La Finlandia, l'adesione alla Nato, la minaccia nucleare e le truppe ai confini: così è nato l'autogol baltico di Putin

Biden: «Putin pensava che avrebbe distrutto agevolmente la Nato e invece ha ottenuto proprio ciò che non voleva»

Finlandia verso l'adesione alla Nato un boomerang per Putin: «Ci ha spinto lui con la minaccia nucleare»
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Venerdì 22 Aprile 2022, 18:06 - Ultimo aggiornamento: 23 Aprile, 11:34

L'incubo di Putin è la presenza della Nato ai confini con la Russia. E questo è stato uno dei pretesti usati dallo Zar per giustificare l'invasione dell'Ucraina iniziata il 24 febbraio. Ma la sua mossa si è rivelata un vero e proprio boomerang. Proprio l'inizio della guerra ha spinto paesi come la Finlandia e la Svezia ad accelerare un processo di adesione all'Allenza Atlantica, con l'obiettivo di creare uno scudo protettivo nei confronti delle mire espansionistiche di Mosca e delle loro minacce nucleare. «Quando è stato eletto, Putin pensava che avrebbe distrutto agevolmente la Nato e invece ha ottenuto proprio ciò che non voleva» e cioè che la Finlandia e la Svezia si uniranno all'Alleanza Atlantica. Ha detto il presidente americano, Joe Biden, parlando ad un evento in Oregon. Ed è proprio così, come confermato al Guardian anche dal ministro degli Esteri finlandese Pekka Haavisto. 

Finlandia, il timore nucleare e l'adesione Nato

La prospettiva che la Russia utilizzi armi nucleari in Ucraina è un fattore chiave dietro il dibattito della Finlandia sull'opportunità di aderire alla Nato, ha affermato Haavisto. Il ministro potrebbe presto supervisionare il più grande cambiamento politico che il paese abbia vissuto da quando è entrato nell'Unione europea quasi tre decenni fa. «La Finlandia sta attualmente facendo le sue scelte. E tra queste scelte, l'appartenenza alla Nato è una», ha detto Haavisto al Guardian. Ieri il parlamento finlandese ha avviato l'attesissimo dibattito sulla possibilità di presentare domanda di adesione. I recenti sondaggi hanno mostrato una drammatica inversione di marcia nell'opinione pubblica finlandese, con la maggioranza ora favorevole all'adesione alla Nato dopo l'invasione dell'Ucraina. «Il nostro ambiente di sicurezza è cambiato radicalmente dopo l'invasione russa dell'Ucraina il 24 febbraio», ha affermato il veterano politico del partito dei Verdi. 

Mosca ha mobilitatato rapidamente più di 100.000 soldati contro un paese vicino, la Finlandia appunto. «Il comportamento della Russia è imprevedibile ed è pronta a correre rischi maggiori rispetto a prima. Se guardiamo alla Georgia nel 2008 o alla Crimea nel 2014, potremmo dire che in quei casi Mosca ha preso dei rischi calcolati», ha affermato il ministro, riferendosi alla guerra in Georgia e all'annessione della Crimea.

Finlandia e Svezia insieme nella Nato

Il parlamento finlandese ha iniziato formalmente a studiare l'ipotesi di entrare nella Nato, partendo dalla base del libro bianco presentato dal governo. Il ministro degli Esteri Pekka Haavisto (Verdi) ha ribadito l'importanza del fatto che la Finlandia e la Svezia che si muovano più o meno di pari passo perché questo renderebbe più facile la preparazione a possibili reazioni della Russia. Haavisto ha detto che la Russia è diventata meno avversa al rischio e ha dimostrato la sua disponibilità a intraprendere operazioni che comportano un rischio significativo anche per se stessa. È importante, ha sottolineato, che venga riconosciuto il fatto che non ci può essere «un ritorno al passato». Secondo quanto riporta l'Helsinki Times, il primo ministro Sanna Marin (SDP) ha stimato che il tempo delle decisioni è arrivato, ma ha rifiutato di rivelare la propria posizione sulla questione dell'adesione. Il dibattito dovrebbe durare «alcune settimane». 

Il cambio di rotta 

«Stiamo vivendo tempi storici, non succedeva da molto tempo. Abbiamo numerose truppe russe al confine, sono quelle di difesa militare che combattono in Ucraina e tornano dopo gli attacchi. Ci sono, vicino a noi, forze aeree e navali, certo, ma ad oggi non temiamo alcun attacco perché la Russia non ci ha minacciati». A parlare all'Adnkronos è Janne Kuusela, direttore generale del Dipartimento delle politiche difensive del Ministero della Difesa della Finlandia. Racconta del cambiamento epocale che sta vivendo il suo piccolo Paese, della 'rivoluzione' nei rapporti con il vicino colosso, fino a due mesi fa tollerato per quieto vivere, e di una neutralità immaginata solo oltre confine perché - sottolinea con orgoglio - «abbiamo una delle forze armate più grandi d'Europa e con i sistemi più avanzati». A spingere per entrare nella Nato sono, spiega, «i politici e il popolo. La Finlandia è un paese molto piccolo che conta 5 milioni e mezzo di abitanti, ai confini con la Russia. Pensiamo a due cose, prima di tutto a come aumentare la nostra sicurezza e a come meglio contribuire alla stabilità nella nostra area, il nord Europa. Fino a quest'anno la maggior parte della gente e dei politici finlandesi pensava che rimanere fuori dalla Nato e sviluppare rapporti stabili e funzionali con la Russia (perché confinante) fosse la scelta migliore. Questo fino a febbraio. Ora la Russia ha provocato questo cambiamento con il suo comportamento e i finlandesi, guardando cosa la Russia sta facendo nella vicina Ucraina, la devastazione, i civili uccisi, guardando la guerra, hanno capito che non si può avere un buon rapporto funzionale con un governo del genere. Di conseguenza cerchiamo di aumentare la sicurezza, chiedendo di unirci alla Nato».

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