Gebrselassie in guerra in Etiopia per fermare il golpe: «Sono pronto a combattere»

Etiopia, Gebrselassie in guerra per fermare il golpe: «Vado a combattere anche io»
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Mercoledì 24 Novembre 2021, 12:03 - Ultimo aggiornamento: 25 Novembre, 07:50

Haile Gebrselassie va in guerra. Il leggendario mezzofondista, medaglia d'oro dei 10000 metri piani ad Atlanta 1996 e Sydney 2000, una delle più grandi icone dello sport mondiale, ha risposto all'appello del governo dell'Etiopia che deve rispondere al golpe dei ribelli separatisti del Tigrè che stanno combattendo contro i soldati del governo federale da oltre un anno. Questi stanno avanzando sulla città di Debre Burhan, a 130 chilometri dalla capitale Addis Abeba e in Etiopia la situazione si fa tesissima. Il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, è andato al fronte per guidare i soldati contro i ribelli tigrini e ha incaricato il ministro degli Affari esteri di assumere le sue funzioni, secondo quanto reso noto dall'emittente emiratina Al Arabiya via Twitter. Abiy, vincitore del premio Nobel per la pace nel 2019, aveva annunciato due giorni fa l'intenzione «di guidare le forze di difesa» contro i ribelli tigrini che avanzano verso la capitale, Addis Abeba. Le due parti sono in conflitto da oltre un anno.

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Gli atleti etiopi al fronte

Ha annunciato di voler partire per il fronte anche Feyisa Lilesa, ricordato per aver esibito nel 2016 i polsi incrociati sopra la testa sul podio dei giochi olimpici di Rio de Janeiro, dopo aver vinto la medaglia d'argento nella maratona. Il suo gesto era una protesta contro il trattamento riservato alla sua etnia Oromo dal governo etiope, allora dominato dal Tplf. Diverse alte personalità etiopiche hanno fatto simili annunci, mentre i ribelli affermano di avanzare verso Addis Abeba. Ieri è stato il premier Abiy Ahmed a dichiarare che stava dirigendosi al fronte per combattere con le sue truppe.

La situazione in Etiopia

Intanto si moltiplicano gli appelli a lasciare il Paese. L'ambasciata degli Stati Uniti ad Addis Abeba ha avvertito i suoi concittadini di un possibile attacco terroristico in Etiopia. Le autorità militari degli Stati Uniti hanno posizionato le forze per le operazioni speciali a Gibuti per essere pronte a fornire assistenza immediata all'ambasciata Usa in Etiopia se la situazione della sicurezza dovesse peggiorare. La situazione è talmente a rischio, a causa dell'avanzata dei ribelli, che l'Onu evacuerà entro giovedì le famiglie dello staff internazionale. Gli Stati Uniti esortano i loro cittadini a lasciare l' Etiopia adesso «fintanto che sono ancora aperti i voli di linea». Il messaggio del Dipartimento di Stato è questo: «Non aspettate che la situazione peggiori per decidere di andarvene. Partite prima che le cose cambino», ha detto un alto funzionario, aggiungendo che «gli Stati Uniti fanno il possibile per aiutare i connazionali in crisi fintanto che è sicuro», ma l'ambasciata Usa ad Addis Abeba difficilmente aiuterà i cittadini Usa in Etiopia se le opzioni commerciali non saranno più disponibili».

Anche la Francia e la Germania hanno esortato i concittadini a lasciare l'Etiopia «senza indugi». Parigi è impegnata a facilitare l'uscita dal Paese prenotando biglietti aerei e «se necessario» è pronta a organizzare un volo charter. Quanto al personale diplomatico, potrebbero esserci alcune partenze «volontarie», in particolare dei dipendenti con famiglie. Sudafrica e Kenya hanno lanciato un appello per un «immediato» cessate il fuoco e gli Stati Uniti avvertono che l'escalation militare rischia di vanificare i progressi registrati per una risoluzione diplomatica del conflitto. 

 

Gli italiani

La Farnesina «sconsiglia fortemente» i viaggi in Etiopia e «suggerisce» agli italiani presenti nel paese «di utilizzare i voli commerciali disponibili per lasciare il Paese». Si invitano gli italiani in Etiopia a registrarsi presso l'ambasciata, limitare al massimo gli spostamenti e portare sempre con sé un documento d'identità. «L'Ambasciata d'Italia ad Addis Abeba rimane pienamente operativa». «In ragione della fluidità della situazione nel Paese e del possibile peggioramento del quadro generale di sicurezza anche nella Capitale, si sconsiglia fortemente ai connazionali di recarsi in Etiopia», si legge sul sito Viaggiare Sicuri del ministero degli Esteri. L'avviso, pubblicato il 22 novembre, ricorda che «il Governo etiope ha proclamato lo stato di emergenza nazionale. Si continuano a registrare scontri militari nel Distretto di Wollo (Dessie, Kombolcha, Kemise), ed in altre aree delle Regioni Amhara ed Afar. Dato l'incremento di posti di blocco e di perquisizioni nelle abitazioni private, anche della Comunità internazionale, ai connazionali tuttora presenti in Etiopia si suggerisce di utilizzare i voli commerciali disponibili per lasciare il Paese. In ogni caso, si raccomanda di limitare al massimo gli spostamenti e di portare sempre con sé un documento di identità». 

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