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Finlandia e Svezia verso la Nato a 2 velocità: perché a Stoccolma l'opinione pubblica è divisa

Finlandia e Svezia verso la Nato a 2 velocità: perché a Stoccolma l'opinione pubblica è divisa
di Diodato Pirone
4 Minuti di Lettura
Lunedì 25 Aprile 2022, 19:19 - Ultimo aggiornamento: 26 Aprile, 14:03

Il 29 dicembre del 2020, ben 14 mesi prima dell'invasione dell'Ucraina da parte dell'esercito russo, il parlamento della Svezia approvò con 204 voti favorevoli e 145 contrari una mozione per aprire la discussione sull'adesione di Stoccolma alla Nato. L'episodio, praticamente ignoto in Italia, fa capire che la decisione della Svezia di abbandonare lo stato di neutralità che mantiene ininterrottamente da più di 200 anni è più matura di quanto non si creda.

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Perché? Intanto perché dal 24 febbraio, data di avvio dell'invasione dell'Ucraina da perte della Russia, sono emerse violentemente la spregiudicatezza e la grossolanità del gruppo dirigente di Mosca che ha abbandonato la strada della competizione economica per intraprendere quella del confronto militare. Questo dato ha fatto esplodere la domanda di protezione da parte di svedesi e finlandesi. Non a caso, da quel giorno i sondaggi effettuati sia in Svezia che in Finlandia concordano nel sottolineare che il 70% e oltre delle due popolazioni sono favorevoli all'adesione alla Nato. Insomma le due nazioni scandinave oggi tendono a sentirsi maggiormente protette sotto l'ombrello delle altre 30 nazioni dell'alleanza atlantica - ma soprattutto, è ovvio, dei missili nucleari americani - rispetto al loro attuale stato di neutralità.

 

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Status formale, ma nei fatti....

Neutralità che è tale più formalmente che di fatto. Sia la Svezia che la Finlandia, infatti, sono pienamente integrate nella sfera occidentale, entrambe hanno plasmato economie che concorrono alla catena del valore delle multinazionali tedesche (la Finlandia ha adottato pure l'euro)  e tutt'e due - tanto per far capire a chi di dovere di che pasta sono fatte - hanno costruito apparati militari di tutto rispetto. Non a caso entrambi i paesi scandinavi spendono per le loro forze armate più del 2% del Pil, standard minimo chiesto da 10 anni dalla Nato ma finora rispettato solo da una mezza dozzina dei paesi aderenti all'alleanza.

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Svezia, un Paese capofila

Sarebbe sbagliato però pensare che i due Paesi si muovano all'unisono. La Svezia ha 10 milioni di abitanti ed è stato anche un impero, frantumato dai russi nel 1709 con una strepitosa vittoria militare proprio in Ucraina, a Poltava, nel 1709. Per stazza e per ragioni storiche, dunque, Stoccolma si considera la capofila dell'area scandinava ed è molto gelosa della propria autonomia, anche solo formale come quella monetaria. Per questo motivo la Svezia  si muove con cautela anche sulla neutralità. La Finlandia, invece, è un paese più piccolo di 5,5 milioni di abitanti ma molto agile. Con un'economia solida basata sulla cantieristica (sua principale concorrente europea è l'Italia), su enormi cartiere e una forte attenzione alla tecnologia (qualcuno ricorda il miracolo poi finito male di Nokia?), la Finlandia non ha il peso di dover rappresentare nessuno se non se stessa e dunque sulla neutralità ha un atteggiamento pragmatico. Sul piano strettamente militare poi la posizione dei due paesi è assai diversa. La Svezia è molto infastidita dai continui sconfinamenti russi nei suoi cieli e nel suo spazio marittimo. Ma si tratta di scaramucce. La Finlandia, invece, confina per ben 1.400 chilometri con la Russia. E' stata colonia degli zar russi nel 1800 e nell'inverno del 1939 con i russi, dai quali fu invasa, ha combattuto una coraggiosissima guerra durante la quale inflisse perdite gravissime all'armata rossa di Stalin prima di soccombere ma con un trattato di pace più che onorevole.

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Convergenze e differenze

Per questo mentre in Finlandia il dibattito parlamentare sull'abbandono della neutralità è già partito e tutti i partiti sembrano essere favorevoli e e si punta a un voto favorevole all'adesione alla Nato entro maggio, in Svezia i tempi sono più lunghi. Il partito social-democratico che guida il governo di Stoccolma è favorevole all'ingresso nell'alleanza in maggioranza ma una sua ala resta neutralista. Il confronto nel partito e poi nel Paese inizierà a metà maggio, due settimane prima di quanto previsto, ma rispetto alla Finlandia è evidente un minor livello di entusiasmo verso la Nato.

Tuttavia entrambi i Paesi sanno che non c'è troppo tempo da perdere. Con l'esercito russo impegnato in Ucraina sia Svezia che Finlandia corrono pochi pericoli ma l'interspazio fra l'abbandono della neutralità e l'ingresso nella Nato deve essere breve altrimenti il passaggio potrebbe equivalere al classico cappio intorno al collo.

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