​Usa, Bloomberg vorrebbe Hillary come sua vice nella corsa elettorale

Sabato 15 Febbraio 2020 di Anna Guaita
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Usa, Bloomberg vorrebbe Hillary come sua vice

Sarebbero invincibili. Almeno sulla carta. Michael Bloomberg e Hillary Clinton. E’ l’ultimo pettegolezzo della campagna elettorale Usa, e sta infiammando i social. L’ex sindaco di New York, che sta salendo nei sondaggi, starebbe meditando di chiedere alla ex first lady ed ex segretario di Stato di correre come sua vice. Ovvio il calcolo politico: sebbene sconfitta dal complicato sistema elettorale americano, Hillary ottenne quasi tre milioni di voti più di Donald Trump nel 2016 e rimane popolare nell’elettorato femminile e afro-americano. E queste due fette di elettori sarebbero indispensabii per Bloomberg per avere la meglio su Trump.

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La voce è stata lanciata dal britannico Daily Mail, e immediatamente ripresa dai siti americani. E molti la giudicano verosimile. Dopotutto fra i due c'è sempre stato un forte rispetto, e alla Convention democratica del 2016 a Filadelfia, il miliardario newyorchese fece uno dei discorsi più curi contro Trump, schierandosi senza mezze misure con la candidatura di Hillary Clinton.
 
Nei mesi scorsi, davanti alla confusione nelle primarie democratiche qualcuno è andato a chiedere a Hillary se se la sentiva di scendere in campo di nuovo. Lei rispose di no. Ma quando le fu chiesto se avrebbe semmai preso in considerazione l’ipotesi di correre come vice al fianco di un altro candidato, fu più possibilista: «Non succederà, ma non bisogna mai dire mai perché credo nel dovere di servire il mio Paese».
 
Secondo quanto scrive il Daily Mail, Michael Bloomberg starebbe anche meditando di cambiare la sua residenza legale da New York al Colorado o alla Florida, due Stati in cui possiede case. La Costituzione infatti richiede che il presidente e il vicepresidente non siano residenti dello stesso Stato.
 
Attualmente al livello nazionale i sondaggi danno Michael Bloomberg al terzo posto, dopo il senatore del Vermont Bernie Sanders e l‘ex vicepresidente Joe Biden. Il vero urgente appuntamento dell’ex sindaco sarà il 3 marzo, quando finalmente vedremo nero-su-bianco come gli elettori democratici vedono la sua candidatura. Il 3 marzo cade infatti il Super Tuesday, quando ci sono primarie in 14 Stati, ed è la prima volta che nelle schede comparirà anche il nome di Bloomberg, che ha saltato a pie’ pari i due Stati che hanno già votato – Iowa e New Hampshire – e che voteranno nei prossimi giorni, Nevada e South Carolina.

 

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