CORONAVIRUS

Parigi, seggi aperti per il secondo turno: Hidalgo favorita per la conferma

Domenica 28 Giugno 2020 di Francesca Pierantozzi
Parigi, seggi aperti per il secondo turno: Hidalgo favorita per la conferma

Gli elettori francesi hanno cominciato a votare alle 8 questa mattina per il 2/o turno delle comunali di Parigi, fra precauzione inedite per l'epidemia di Coronavirus. Il primo turno si era svolto fra mille polemiche il 15 marzo, per la determinazione del governo - consigliato dal comitato scientifico - a rispettare il calendario elettorale. Si sarebbe dovuto votare per il ballottaggio il 22 marzo ma la Francia cominciò proprio in quella settimana il suo lockdown anti-Covid. La partecipazione fece segnare un minimo storico, con il 44,3% di elettori ai seggi. Questo dato resta la principale incognita del ballottaggio, al quale si presentano in grande difficoltà i candidati de La Republique en Marche, il partito di Emmanuel Macron, che rischiano di perdere in tutte le grandi città. Occhi puntati su Parigi, dove appare certa la conferma di Anne Hidalgo, su Le Havre, dove è molto probabile la vittoria del premier Edouard Philippe, Lille (rischia di concludersi la lunga stagione della socialista Martine Aubry come prima cittadina) e Perpignano (vantaggio dell'estrema destra del Rassemblement National)

Sindaco di Parigi, in corsa tre donne: Buzyn, Dati e Hidalgo

Troppe bici per la macroniana Agnès Buzyn, troppi topi per la conservatrice Rachida Dati, ma alla fine, è la Parigi rosa-rosso-verde della socialista Anne Hidalgo che dovrebbe essere confermata oggi dalle urne del ballottaggio per scegliere la nuova sindaca. Tre si contendono la poltrona all'Hotel de Ville, tre donne: la sindaca uscente Hidalgo, con il 29,3%, la candidata della destra dei Républicains Rachida Dati, con il 22,7 e, per En Marche, l'ex ministra della Sanità di Macron, Agnès Buzyn, con un fiacco 17,2%.

I sondaggi danno tutti Hidalgo come la vincitrice di stasera: le sue liste raccoglierebbero tra il 44 e il 45%. Un risultato certo inferiore al trionfale 53,3 che la portò alla guida della capitale nel 2014, ma comunque blindato dall'accordo fatto con la lista dei verdi parigini di David Belliard, che al primo turno avevano ottenuto un bel 10,8 per cento. La vera sorpresa di queste elezioni è stata la performance di Rachida Dati. L'ex ministra della Giustizia di Nicolas Sarkozy sindaca dell'elegante settimo arrondissement, dove il 15 marzo ha ottenuto la maggioranza assoluta - è riuscita a tirare fuori dalla naftalina la destra e si è imposta come la vera possibile sfidante di Hidalgo.

Rachida Dati: «Ridare concretezza alla politica così si batte il populismo di Le Pen»

Ha invece confermato tutti i cattivi presagi Agnès Buzyn, chiamata a salvare il salvabile a un mese dal primo turno, quando il candidato di En marche Benjamin Griveaux era stato costretto ad abbandonare la corsa, travolto da uno scandalo hard. La situazione era apparsa subito disperata: la campagna di Griveaux non era mai veramente decollata e la pubblicazione sui social di sue foto a luci rosse inviate a una ragazza, compagna di un attivista russo, non aveva migliorato la situazione.

Video porno sui social: il candidato di Macron si ritira dalla corsa a sindaco di Parigi

Buzyn, che aveva lascito in lacrime il ministero della Sanità, proprio quando dalla Cina arrivavano con sempre maggiore insistenza i segnali di allarme per la nuova epidemia, non è riuscita a invertire la tendenza. Non l'ha aiutata la candidatura dissidente del matematico Cédric Villani, che, col 7% al primo turno, è rimasto lontano dalla soglia del 10% che consente di passare al ballottaggio, ma ha lasciato liberi i suoi elettori e ha rifiutato qualsiasi appello a votare per En Marche. Se Dati ha ridato ossigeno alla destra e Hidalgo ha riaperto un orizzonte a una sinistra unita (tranne i radicali della France Insoumise, con lei ci sono comunisti, socialisti e verdi), la sconfitta annunciata di Buzyn darà un altro colpo al morale di En Marche.

Macron perde la maggioranza assoluta in Parlamento

Il partito del Presidente che debutta alle municipali - si prepara a incassare un voto di sanzione quasi ovunque. Unica grande città dove è favorito è Strasburgo. I riflettori puntati sono su Le Havre dove è in ballottaggio il premier Edouard Philippe, favorito, con il 53% delle intenzioni di voto. Una sua bocciatura a sindaco metterebbe a rischio anche il posto da primo ministro, che non è comunque garantito né da un buon risultato a Le Havre, né dalla sua popolarità nazionale, molto più alta di quella del presidente. Macron si prepara a rilanciare il mandato dopo le varie crisi che hanno funestato la prima metà, dai Gilets Jaunes, alla protesta contro la riforma delle pensioni fino alla pandemia. Inevitabile un rimpasto di governo, anche se i risultati del voto di oggi potrebbero avere un peso sull'ampiezza dei cambiamenti. Sui 36mila comuni francesi, oltre 30mila (quasi tutti rurali) hanno eletto il loro sindaco al primo turno. Oggi sono 15,5 milioni gli elettori chiamati al voto, in particolare nelle città più grandi, Parigi, Lione, Marsiglia e Lille.

© RIPRODUZIONE RISERVATA