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Morta Edda Bresciani, la «regina degli egittologi»: aveva 90 anni

Lunedì 30 Novembre 2020
Addio Edda Bresciani, la regina degli egittologi muore a 90 anni

Aveva 90 anni Edda Bresciani, 'la regina degli egittologì, morta ieri, domenica 29 novembre, nella clinica Barbantini di Lucca, dove era ricoverata per una grave patologia.

L'archeologa di fama mondiale, autrice di studi rilevanti sulla vita quotidiana dell'antico Egitto al tempo dei faraoni, vantava di essere la prima laureata in egittologia in Italia e prima donna di ruolo in cattedra per l'egittologia.

Egittologa di fama mondiale e professore emerito dell'Università di Pisa,  Edda Bresciani, era stata protagonista del salvataggio dei monumenti della Nubia e di importanti scoperte durante gli scavi ad Assuan, a Saqqara e nel Fayum.

Nel corso della carriera ha ricevuto l'Ordine del «Cherubino» dell'Università di Pisa nel 2014. Era socia dell'Académie des Inscriptions et Belles Lettres di Parigi e nel 1996 era stata insignita della medaglia d'oro del presidente della Repubblica per la scienza e la cultura.

Bresciani era socia dell'Accademia Nazionale dei Lincei e aveva fondato nel 1978 e diretto la rivista scientifica «Egitto e Vicino Oriente», oltre ad alcune collane editoriali egittologiche. Autrice di una vasta bibliografia, per Einaudi ha pubblicato «Letteratura e poesia nell'antico Egitto» (1999, 2007 e 2020) e «La porta dei sogni. Interpreti e sognatori nell'Egitto antico» (2005).

Nata a Lucca il 23 settembre 1930, Edda Bresciani si laureò all'Università di Pisa con il grande egittologo Sergio Donadoni nel 1955 con una tesi dal titolo «L'Egitto satrapia persiana». Tra il 1955 e il 1960 si specializzò nelle Università di Copenhagen, Parigi e Il Cairo ed iniziò la carriera come professoressa insegnando nel 1962 lingua e letteratura copta all'Università di Roma «La Sapienza»; nel 1968 divenne ordinaria di egittologia all'Università di Pisa, dove insegnò anche lingua e letteratura demotica.

Dalla metà degli anni '60 la professoressa Edda Bresciani ha diretto diverse campagne di scavo in Egitto in siti prestigiosi per la storia e la cultura antica, ad Assuan, Tebe, Saqqara e nel Fayum, con scoperte di grande rilievo scientifico. Ha anche coordinato inoltre alcuni progetti di cooperazione italo-egiziana nel sito di Saqqara, che ha posto l'Università di Pisa tra i pionieri dell'applicazione delle tecnologie informatiche all'archeologia e alla conservazione dei monumenti antichi.

Nel 1965 Bresciani partecipò alle operazioni di salvataggio dei monumenti della Nubia destinata ad essere inondata in seguito alla costruzione della 'Grande Digà, occupandosi dell'architettura proto cristiana, e per l'Unesco delle iscrizioni demotiche.

Dal 1966 diresse gli scavi a Medinet Mai, nel Fayum, per conto dell'Università Statale di Milano. Nel 1970-71 diresse gli scavi ad Assuan portando alla luce il tempio di Isi. Tra il 1973 e il '77 diresse gli scavi a Gurna e nel 1974 per conto dell'Università di Pisa iniziò a dirigere la missione di scavo a Saqqara per l'esplorazione della tomba ipogea di Psammetico I.

L'inestimabile produzione scientifica che Edda Bresciani lascia, tra articoli e libri, comprende varie centinaia di titoli, che riguardano i settori principali delle sue ricerche: la storia dell'antico Egitto, l'archeologia e la filologia.

Ultimo aggiornamento: 21:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA