Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Truppe russe si concentrano nel Donbass, mezzo milione di civili evacuati: la guerra allo scontro finale?

Truppe russe si concentrano nel Donbass, mezzo milione di civili evacuati: la guerra allo scontro finale?
4 Minuti di Lettura
Lunedì 4 Aprile 2022, 12:26 - Ultimo aggiornamento: 15:54

Vladimir Putin lo ha dichiarato in modo perentorio: entro il 9 maggio la guerra sarà finita. Lo zar spera di ottenere una vittoria sul campo di battaglia nell'Ucraina orientale entro il prossimo mese in modo da poterla celebrare a Mosca durante la parata annualea del Giorno della Vittoria in Russia. Se questa è la sua intenzone vuol dire che sta per avvicinarsi la battaglia cruciale, quella che secondo Putin dovrebbe conferirgli la vittoria della guerra: la presa del Donbass.

E i segnali che lo scontro finale stia per avvicinarsi ci sono. Ieri è proseguita l'evacuazione dei civili proprio dalle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk che fanno parte dell'area cuscinetto del Donbass. Secondo quanto reso noto ieri il comandante del Centro di controllo della difesa nazionale russo, Mikhail Mizintsev nella sola giornata di sabato «le persone evacuate sono state 27.893. Nel complesso i civili evacuati finora da Donetsk e Lugansk sono 585.000 di cui 117.405 bambini.  

Ungheria e Serbia, cosa cambia in Europa con la conferma degli ultimi governi filo-Putin di Orban e Vucic

Secondo quanto riferisce il Times, funzionari statunitensi hanno affermato che il presunto criminale di guerra vuole far coincidere la vittoria con la parata nella Piazza Rossa il 9 maggio, che si tiene in occasione della resa dei nazisti nella seconda guerra mondiale. E questo spiegherebbe perché le forze russe si siano ritirate dalla regione di Kiev per concentrarsi nell'est dell'Ucraina dopo settimane di combattimenti. Ipotesi avvalorata anche dal ministero della Difesa britannico secondo cui le forze russe continuano a consolidarsi e riorganizzarsi mentre rifocalizzano la loro offensiva nella regione del Donbass dove stanno arrivando anche mercenari della società di sicurezza privata russa legata al Cremlino, la Wagner Group.

Il massacro di Bucha come quello di Srebrenica: «È genocidio»

È probabile che Putin pensi che una vittoria sul campo di battaglia nella regione del Donbass sia più realistica perché la maggior parte della popolazione ucraina esistente lì è filo-russa. Ma per i dirigenti ucraini la parata del Giorno della Vittoria con i festeggiamenti previsti da Putin sarà solo fumo negli occhi degli osservatori occidentali. In realtà sarebbe solo il camuffamento di una clamorosa sconfitta che ha costretto Putin a ricorrere a un Piano B dopo che la strategia originale del tiranno russo è fallita.

«Gli ucraini hanno condotto una forte resistenza contro gli invasori russi, che speravano di prendere la capitale Kiev e il resto del paese in pochi giorni - ha dichiarato alla Cnn Arseniy Yatsenyuk, ex primo ministro ucraino - . L'obiettivo finale di Putin è, era e sarà quello di conquistare l'Ucraina, ma ha fallito.Ha fallito a causa di una fortissima determinazione dell'esercito ucraino e di una fortissima unità dell'Ucraina e del mondo occidentale, e delle sanzioni che sono state imposte dagli Stati Uniti, dal G7 e dall'Unione Europea. Quindi ora, per quanto ne so, Putin è passato al piano B. La mia opinione è che il piano B abbia una scadenza. La scadenza è il 9 maggio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA