Ucraina, la tentazione russa di usare mini bombe nucleari "a scopo dimostrativo" Che cosa sono

Ucraina, la tentazione russa di usare mini bombe nucleari "a scopo dimostrativo" Che cosa sono
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Giovedì 24 Marzo 2022, 15:48 - Ultimo aggiornamento: 26 Marzo, 10:46

Testate nucleari tattiche, mini-testate nucleari: da quelle da zaino o da valigia o comunque non più grandi di un frigobar, a quelle ancora più piccole, incapsulabili in un proiettile d'artiglieria da 155 millimetri sparabile a 20/25 chilometri anche dal cannone di un carro semovente o da un obice. Oppure lanciabili con piccoli razzi (vedi foto americana molto datata in alto) o da piccoli aerei anche senza pilota.

Il fatto che queste piccole testate nucleari siano anche 100 volte meno potenti di quella di Hiroshima non fa calare di un grammo l'angoscia innescata dalla possibilità che in Ucraina accada ciò che si è riuscito ad evitare dal 1945. Solo gli americani hanno finora usato ordigni nucleari e sempre finora solo gli americani e i russi hanno realizzato, a migliaia, le mini bombe atomiche. Almeno che si sappia. Gli anni della Guerra fredda hanno visto il proliferare di questi ordigni dal terribile potere deterrente. Terribile come l'idea che l'uso di queste minibombe sia meno moralmente coinvolgente dell'impiego delle testate in grado di distruggere una città.

Ignoto il numero di queste mini bombe atomiche a disposizione di Russia e Usa, mentre per quelle medio piccole si ipotizza qualche centinaio per le forze occidentali (una settantina delle quali costudite da soldati americani nelle basi a Ghedi e ad Aviano), trasportabili con gli F35 e gli Eurofighter italiani, forse 2mila per l'esercito russo  che può usare con il missili Kalibr, lunghi sei metri con raggio di azione dal mare e dal cielo di almeno 1.500 chilometri e con il sistema terra-terra Iskander-M, che arriva a 400. Queste bomble nucleari medie arrivano alla potenza di un chilotone (mille tonnellate di esplosivo tradizionale, il Tnt): un quindicesimo di Little Boy, la bomba che distrusse Hiroshima il 6 agosto 1945.

Ma il timore maggiore è quello legato all'uso dei miniordigni ancora meno potenti, quelli che uno spazientito Putin potrebbe autorizzare per sbloccare lo scacco in cui si è cacciato esattamente un mese fa. Le sue truppe si sono impantanate, rallentate assai più del previsto dalle forze armate ucraine, e qualche granata nucleare potrebbe piegare la resistenza anche dal punto di vista psicologico. Che poi il campo di battaglia diventi per chissà quanti anni un deserto inabitabile è il prezzo da far pagare agli ucraini. Inoltre le stesse truppe russe dovrebbero studiare strategia nuove perché non si può inoltrarsi senza mille precauzioni in una zona "liberata" da una granata  nucleare. Il timore è che questi ordigni possano essere lanciati una zona poco o punto abitata non tanto per ottenere un risultato concreto in termini di territorio conquistato o di nemici uccisi, ma soprattutto per dimostrare la volontà russa di essere pronti a usare ogni arma dell'arsenale.

«In Russia abbiamo un concetto di sicurezza interna ed è pubblico. Potete leggere tutti i motivi per cui vengono utilizzate le armi nucleari - ha spiegato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un'intervista alla Cnn -. Se c'è una minaccia esistenziale per il nostro Paese, le armi nucleari possono essere utilizzate secondo il nostro concetto». 

Citato dal New York Times, Ulrich Kühn, esperto di armi nucleari dell'Università di Amburgo e del Carnegie Endowment for International Peace, aveva definito «basse» ma «in aumento» le possibilità che Mosca possa decidere di usare armi nucleari «minori» o tattiche In prima battuta, secondo la sua analisi, lanciandole contro aree disabitate anziché contro le truppe ucraine, a scopo dimostrativo. «È orribile parlare di queste cose - ha commentato Kühn - ma dobbiamo considerare che questa sta diventando una possibilità».

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