Michael Douglas: «I virus globali la più grande minaccia». Ma era un film (del 2017): le inquietanti anologie con la pandemia

Michael Douglas: «I virus globali la più grande minaccia». Ma era un film (del 2017): le anologie con la pandemia
di Michele Galvani
3 Minuti di Lettura
Giovedì 10 Dicembre 2020, 13:48 - Ultimo aggiornamento: 16:10

Un attacco biologico, un virus creato in laboratorio, alcune battute che sembrano scritte dopo l'emergenza Covid. E non prima. Invece siamo nel 2017 quando esce il film Codice Unlocked, con Michael Douglas, Noomi Rapace, Orlando Bloom e John Malkovich. Una pellicola piena di anologie con l'attuale situazione mondiale, alle prese con una pandemia gigantesca.

 

La storia è intricata ma in fondo semplice: Alice Racine (Rapace) è un'agente della CIA che cerca di individuare potenziali terroristi utilizzando la copertura di assistente sociale. Richiesta di collaborare ad un interrogatorio riesce ad ottenere informazioni da un membro di una cellula terroristica su un imminente attacco a Londra e le riferisce ad uno dei suoi superiori. Da lì a poco capisce di essere stata ingannata e di aver fornito ad una talpa informazioni importanti che hanno agevolato i piani dei terroristi.

Alice inizia una corsa contro il tempo per fermare l'imminente attacco biologico che minaccia Londra. Proprio in un laboratorio si vedono i topi e la creazione del virus, che nei piani folli di Eric Lasch (Douglas) dovrebbe essere immesso in uno stadio, pronto a contagiare gli spettatori. Impressionante anche la scena in cui un bambino, per rincorrere un pallone, entra nel laboratorio e viene contagiato. In pochi minuti si sente malissimo. 

Medico si fa il selfie: «Pandemia grave». Ma sui social Trump e i negazionisti accusano: «Ospedale vuoto, il virus non esiste»

Il discorso finale di Douglas a Noomi Rapace è questo: «I virus globali sono la minaccia più grande per l'umanità, l'Ebola ha attraversato l'Atlantico, ma l'avvertimento non è servito. Una sorta di sveglia mortale? No, lo definirei uno stress test della biodifesa americana. Ora le persone torneranno in Oklahoma, in Oregon e ognuna di loro sarà una bomba pronta a esplodere, Washington è senza preparazione. Così legalizzerà quanto serve per la prossima volta: isolamento forzato di tutti i contagiati, campi di quarantena e militari per controllarli, accesso in tempo reale a tutte le cartelle cliniche private. Stare al passo con madre natura e con la sua velocità, e i trucchi che ha elaborato».

Video

© RIPRODUZIONE RISERVATA