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Le ultime ore di Gabby Petito, il racconto choc nel taccuino del fidanzato Brian Laundrie: «L'ho uccisa per misericordia, stava troppo male»

Brian aveva fatto perdere le sue tracce ma poi si è suicidato e nel suo block notes racconta anche il motivo: «Mi sono ucciso vicino a questo torrente nella speranza che gli animali mi facciano a pezzi per rendere felice alcuni membri della sua famiglia»

Gabby Petito, le confessione delle ultime ore nel taccuino del fidanzato: «L'ho uccisa per misericordia, stava troppo male»
7 Minuti di Lettura
Sabato 25 Giugno 2022, 14:59 - Ultimo aggiornamento: 26 Giugno, 11:02

Brian Laundrie ha ucciso la fidanzata Gabby Petito per «misericordia» perché soffriva «troppo» dopo un incidente durante la loro avventura in un furgone nel Wyoming. A distanza di quasi 1 anno dal ritrovamento del cadavere della famosa travel blogger emergono nuovi dettagli e a fornirli è stato l'avvocato della famiglia Laundrie, Steve Bertolino. Era lo scorso agosto quando della famosa blogger si erano perse completamente le tracce e l'intera America ha seguito tutta la storia passo dopo passo. Dopo un mese il corpo della 22enne venne ritrovato senza vita in una foresta in Wyoming. L'autopsia confermò lo strangolamento come causa del decesso.

Gabby Petito, la confessione del fidanzato Brian Laundrie nel diario: «L'ho uccisa io»

Gabby Petito, le ultime ore prima raccontate nel diario del fidanzato

La ragazza era in vacanza con il fidanzato, Brian che fece poi perdere le sue tracce. Il 23enne era solo indagato per la morte della fidanzata ma la polizia non arrivò in tempo per sentire le dichiarazioni del ragazzo. Brian infatti fu trovato morto suicida a novembre con un colpo di pistola alla testa. Al suo fianco un block notes con la confessione: «Sono stato io a ucciderla». Si era così chiuso il caso. Ma ora il legale della famiglia Laundrie consegna al DailyMail le immagini delle otto pagine del taccuino in cui Brian scriveva i dettagli della tragedia. Strangolò lui la fidanzata nel Grand Teton National Park quando Gabby era caduta in un torrente ferendosi durante il loro viaggio estivo.

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I documenti choc

«Vorrei poter essere al tuo fianco, vorrei poterti parlare in questo momento». Inizia così il ricordo di quei momenti. In frasi strazianti scritte con una penna blu ormai sbiadita, Laundrie afferma di aver lottato per cercare di confortare Gabby che si stava indebolendo per il dolore, continuava a piangere e non smetteva di tremare per il freddo costante. Alla fine la decisione di ucciderla: «Non so l'entità delle ferite di Gabby, solo che soffriva molto. Ho posto fine alla sua vita. Ho pensato che fosse misericordioso, che fosse quello che voleva, ma ora vedo tutto l'errore che ho fatto. Sono andato nel panico. Ero scioccato. Ma dal momento in cui ho deciso, le ho portato via il dolore»

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La vicinanza alla famiglia

Non c'è alcuna indicazione di come Laundrie apparentemente si prendesse cura di Gabby prima che la uccidesse. Il suo taccuino è stato trovato in una borsa asciutta accanto al suo corpo il 20 ottobre dello scorso anno dopo essere fuggito nella riserva di Carlton infestata da alligatori vicino alla sua casa a North Port, in Florida. Si era sparato alla testa. Nel disperato tentativo di spiegare la sua versione dei fatti, scrive: «Mi dispiace per la mia famiglia, questo è uno shock per loro. Per favore, non rendete loro tutto più difficile».

