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Guerra lampo addio, si rischia un conflitto lungo? Dai nuovi fronti al golpe anti-Putin i 5 scenari più probabili

Guerra lampo o lunga per anni, l'estromissione del presidente russo e la pace: ecco cosa può succedere nei prossimi mesi

Ucraina-Russia, quando finirà la guerra? Conflitto in Europa, soluzione diplomatica e golpe contro Putin: i cinque scenari
6 Minuti di Lettura
Sabato 5 Marzo 2022, 12:28 - Ultimo aggiornamento: 6 Marzo, 13:45

Le notizie sono continue e orientarsi sempre più complicato. Specialmente in un conflitto nel quale l'informazione e la disinformazione sono armi altrettanto pericolose. E in più le battaglie sul campo, il ruolo delle diplomazie, la paura degli sfollati: tutti ingredienti che rendono il conflitto travolgente. Ma quanto potrebbe durare la guerra? Quali sono gli scenari politici e militari? Nel weekend è previsto il terzo round di negoziati tra Ucraina e Russia. Poca la fiducia che il tutto possa concludersi nel giro di qualche giorno e senza grosse ripercussioni, anche per l'Europa. 

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La guerra lampo

Il primo scenario è quello di cui tanto si è parlato all'inizio del conflitto, quello della guerra lampo. In questo caso la Russia intensifica le sue operazioni militari, coinvolgendo l'artiglieria pesante e con attacchi e missili su tutta l'Ucraina. Un ruolo determinante lo avrebbe l'aviazione russa, che attaccherebbe con devastanti attacchi aerei. Interrotte le forniture di energia e le reti di comunicazione, sale il numero di civili morti per i bombardamenti. Kiev, nonostante la resistenza, cade in pochi giorni. Al governo un premier legato a Mosca e scelto da Putin. Il presidente Zelensky viene ucciso oppure riesce a scappare all'estero dove può ri-costituire un governo dall'esilio. Putin dichiara vittoria e ritira parte delle truppe. I profughi scappano verso l'Occidente e l'Ucraina diventa uno stato in stile-Bielorussia. Ma cosa dovrebbe succedere per far realizzare questo scenario? Come prima cosa le milizie russe dovrebbero superare l'impasse nel quale sono caduti, magari con maggiori aiuti da parte di Mosca in quanto a dipiegamento di forze. La resistenza di Kiev dovrebbe rinunciare alla sua battaglia soppiantata dalla enorme differenza tra i due eserciti. Il problema di Putin, in questo scenario, è che qualsiasi governo filo-russo sarebbe illegittimo. E quindi vulnerabile in caso di insurrezione. Un altro conflitto interno sarebbe molto prevedibile.

Una guerra lunga

Rispetto al precedente, è lo scenario più probabile. Le forze russe, come sembra stia accadendo, rimangono impantanate (e il termine è corretto viste le difficoltà, secondo diversi analisti, nel superare il fango alle porte di Kiev), col morale basso e senza un'organizzazione precisa. L'assedio è lungo, Kiev restiste per diverse settimane e anche una volta che i russi hanno raggiunto una presenza massiccia nelle principali città ucraine, faticano a mantenerne il controllo. Colpa anche di Mosca, che non riesce a fornire il numero di forze necesarie per coprire un Paese così vasto. La resistenza va avanti, i volontari e i civili si uniscono all'esercito di Kiev e Nato e Unione Europea continuano a fornire armi all'Ucraina. Dopo diversi anni di guerra, le forze russe lasciano l'Ucraina senza aver raggiunto l'obiettivo.

Conflitto in Europa

È la domanda più temibile. È possibile che questo conflitto possa estendersi anche al di fuori dei confini dell'Ucraina? Dopo l'Ucraina Putin potrebbe cercare l'assalto ad altri Paesi che facevano parte dell'impero russo, come la Moldavia e la Georgia, che ancora non fanno parte della Nato ma hanno chiesto di entrare nell'Unione Europea. In questo scenario, Putin dichiara che le armi fornite alle milizie ucraine sono un atto di aggressione che giustifica una guerra: a quel punto invia truppe anche in Estonia, Lettonia e Lituania, stabilendo un contatto con l'exclave di Kaliningrad. A quel punto, il conflitto con la Nato sarebbe inevitabile. L'Alleanza Atlantica dovrebbe - ai sensi dell'art. 5  dello statuto - intervenire per difendere uno Stato membro. Ma Putin potrebbe correre questo rischio se fosse l'unico modo per salvare la sua leadership in Russia, anche a fronte di un insuccesso in Ucraina. E la dimostrazione che sia disposto a tutto è arrivata dall'allerta alle armi nucleari: la maggior parte degli analisti ha spiegato che l'uso del nucleare è improbabile ma è un segnale che il governo è dispoto a tutto. 

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Soluzione diplomatica

Nonostante tutto è possibile ancora una soluzione diplomatica? I negoziati tra le delegazioni ucraine e russe, anche senza grandi risultati, fanno ancora sperare. E la creazione di due corridoi umanitari è un ulteriore segnale. Macron tra i leader europei è quello più attivo e continua a dialogare con Putin, che però non può aver preso bene le sanzioni decise dall'Europa che hanno già fatto crollare l'economia di Mosca. La domanda è se l'Occidente sia in grado di offrire quella che negli Stati Uniti chiamano «off-ramp», cioè una rampa di uscita, una via per far sì che le sanzioni siano revocate. In questo scenario, la guerra si mette male per la Russia, con le sanzioni che affossano l'economia. Putin si rende conto che continuare la guerra sia una minaccia anche per la sua leadership, la Cina fa pressioni invitando Mosca a cercare un compromesso minacciando di non acquistare più petrolio e gas se non rinuncerà all'escalation. Dall'altra parte l'Ucraina accetta un compromesso politico: via libera alla sovranità russa sulla Crimea e sul Donbass, Putin invece accetta l'indipendenza dell'Ucraina e le sue mire europeiste. Uno scenario al momento molto improbabile, che però potrebbe emergere in caso di conflitto lungo e sanguinoso per entrambe le parti. 

Putin e il golpe

È lo scenario che si augura l'intero Occidente. Sir Lawrence Freedman, professore emerito di studi sulla guerra al King's College di Londra, ha scritto questa settimana che «ora è probabile che ci sia un cambio di regime a Mosca come a Kiev». Ma cosa deve succedere? La guerra dovrebbe continuare in maniera disastrosa per la Russia, i soldati continuano a morire, Putin perde il suo consenso popolare, le sanzioni affossano l'economia. La rivolta, oltre a quella del popolo, stavolta nasce anche dall'élite militare, politica ed economica del Paese. L'Occidente spiega che se Putin verrà sostituito a capo del governo, le sanzioni verranno revocate. Dopo un colpo di Stato, il presidente russo viene estromesso. Uno scenario anche in questo caso non plausibile al momento, ma già negli ultimi giorni diversi oligarchi russi hanno manifestato il proprio disappunto per quanto sta accadendo. Se il fronte fosse più compatto, le possibilità che questo scenario si realizzi, salirebbero. 

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