Estonia, al via la più grande esercitazione Nato nella storia dei Paesi baltici: nome in codice Hedgehog

Pianificate anche le operazioni «Defender Europe» e «Swift Response», che coinvolgeranno 18mila soldati provenienti da 20 paesi

Estonia, al via la più grande esercitazione Nato nella storia dei Paesi baltici: nome in codice Hedgehog
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Lunedì 16 Maggio 2022, 08:49 - Ultimo aggiornamento: 13:54

Nome in codice Hedgehog, letteralmente "riccio" in inglese. Quindicimila soldati provenienti da dieci paesi compresi Regno Unito, Stati Uniti e gli attuali non-membri Finlandia e Svezia - che si apprestano a presentare la domanda di adesione all'Alleanza - daranno avvio oggi in Estonia una delle più grandi esercitazioni nella storia dei Paesi baltici da parte della Nato. L'imponente manovra militare era programmata prima dell'inizio dello scoppio della guerra in Ucraina. Ma ora che la tensione nel cuore dell'Europa è ai livelli d'allerta, la Hedgehog può essere vista come una vera e propria prova muscolare dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord. La possibilità di testare, anche simbolicamente, la capacita dei Paesi baltici di rispondere a una massiccia incurisione delle truppe di Putin, assume un significato strategico e geopolitico assai importante. Oltre Hedgehog, sono pianificate anche le operazioni «Defender Europe» e «Swift Response», che coinvolgeranno 18mila soldati provenienti da 20 paesi. In Lituania inoltre, un'altra esercitazione dal nome in codice Iron Wolf coinvolgerà 3mila unità delle truppe alleate.

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Il Patto Atlantico

Nel frattempo a Helsinki è stata ufficialmente annunciata l'intenzione di presentare la domanda di adesione alla Nato, notizia accolta favorevolmente dai ministri degli esteri dell'Alleanza riuniti a Berlino. Martedì, poi, toccherà a Stoccolma dove i socialdemocratici, partito di maggioranza, dopo decenni di resistenze hanno tolto il veto alla candidatura del proprio Paese. «È un momento storico, ora saremo più forti», le parole con cui il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha salutato l'allargamento del Patto Atlantico. Allargamento che ha ricevuto il via libero definitivo anche da parte degli Stati Uniti. «Sosteniamo con forza questa strada», ha affermato il segretario di stato americano Antony Blinken. Stoltenberg non solo ha auspicato un processo di ratifica che sia il più veloce possibile, ma ha assicurato che la Nato darà garanzie di sicurezza a Svezia e Finlandia da subito, anche nel periodo della candidatura in attesa di esaminare e formalizzare l'adesione. «Si apre una nuova era», hanno affermato il presidente e la premier finlandesi Sauli Niinisto e Sanna Marin: «Per noi vicini alla Russia ormai da soli non ci può essere un futuro di pace. Mosca non è più la stessa e rappresenta anche una minaccia nucleare molto seria».

La minaccia

E di minaccia diretta per l'Alleanza parla anche la bozza del Documento Strategico che dovrà essere approvato nel prossimo vertice dei capi di stato e di governo della Nato in programma a Madrid il 29 e 30 giugno. Una svolta rispetto alle precedenti versioni del documento (l'ultima del 2010) in cui si definiva la Russia come «partner». Una dicitura che adesso dovrebbe essere eliminata. Anche se, spiegano le stesse fonti, gli alleati manterranno comunque aperta la possibilità di rilanciare le relazioni con Mosca se il comportamento del Cremlino dovesse cambiare. Ormai, dunque, il dado è tratto. Con la Finlandia nella Nato la Russia avrà oltre mille chilometri di confine con l'Alleanza, ritrovandosi a pochi passi anche una Svezia non più neutrale. Del resto gli ultimi sondaggi confermano che il numero degli svedesi favorevoli all'ingresso del loro Paese è in crescente aumento: il 53%. Un cambio radicale nell'opinione pubblica di uno stato che storicamente ha costruito a propria identità proprio attorno a una politica di non allineamento.

Il ruolo della Turchia

Resta solo un ostacolo all'allargamento, quello della Turchia. Anche a Berlino il ministro degli esteri Mevlut Cavusoglu ha ribadito come Helsinki e Stoccolma devono dare garanzie ben precise. Impegnarsi che smetteranno di dare ospitalità a quelli che Ankara considera ambienti terroristici legati in particolare ai curdi del Pkk. «La Turchia non sta bloccando l'adesione di Finlandia e Svezia alla Nato», ha assicurato Stoltenberg. E anche Blinken ha sottolineato come «alla fine di un normale confronto ci sarà anche il consenso» di Recep Tyyip Erdogan. «Ankara sta cercando di negoziare alcune garanzie, è d'accordo in linea di principio», ha confermato anche il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio. Fonti diplomatiche citate dalla Dpa spiegano quali sono i presunti termini della trattativa: Ankara cercherebbe non solo ulteriori garanzie sulla propria sicurezza. In cambio del sostegno all'allargamento vorrebbe sia comprare da Washington dei jet da combattimento F16, sia porre fine dello scontro per la consegna dei sistemi missilistici S400. Due questioni che di recente hanno creato tensioni con gli Stati Uniti. A metà settimana il faccia a faccia tra Blinken e Cavusoglu a Washington potrebbe sbloccare l'impasse.

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