Vaticano, schiaffo dal cantone di Lucerna: referendum boccia i soldi per la caserma delle Guardie Svizzere

Il tribolato progetto per la ristrutturazione della caserma è in ballo da almeno un decennio e di volta in volta, per diverse ragioni, è sempre stato accantonato o rallentato

Vaticano, schiaffo dal cantone di Lucerna: referendum boccia i soldi per la caserma delle Guardie Svizzere
di Franca Giansoldati
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Domenica 25 Settembre 2022, 18:35 - Ultimo aggiornamento: 26 Settembre, 15:10

Città del Vaticano – Il Cantone di Lucerna, in Svizzera, con un referendum si è opposto a dare un contributo di 400 mila franchi svizzeri al Vaticano per la ristrutturazione della caserma della Guardia Svizzera. Il progetto è stato bocciato dal 71,5% dei votanti. Si tratta di uno schiaffo clamoroso. Il contributo proposto dalle autorità era destinato alla costruzione di una nuova caserma in sostituzione di quella vecchia, costruita nel XIX secolo e ormai troppo piccola. L'anno scorso il Consiglio federale aveva deciso di sostenere finanziariamente il progetto di ristrutturazione con un contributo una tantum, che non solo andava a migliorare gli alloggi e le condizioni di vita dei cittadini elvetici che scelgono di entrare nella Guardia, ma andava anche a inserirsi nel quadro del centenario della ripresa delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede.

La raccolta fondi

Nel frattempo una fondazione svizzera stava raccogliendo i fondi per finanziare la costruzione, il cui costo complessivo stimato sarebbe di circa 50 milioni di euro. La Confederazione elvetica ha contribuito con cinque milioni di franchi svizzeri, così come il Vaticano per una parte di spese logistiche. Negli altri Cantoni la partecipazione alle spese è avvenuta senza polemiche eccetto Lucerna dove due partiti, il Partito socialista e l'Alleanza dei liberi pensatori si sono messi di traverso e hanno promosso una raccolta di firme per arrivare alla consultazione referendaria odierna. La motivazione che ha mosso i due partiti è che in tempi di tagli consistenti non ci si può permettere di destinare denaro a uno stato molto ricco dove spesso ci sono scandali di natura finanziaria. 

Il progetto

Il tribolato progetto per la ristrutturazione della caserma è in ballo da almeno un decennio e di volta in volta, per diverse ragioni, è sempre stato accantonato o rallentato.

Nel marzo del 2020 in una riunione dei cardinali che compongono la Pontificia Commissione dello Stato della Città del Vaticano la questione dell'ammodernamento della caserma era stata al centro di un approfondito scambio di vedute. I cardinali avevano visionato due differenti progetti: il rifacimento della caserma delle Guardie Svizzere e il rifacimento della caserma dei Gendarmi. Tra i due progetti al vaglio era stato annunciato lo stanziamento di 20 milioni di euro per rifare la caserma dei gendarmi. Per quella degli Svizzeri era stato deciso che prima dovevano arrivare i finanziamenti attraverso una fondazione incaricata di raccogliere denaro dai benefattori elvetici.

L'obiettivo (slittato) al 2026

L'obiettivo fissato per il rifacimento della caserma degli svizzeri era per il 2024 – poi slittato al 2026 – anche perché i lavori sono molto impegnativi e forse prevedono l'abbattimento del vecchio edificio e la costruzione di uno nuovo, nello stesso stile, «arrivando anche a scavare nel sottosuolo». Cosa che era stata stoppata in partenza dai tecnici vaticani per il rischio di trovare falde acquifere e reperti archeologici, cosa che avrebbe portato immediatamente al blocco dei lavori con un aumento enorme dei costi di progettazione. Gli svizzeri avevano anche pensato di sopraelevare la vecchia struttura ma anche in questo caso esistono vincoli rigidi, stavolta da parte dell'Unesco, poiché la caserma è tutelata come patrimonio mondiale. Infine c'era da risolvere un altro intoppo: l'abbattimento del muro che confina con l'Italia. 

Di grattacapo in grattacapo il progetto caro alla Svizzera ha cominciato ad andare a rilento. Il banchiere Jean Pierre Roth, a capo della fondazione elvetica che si sta occupando di raccogliere i finanziamenti per realizzare il mastodontico progetto per la nuova caserma delle Guardie Svizzere, aveva chiarito che per i finanziamenti non sarebbe stato un problema. L'anno scorso avevano raggiunto quota 33,6 milioni di euro. Il banchiere aveva chiarito che il costo totale dell'opera sarà minore di quello inizialmente previsto, pari a 46,5 milioni di euro di cui 42 per i nuovi edifici e i restanti per alloggiare temporaneamente le guardie durante i tre anni di costruzione. Il Vaticano si è impegnato ad accollarsi il costo degli alloggi temporanei. 

Nel maggio sorso il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin ha sottoscritto l’atto. Praticamente bisogna radere al suolo tre edifici e ricostruirne due. A occuparsi del progetto sarà lo studio d'architettura Durisch+Nolli con sede a Lugano.

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