Fukushima, tutti i assolti i dirigenti della Tepco che gestiva la centrale atomica: «Non potevano prevedere il disastro»

Venerdì 20 Settembre 2019

L'accusa aveva chiesto per i tre dirigenti una condanna di 5 anni di carcere, asserendo che la utility avrebbe potuto prevenire il disastro se avesse adottato misure più idonee in linea con gli standard di sicurezza.Il verdetto è stato invece di assoluzione per i tre massimi dirigenti della Tokyo Electric Power (Tepco), il gestore della centrale atomica di Fukushima, accusati della morte di 44 persone a seguito del disastro nucleare del 2011, innescato dal terremoto di magnitudo 9 e il successivo tsunami.

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«Sarebbe impossibile lavorare per una centrale nucleare se gli operatori fossero obbligati a prevedere il verificarsi di uno tsunami e adottare le misure adeguate»: la sentenza della Corte distrettuale di Tokyo parla chiaro, giudicando non colpevoli il presidente settantanovenne e i suoi due vice, la cui difesa argomentava le ragioni legate all'elemento dell'imprevedibilità: l'onda anomala causata da un sisma di tali proporzioni non era immaginabile, malgrado le rilevazioni di una indagine governativa del 2002 ipotizzassero frangenti fino a 15,7 metri lungo la costa del Tohoku, a nord est dell'arcipelago.

Oltre alle vittime del disastro, tra cui i pazienti obbligati ad evacuare da un ospedale locale - morti per malnutrizione e disidratazione, anche 13 feriti coinvolti nell'esplosione di idrogeno all'interno nelle unità 1,3 e 4. L'interruzione dell'impianto di raffreddamento, come conseguenza all'allagamento delle turbine provocò la fusione dei reattori 1, 2 e 3 innescando un ordine di evacuazione per 160.000 residenti.  Tepco si è astenuta dal commentare la sentenza e ha rinnovato le scuse alle famiglie delle vittime, ribadendo la propria determinazione nei lavori di smantellamento dell'impianto e nel processo di decontaminazione dell'area.
 

 

Prima del processo penale - l'unico del suo genere - nei confronti del gestore e del governo di Tokyo sono state avviate circa 30 cause legali dai cittadini, determinati a dimostrare che la dirigenza della società era in grado di prevenire il disastro se avesse preso misure appropriate. «Il processo penale era difficile perché richiedeva un livello di prevedibilità specifico», ha spiegato Tsutomu Yonekura, capo degli avvocati che rappresentano le vittime del disastro di Fukushima. «La sentenza di non colpevolezza per i dirigenti, tuttavia - aggiunge ancora Yonekura - non dovrebbe esonerare la Tepco dalle proprie responsabilità e l'obbligo dei risarcimenti». 

Ultimo aggiornamento: 20:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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