Figlia denuncia il ginecologo della madre: «La mia malformazione congenita è causa sua»

La ragazza soffre dalla nascita di spina bifida, una malattia incurabile del sistema nervoso centrale che coinvolge le vertebre

Denuncia milionaria al ginecologo della madre: «La mia malformazione congenita è causa sua», accusa shock di una ventenne inglese
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Mercoledì 24 Novembre 2021, 21:26 - Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 08:34

Evie Toombes, una ventenne inglese, ha accusato il ginecologo di sua madre di esser responsabile della sua malformazione congenita. La giovane, star nel salto con gli ostacoli a cavallo, ha denunciato il dottor Philip Mitchell perché nel 2001 non avrebbe consigliato alla madre di assumere acido folico. L'atleta ha chiesto danni per milioni di sterline al medico.

«A mia madre Caroline non ha dato giusti consigli sulla gravidanza come avrebbe dovuto», ha spiegato Toombes. La ragazza soffre dalla nascita di spina bifida, una malattia incurabile del sistema nervoso centrale che coinvolge le vertebre.

La vicenda

Caroline, madre di Evie, oggi 50enne, era stata in cura dal dottor Mitchell nel febbraio 2001, ma nonostante già allora si paralsse molto dell'importanza dell'acido folico durante la gravidanza, da parte sua non fu consigliato alla donna di assumerlo. Il dottor Mitchell, che all'epoca lavorava presso l'Hawthorn Medical Practice nella cittadina di Skegness, ha però negato in senso assoluto le responsabilità. Interpellato dalla stampa il medico avrebbe spiegato di aver parlato invece alla donna dell'acido folico, dandole «un consiglio ragionevole». L'avvocato della giovane Susan Rodway ha ribadito però al giornale QC che se la mamma di Evie avesse assunto i giusti integratori la bambina sarebbe nata «normale e sana».

A sostegno di questa tesi gli avvocati dell'atleta ha sottolineato che all'epoca il dottor Mitchell aveva espresamente detto alla signora Caroline che con una buona dieta, non era necessario assumere nessun integratore.

C'è attesa adesso per la decisione del tribunale che avrà l'onere di dire quanto sono credibili o meno le accuse di Evie e del suo legale.

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