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Putin licenzia altri cinque generali russi: da Dvornikov a Kukushkin, ecco le nuove "vittime" dello zar

Putin, da Dvornikov a Kukushkin: la Russia non avanza e lo zar licenzia altri cinque generali
di Gianluca Cordella
3 Minuti di Lettura
Venerdì 3 Giugno 2022, 17:44 - Ultimo aggiornamento: 20:52

Vladimir Putin mischia ancora le carte delle forze armate. Lo stallo dell'avanzata in Ucraina ha infatti spinto il presidente russo ad allontanare altri cinque generali del suo esercito. A pagare per quella che avrebbe dovuto essere una guerra lampo ma che si è rivelata qualcosa di molto diverso sono stati Vasily Kukushkin, Alexander Laas, Andrey Lipilin, Alexander Udovenko e Yuri Instrankin, oltre al colonnello della polizia Emil Musin. La notizia è stata diffusa dal quotidiano russo Pravda, che ha citato un estratto del decreto di rimozione dei vertici militari, ricevendo da una fonte autorevole vicina al Cremlino la conferma dell'autenticità del documento citato.

Putin licenza 5 generali

Il licenziamento dei cinque generali – tutti in posizioni di rilievo nelle loro regioni di azione – arriva dopo che lo stesso trattamento era stato riservato un paio di settimane fa a Serhiy Kisel e Igor Osipov, altre figure chiave dell'invasione russa, rimossi dal Putin per negligenze – a detta dello Zar – nelle zone di conflitto ucraine. Il primo, tenente generale al comando della prima armata di carri armati della guardia d'élite, è stato sospeso – secondo l'intelligence britannica - per non essere riuscito a conquistare Kharkiv. Il secondo, vice ammiraglio al comando della flotta russa del Mar Nero, è stato licenziato dopo che la corazzata Moskva è stata affondata ad aprile dai missili ucraini.

E la lista potrebbe non essere terminata considerando che il generale Alexander Dvornikov, comandante in capo per la guerra in Ucraina, non si vede più da settimane: secondo gli 007 americani anche lui potrebbe essere stato rimosso per lo stesso motivo, non aver portato a termine il piano di occupazione pensato dalla Russia.

Il bilancio

Le mosse di Putin, unite al tributo di sangue inevitabilmente pagato a un conflitto (si parla di almeno 25 tra generali e comandanti russi caduti sul campo in questi primi 100 giorni di guerra), stanno portando a un rimescolamento deciso dei vertici delle truppe. La speranza del presidente è che le nuove guide, oltre a sfondare laddove l'esercito russo sembra essersi impantanato, possano anche portare nuova spinta psicologica nelle file dei combattenti. Le notizie dei vari licenziamenti sul fronte fanno infatti il paio con la radiazione di un centinaio di membri dell'esercito privato di Putin (il temuto gruppo Wagner) che si sono rifiutati di combattere in Ucraina, come diversi altre centinaia di soldati semplici che si sono rifiutati di attaccare Kiev e hanno disertato. Una situazione sempre più difficile da gestire per la Russia, mentre il contatore tragico delle vittime sul campo oscilla tra le 15 mila stimate dalle diplomazie occidentali e le 30 mila annunciate dall'Ucraina.

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