Gran Bretagna, trenta cittadini europei e italiani trattenuti alla frontiera

Gran Bretagna, trenta cittadini europei e italiani trattenuti alla frontiera
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Sabato 8 Maggio 2021, 11:11 - Ultimo aggiornamento: 11:38

Effetto Brexit: trattenuti fino a sette giorni nei centri per l'immigrazione prima di essere rimpatriati nei loro Paesi d'origine: è quanto è avvenuto finora nel Regno Unito ad almeno una trentina di cittadini europei, tra cui tedeschi, greci, italiani, rumeni e spagnoli, che dopo la Brexit avevano tentato di entrare nel Paese per lavoro senza avere il visto necessario o lo status di residenza previsto dallo EU Settlement Scheme.

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A fornire i numeri dei cittadini dell'Ue detenuti in questi centri dall'inizio dell'anno è il sito Politico.eu. Il ministero dell'Interno britannico non ha ancora rilasciato dati ufficiali.  Le ambasciate dei Paesi europei hanno offerto consulenza legale e sono intervenute per cercare di ridurre la detenzione, ma non tutti gli europei bloccati si sono rivolti alle sedi diplomatiche. Molti dei ragazzi fermati cercavano di entrare in Gran Bretagna per lavorare alla pari nelle famiglie o cercare lavori low skilled per un breve periodo di tempo.

 

Dopo la Brexit i cittadini europei possono entrare in Gran Bretagna per lavoro solo con un visto o nel quadro dell'Ue Settlement Scheme che riguarda chi viveva nel Paese prima della Brexit. Altrimenti, gli europei possono entrare per turismo e rimanere per 90 giorni al massimo. Ma la polizia di frontiera mantiene il diritto di respingere europei se ci sono ragionevoli dubbi circa la loro intenzione di lavorare durante il loro soggiorno.

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