Hanau, il delirio del killer estremista di destra: «Sterminare gli stranieri»

Giovedì 20 Febbraio 2020
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Germania, il killer di Hanau era un estremista di destra. Il movente in una lettera: «Annientare alcuni popoli»

L'odio per gli stranieri e «un atteggiamento interiore profondamente razzista» hanno armato la mano di Tobias Rathjen, il killer che ha massacrato dieci persone ad Hanau per poi essere ritrovato morto accanto alla madre nel suo appartamento dopo una caccia all'uomo durata tutta la notte. Il giorno dopo la strage avvenuto nella città dell'Assia tedesca, dove ieri sera sono state uccise 9 persone con una storia di migrazione alle spalle mentre fumavano il narghilè, la Germania è un paese scioccato e spaventato da una delle pagine più nere della storia della Bundesrepublik.

Il terrorismo di estrema destra è tornato 75 anni dopo la fine del nazionalsocialismo e sotto accusa, al di là del gesto di un lupo solitario che abbracciava e diffondeva in rete deliri complottisti, finisce l'ultradestra di Alternative fuer Deutschland, accusata di avere negli ultimi anni gettato benzina sul fuoco dopo aver ravvivato tizzoni rimasti a lungo sepolti sotto la cenere. 

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​«Il razzismo è un veleno. L'odio è un veleno presente nella nostra società», ha detto Angela Merkel, che stamani ha annullato tutti i suoi impegni per seguire gli sviluppi delle indagini. E quest'odio ha fatto già «troppe vittime» in Germania, ha aggiunto, citando i precedenti: l'attentato antisemita alla sinagoga di Halle, l'eliminazione di Walter Luebcke, i crimini della cellula terroristica dell'Nsu. «Noi ci contrapporremo con tutte le forze a quelli che vogliono dividere il Paese». Perché il governo tedesco «non conosce distinzioni fra le persone per la loro provenienza o il loro credo». 
 

 
 
Un cane sciolto dell'ultradestra dai tratti paranoidi che voleva «annientare» coloro «che la Germania non è più in grado di espellere»: è questo il profilo dell'uomo che la notte tra mercoledì e giovedì ha seminato il terrore a Hanau, uccidendo dieci persone. Il 43enne Tobias Rathjen, impiegato di banca, era un disadattato che diffondeva in rete teorie cospiratorie su fantomatiche società segrete e viveva in casa con la madre di 72 anni, che ha ucciso prima di togliersi la vita.

«Tratti paranoici» in combinazione con «teorie di cospirazione» sono qualcosa di noto agli psicoterapeuti, ha sintetizzato un'esperto, Rolf Pohl, al magazine Focus. Tobias stesso si sentiva minacciato e spiato e attribuiva a questo sistema di menzogne la sua stessa situazione di solitudine: «Non prendo moglie quando so di essere controllato», ha lasciato scritto in uno dei suoi farneticanti documenti caricati sul suo canale Youtube. I servizi segreti, secondo la sua folle visione del mondo, erano riusciti a penetrare nel suo cervello, rubandone le idee e silurando le sue relazioni personali.

«Non prendo moglie perché so di essere controllato», ha scritto tra l'altro Rathjen. Non solo: l'uomo aveva mandato una lettera direttamente al capo della Procura generale, Peter Frank, il 6 novembre scorso, per denunciare ufficialmente «un'organizzazione sconosciuta dei servizi segreti» e chiedendo alle autorità di essere contattato per ulteriori sviluppi. Si autodefiniva «un normale cittadino», «non sono un agente dell'intelligence, né ho mai lavorato per loro», ma riteneva di essere a conoscenza di «migliaia di cittadini tedeschi sorvegliati dalla polizia». Nel video lasciato dall'attentatore pochi giorni prima di compiere le due stragi c'è una chiara traccia di tutto ciò: si avvertono gli americani di misteriose società segrete sotterranee dove i bambini verrebbero maltrattati e uccisi e dove si adorerebbe Satana.

Per questo gli americani sono chiamati a combattere «adesso», continua il video. Il riferimento razzista è chiaro soprattutto nel documento rivolto al popolo tedesco, dove si parla della necessità di eliminare dalla Germania alcune popolazioni la cui espulsione è ormai impossibile, dice Rathjen. Il 43enne fa anche riferimento alla superiorità della razza bianca. Spiega che deportare gli stranieri dal paese non è sufficiente, che c'è bisogno di una «pulizia di massima» e di una «pulizia finale». Poi passa ad elencare addirittura 20 Paesi, tra cui India, Turchia e Israele, che dovrebbero essere «completamente distrutti». Un delirio che in rete trovava la sua cassa di risonanza. Molti siti tedeschi hanno infatti rilanciato il video di Tobias, prima di essere invitati a cancellarli.
 

Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio, 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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