Antartide, il ghiacciaio più grande del mondo può staccarsi entro 5 anni. Allarme innalzamento livello del mare

Antartide, il ghiacciaio più grande del mondo può staccarsi entro 5 anni. Allarme innalzamento livello del mare
di Francesco Padoa
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Giovedì 16 Dicembre 2021, 17:00

Il pericolo c'è ed è imminente. Reale. Ed arriva dall'Antartide, e più precisamente dal Thwaites Eastern Ice Shelf (TEIS). E' l'immensa piattaforma di ghiaccio che potrebbe rompersi e disintegrarsi entro il prossimo decennio, forse anche entro cinque anni, permettendo a un ghiacciaio delle dimensioni della Florida, Il Thwaites appunto, di scivolare lentamente ma inesorabilmente nell'oceano alzando il livello del mare.

Ricerche recenti mostrano che la piattaforma di ghiaccio sta perdendo la presa su un banco sottomarino che funge da punto di blocco e il margine di taglio che separa TEIS dalla lingua del ghiacciaio Thwaites si è esteso, indebolendo ulteriormente la stabilità della piattaforma ghiacciata. Una sequenza di immagini satellitari realizzate da Sentinel-1 con il radar (quindi in grado di scrutare la superficie in profondità) mostra che le crepe parallele hanno recentemente formato spaccature ad alti angoli rispetto al margine di taglio principale e si stanno propagando nella parte centrale della piattaforma di ghiaccio a velocità fino a 2 km all'anno. E in soli 30 anni ha perso circa un terzo della sua massa.

Si tratta dunque di fratture giganti del massiccio ghiacciaio Thwaites in Antartide, formazione a rapido scioglimento che è diventata un'icona del cambiamento climatico. Se l'immenso blocco si staccasse, in quella che era stata considerata una parte relativamente stabile di Thwaites, il ghiacciaio potrebbe rilasciare un'armata di iceberg e iniziare a fluire molto più velocemente nell'oceano, incanalando il ghiaccio che era rimasto sulla terraferma nel mare, dove contribuirebbe a un pericoloso innalzamento del livello. Per decenni gli scienziati hanno seguito attentamente i cambiamenti nel ghiacciaio Thwaites, che perde già circa 50 miliardi di tonnellate di ghiaccio ogni anno e causa il 4% dell'innalzamento globale del livello del mare. Ma se si staccasse finendo nell'oceano e frantumandosi in migliaia di iceberg, quel 4% salirebbe al 25% (cioè un quarto del totale dell'innalzamento degli oceani sarebbe causato dal Thwaites). Le fratture recentemente identificate sono crepe profonde e in rapido movimento nella piattaforma di ghiaccio orientale di Thwaites. Sono apparsi, come detto, nelle immagini satellitari degli ultimi anni, e la loro crescita sembra accelerare. Gli scienziati hanno indicato un percorso a zigzag che dicono sia la linea probabile in cui la piattaforma di ghiaccio si spezzerà e si disintegrerà.

Una nuova ricerca, presentata all'American Geophysical Union a New Orleans dal professor Erin Pettit, professore alla Oregon State University, esperto di dinamiche dei ghiacciai e delle calotte glaciali, suggerisce che il distacco finale della piattaforma di ghiaccio potrebbe verificarsi «entro appena 5 anni» e segnare l'inizio della fine del ghiacciaio Thwaites. E purtroppo non solo, visto che l'innalzamento delle acque causerebbe l'inondamento delle città costiere di tutto il mondo. «Se Thwaites dovesse staccarsi, trascinerebbe con sé la maggior parte del ghiaccio dell'Antartide occidentale - sostiene Ted Scambos, ricercatore senior presso il Cooperative Institute for Research in Environmental Sciences e collaboratore della ricerca - Quindi è fondamentale avere un quadro più chiaro di come si comporterà il ghiacciaio nei prossimi 100 anni».

Thwaites è il ghiacciaio più ampio del mondo e ha raddoppiato la sua velocità di deflusso negli ultimi 30 anni. Nel 2019, gli scienziati hanno scoperto una cavità lunga 10 chilometri e profonda 350 metri all'interno del ghiacciaio, e ciò significa che ha perso 14 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Nello stesso anno, i ricercatori hanno confrontato le riprese aeree dell'Antartide scattate negli anni '70 con i dati radar attuali, dando la drammatica conferma che Thwaites si stava sciogliendo molto più velocemente di quanto pensassero i ricercatori. «Le dimensioni della cavità sono sorprendenti e, mentre si scioglie, provoca il ritiro del ghiacciaio», ha affermato Pietro Milillo, scienziato radar del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California, e autore di un articolo pubblicato sulla rivista Science Advances. Ha detto che la piattaforma di ghiaccio che circonda il ghiacciaio delle dimensioni della Florida si sta ritirando a una velocità superiore a 650 piedi all'anno e che la maggior parte dello scioglimento che ha portato al vuoto si è verificato negli ultimi tre anni.

La scoperta di questo vuoto all'interno del ghiacciaio arriva mentre Scambos e altri scienziati americani e britannici si stanno preparando per una nuova importante iniziativa di ricerca. La collaborazione quinquennale internazionale Thwaites Glacier utilizzerà robot e stazioni meteorologiche oceaniche, oltre a una ventina di foche dotate di sensori progettati per raccogliere dati sul ghiaccio glaciale e sull'acqua circostante. «Il fenomeno si potrebbe pagaronare - ha spiegato Pettit - come quello che accade a quel finestrino della macchina in cui ci sono alcune crepe che si stanno lentamente propagando, e poi all'improvviso passi su un dosso e nel contraccolpo l'intera superficie inizia a frantumarsi in ogni direzione». E' quello che presto potrebbe avvenire nell'Antartide. 

In un'altra ricerca, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences , un team di scienziati guidati dal geofisico della Stanford University Dustin Schroeder ha confrontato i nuovi dati radar antartici con i dati registrati su pellicola da 35 millimetri dal 1971 al 1979. I dati d'archivio erano state ottenute durante un'ambiziosa indagine aerea della regione fatta da scienziati americani, britannici e danesi. «È stata un'impresa enorme mappare l'Antartide - ha detto Schroeder - Non sapevano quale fosse la forma del continente, se avesse montagne: non si trattava di glaciologia o di studiare le calotte glaciali. È stata davvero fondamentale l'esplorazione della Terra». I dati d'archivio hanno permesso ai ricercatori di guardare più indietro nel tempo di quanto fosse stato possibile in precedenza e hanno dato loro un'idea migliore dello scioglimento che si è verificato alla base della piattaforma di ghiaccio. «Abbiamo osservazioni di superficie da satelliti che risalgono a molto lontano, ma per il sottosuolo - ciò che sta accadendo sotto la calotta glaciale - il record non è così ampio e non risale così lontano».

Eric Rignot, un glaciologo dell'Università della California ha accolto con entusiasmo la ricerca. «Fa un mondo di differenza avere dati storici da confrontare. E' pericoloso interpretare i cambiamenti sulla base di alcuni anni di dati. Le lunghe registrazioni ci danno un'idea della variabilità decennale e delle tendenze a lungo termine. Nella scienza del clima, non sei soddisfatto di cinque anni, o anche di 10 anni. Se disponi di diversi decenni di dati, ti sembra che ora puoi vedere le cose chiaramente».

 

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