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Cosa è successo

La coppia era al parco nazionale dopo aver visitato lo Utah durante il loro viaggio verso ovest sul Ford Transit bianca di Gabby. Stavano documentando il viaggio sui social. Laundrie scrive nel suo taccuino: «Tornando di corsa alla nostra macchina, cercando di attraversare il torrente prima che diventasse troppo buio, sento uno schizzo e un urlo. Riuscivo a malapena a vedere, non riuscivo a trovarla per un momento, gridavo il suo nome. L'ho trovata che respirava a malapena, ansimando, era gelata, eravamo appena arrivati ​​dai caldissimi parchi nazionali dello Utah. La temperatura era scesa a zero e lei era fradicia. L'ho portata il più lontano possibile lungo il ruscello verso l'auto, inciampando, esausto per lo shock, quando io e il mio istinto sapevamo che non potevo trasportarla in sicurezza». Continua a raccontare confusionariamente.  «Ho acceso un fuoco e l'ho portata il più vicino al fuoco, era così magra, era già gelata da troppo tempo. Da dove ho appiccato il fuoco non avevo idea di dove potesse essere l'auto. Sapevo solo che era dall'altra parte del torrente. Quando ho tirato fuori Gabby dall'acqua, non sapeva dirmi cosa le faceva male. Aveva una piccola protuberanza sulla fronte che alla fine si è allargata. Le facevano male i piedi, il polso. Era gelata, tremava, mentre la trasporto emetteva continuamente suoni di dolore»

Il racconto continua con i dettagli: «Sdraiata parlava poco, aveva scatti, ansimava per il dolore, implorava la fine del suo dolore. Si addormentava e io la sveglaivo per paura che se avesse avuto una commozione cerebrale addormentarsi sarebbe stato pericoloso. Si svegliava ma poi si arrabbiava con me perchè le ripartiva il dolore. Non mi ha lasciato tentare di attraversare il torrente, pensava come me che il fuoco si sarebbe spento nel sonno». È allora che afferma di aver ucciso Gabby perché era «misericordioso».

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Aggiunge: «Sapevo che non potevo andare avanti senza di lei. Sono corso a casa per trascorrere il tempo che mi era rimasto con la mia famiglia. Volevo guidare a nord e lasciare che James o TJ mi uccidessero, ma non volevo che loro passassero del tempo in prigione per il mio errore, anche se sono sicuro che a loro sarebbe piaciuto»

Perché ha deciso di uccidersi Brian

E lascia a quelle pagine bianche anche la descrizione della sua fine: «Sto finendo la mia vita non per paura della punizione, ma piuttosto perché non sopporto di vivere un altro giorno senza di lei. Ho perso tutto il nostro intero futuro insieme, ogni momento che avremmo potuto amarci. Mi dispiace per la perdita di tutti. Per favore, non rendere la vita difficile alla mia famiglia, hanno perso un figlio e una figlia. La ragazza più meravigliosa del mondo, mi dispiace».

La descrizione di quei momenti è tutta in un diario del fidanzato di Gabby, Brian Laundrie, un taccuino recuperato dall'FBI quando è stato ritrovato il suo cadavere presso il Myakkahatchee Creek Environmental Park. «Mi sono ucciso vicino a questo torrente nella speranza che gli animali mi facciano a pezzi per rendere felice alcuni membri della sua famiglia» Come un apparente ripensamento, e in una scrittura più ampia, finisce con le parole: «Per favore, raccogli tutte le mie cose. Gabby odiava le persone che gettano rifiuti»

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La dedica prima della morte

Laundrie ha iniziato il taccuino con il messaggio personale a Gabby, scrivendo: «Vorrei poter essere al tuo fianco, vorrei poter parlare con te in questo momento. Ripercorrerei ogni ricordo ottenendo ancora più per il futuro. Ma abbiamo perso il nostro futuro. Non posso stare senza di te. Ho perso tutti i giorni che  abbiamo passato insieme… Non potrò mai più giocare con te di nuovo. Mai fare escursioni con te. Non sopporto di guardare le nostre foto, di ricordare i bei momenti perché è per questo che non posso andare avanti. Quando chiuderò gli occhi penserò di ridere sul tetto del furgone. Ti amerò sempre»

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