuovo bando Usa: «Danneggerà l'economia mondiale e i loro stessi interessi»

Martedì 19 Maggio 2020 di Francesco Malfetano
«Saremo inevitabilmente influenzati dalle mosse Usa ma proveremo a trovare una soluzione». A parlare per la prima volta dopo l’inasprimento dei controlli imposto nei giorni scorsi da Donald Trump sulle esportazioni destinate a Huawei è Guo Ping, l’attuale presidente del colosso cinese. Sul palco del summit annuale degli analisti di Huawei, Ping è sembrato quasi spiazzato dalle mosse a stelle e strisce, chiedendo tempo per valutare la situazione. «Il governo degli Stati Uniti persiste ancora nell'attaccare Huawei, ma cosa porterà questo al mondo?» ha detto, rispondendosi: «Non l'abbiamo ancora capito».

«Nella sua incessante ricerca di stringere la morsa sulla nostra azienda, il governo degli Stati Uniti ha deciso di procedere e ignorare completamente le preoccupazioni di molte aziende e associazioni di settore - aggiunge Huawei in una dichiarazione ufficiale - Questa decisione è stata arbitraria e dannosa e minaccia di minare l'intero settore in tutto il mondo. La nuova regola avrà un impatto sull'espansione, la manutenzione e le operazioni continue di reti per centinaia di miliardi di dollari che abbiamo implementato in oltre 170 paesi». In pratica ad essere minacciata è l’intera tenuta dell’infrastruttura tecnologica che, in capo a Huawei, negli ultimi anni ha segnato una decisa accelerazione spingendo verso il cloud, il 5G, l’intelligenza artificiale e l’IoT.

Per il momento la risposta dell’azienda di Shenzhen, come ribadito dallo stesso Ping, è stata quella «rispettare le norme vigenti» impegnandosi ad aumentare notevolmente le attività di ricerca e sviluppo per sopperire alle pressioni statunitensi. Pressioni che proprio questa mattina, secondo Nikkei Asian Review, hanno spinto la taiwanese Semiconductor Manufacturing Co (SMC), il più grande produttore mondiale di semiconduttori ha smesso di ricevere nuovi ordini da Huawei. Tuttavia quelli già accettati prima del divieto o già in produzione non saranno bloccati e potranno essere spediti entro il 14 settembre donando qualche altro mese di piena operatività al colosso cinese che potrà quindi studiare nuove mosse.

«Questa decisione del governo degli Stati Uniti non riguarda solo Huawei. Avrà un grave impatto su un ampio numero di settori globali - ha precisato nella sua dichiarazione ufficiale l’azienda - A lungo termine, ciò danneggerà la fiducia e la collaborazione nel settore globale dei semiconduttori da cui dipendono molte industrie, aumentando conflitti e perdite all'interno di tali settori. Gli Stati Uniti stanno sfruttando i propri punti di forza tecnologici per schiacciare le aziende al di fuori dei propri confini. Ciò servirà solo a minare la fiducia delle società internazionali nella tecnologia e nelle catene di approvvigionamento statunitensi. Alla fine, ciò danneggerà gli interessi degli Stati Uniti». © RIPRODUZIONE RISERVATA