Onu hackerata a luglio, 42 server compromessi: «Dati sensibili non a rischio»

Giovedì 30 Gennaio 2020

Attacco non sventato. Ma almeno i dati sensibili sono stati salvati. L'Onu ha confermato che nel luglio scorso è stata vittima di un cyber attacco. Un rapporto interno datato 20 settembre 2019, ottenuto da The New Humanitarian, rivela infatti che 42 server sono stati compromessi e 25 classificati come sospetti. Il fatto è stato scoperto solo un mese dopo, e alcuni dei sistemi interessati si trovano presso gli uffici per i diritti umani e il dipartimento delle risorse umane delle Nazioni Unite a Ginevra e Vienna.

Il cyberattacco avrebbe l'impronta digitale tipica di un attore Advanced Persistent Threat (Apt), comunemente associati alle interferenze commissionate da uno Stato (ma non ci sono informazioni su possibili sospetti) oppure a campagne di cyberspionaggio. Pare tuttavia non siano stati rubati dati sensibili, ma solo liste di dipendenti con gli indirizzi email. Il portavoce dell'Onu ha spiegato a The New Humanitarian che «poiché non è stato possibile determinare la natura e la portata esatte dell'incidente» è stato deciso dagli uffici delle Nazioni Unite interessati «di non divulgare pubblicamente la violazione». 

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