Grano, intesa Mosca-Kiev: si aprono i corridoi sicuri. Cia: «Putin è in salute»

La firma dell'accordo oggi a Istanbul: decisiva la mediazione della Turchia

Grano, intesa Mosca-Kiev: si aprono i corridoi sicuri. Cia: «Putin è in salute»
di Flavio Pompetti
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Venerdì 22 Luglio 2022, 08:07 - Ultimo aggiornamento: 23 Luglio, 10:15

La svolta arriva quando sono passate da poco le 20 di ieri sera. Ad annunciarla il governo turco: «Sul grano è stato raggiunto l'accordo tra Russia e Ucraina». La firma è prevista per oggi alle 15.30 ora italiana ad Istanbul, alla presenza dei rappresentanti dei due paesi in guerra, del Segretario generale dell'Onu Guterres e, naturalmente, del presidente Erdogan, regista dell'intera operazione. Decisivo, per il superamento delle ultime resistenze, l'incontro dei giorni scorsi a Teheran proprio tra Erdogan e Putin. È lì che la matassa si è sbrogliata, consentendo ai tecnici di andare avanti per buttare giù un piano definitivo per garantire corridoi sicuri sul mar Nero.

Il comando delle operazioni sarà ad Istanbul e dovrebbe essere proprio la Turchia a gestire lo sminamento ma, soprattutto, a controllare che le navi ucraine non verranno utilizzate per trasportare armi, cosa quest'ultima che preoccupava particolarmente la Russia. Un membro della delegazione di Kiev per i negoziati, Rustem Umerov, ha fatto sapere che le spedizioni potrebbero riprendere da tre porti sotto il pieno controllo ucraino, ovvero Odessa, Pivdennyi e Chornomorsk. Secondo le stime, circa 25 milioni di tonnellate di grano e altri cereali sono bloccate nei porti ucraini. Un blocco che ha provocato una crisi alimentare mondiale.

LA SALUTE DELLO ZAR
Poche ore prima dell'annuncio turco era arrivata un'altra notizia importante: «Vladimir Putin gode di salute eccellente». Ad affermarlo non Lavrov o Peskov, bensì il direttore della Cia William Burns, che ha messo a tacere le voci delle presunte, multiple malattie, alcune mortali, che affiggerebbero il presidente russo. Voci che lo accompagnano dall'inizio della guerra in Ucraina, a commento delle sue rare apparizioni davanti alle telecamere. Burns ha precisato che non stava divulgando informazioni interne della Cia. Gli bastano i contatti personali, che ha accumulato nei lunghi anni di servizio diplomatico, alcuni dei quali direttamente a Mosca, per concludere che Putin non è affetto dal morbo di Parkinson, come un episodico tremore di un piede aveva fatto pensare lo scorso marzo, né soffre di demenza o è stato operato per farsi rimuovere un tumore, la notte tra il 15 e il 16 di maggio scorso. Puntuale da Mosca è giunta anche la conferma del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: «Putin è sano dice la nota- e ogni illazione su una sua malattia è pura invenzione».

La situazione di stallo che si è venuta a creare dopo l'invasione dell'Ucraina è così frustrante per i paesi occidentali che appoggiano il governo di Kiev, che un'uscita di scena accidentale del leader russo dovuta a una malattia a volte sembra una soluzione plausibile e quasi auspicabile per la fine della crisi economica globale che la guerra ha creato. Lo stesso Burns, il quale parlava al pubblico di un forum sulla Sicurezza ad Aspen in Colorado, è tornato ad insinuare che la decisione della Russia di attaccare un paese amico è frutto di una mente dal giudizio distorto: quella di Putin: «I suoi giudizi si sono fatti più duri negli ultimi tempi ha detto il direttore della Cia e la sua visione della realtà si sta facendo sempre più personale. Come abbiamo avuto modo di constatare nei primi mesi della guerra, dietro l'iniziativa c'erano supposizioni nettamente sbagliate, accompagnate da autentiche illusioni».

LE PURGHE
Dalla data dell'inizio delle ostilità l'isolamento di Putin si è aggravato. Il presidente ha dovuto a più riprese disfarsi dei generali che comandavano le operazioni militari. La cerchia di confidenti con i quali divide il compito di ordinare la strategia bellica si è ristretta, e la sua tendenza naturale all'autocrazia si è approfondita con il progredire dell'emergenza. Le informazioni sul mondo fuori dai confini con la Russia, già scarse in tempi normali, si sono fatte più rare nel paese con la chiusura dei siti social internazionali, e con il potenziamento dell'informazione di stato. A tutto questo si aggiunge poi la riluttanza del presidente russo a condividere in pubblico dettagli della sua vita personale che non siano costruiti dalla macchina della propaganda.
Ieri stesso, forse in risposta alle notizie che venivano da Aspen, si è assistito a Kiev ad un hackeraggio delle radio nazionali, le quali hanno trasmesso la notizia che Zelensky non era più al comando del paese, in quanto malato e ricoverato in terapia intensiva in ospedale. Il presidente ha sentito il bisogno di sconfessare la notizia con un video apparso sul suo profilo Instagram, nel quale è alla sua scrivania, con la barba lunga e la maglietta verde militare che sono il suo trademark dall'inizio della guerra, ma con il volto sereno e la voce ferma.

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