CORONAVIRUS

Coronavirus, Borrelli: «Non chiudiamo le frontiere». Domani rimpatrio di 67 italiani, controlli nei porti

Sabato 1 Febbraio 2020
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Coronavirus, due cinesi con la mascherina a Roma

Rimpatri a partire da domani, controlli sanitari anche nei porti, sospensione dei visti, termoscanner negli aeroporti per estendere le verifiche mediche a tutti i passeggeri che arrivano dalla Cina non con voli diretti ma transitando da altri scali, meno restrizioni per le merci e nessuna chiusura delle frontiere. Prende forma il piano del governo per contenere il rischio contagio ed evitare la diffusione del coronavirus: una serie di misure messe a punto nel Comitato operativo della Protezione Civile dal Commissario straordinario Angelo Borrelli e che entreranno in vigore nelle prossime ore, appena definiti i dettagli tecnici e operativi.

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Sospesi i visti dalla Cina. «In questo momento l'importante è riuscire a contenere il contagio del Coronavirus ed evitare al massimo di alimentare panico e allarmismo. Giovedì saranno convocati al Mibact i rappresentanti delle varie categorie del settore turistico per fare il punto sulla situazione e capire come affrontare questa fase di emergenza, in particolare sul fronte dei flussi in arrivo che stanno risentendo delle restrizioni sui voli». Lo dichiara in una nota Lorenza Bonaccorsi, Sottosegretario al Turismo del Mibact. «È stata sospesa la concessione di visti in Cina per l'Italia da parte delle agenzie autorizzate. Restano solo quelli concessi dalle nostre strutture consolari per motivi familiari o casi di conclamata e acclarata urgenza» aggiunge.

Blindati anche i porti. Le misure precauzionali previste negli aeroporti in relazione all'emergenza coronavirus verranno estese anche ai porti. Secondo quanto si apprende, nel corso della riunione del comitato operativo della Protezione Civile è stato deciso di estendere alle navi in transito nei porti italiani la procedura di 'libera pratica sanitarià prevista per le navi extra Ue. In sostanza, i medici potranno salire a bordo delle navi per fare analisi ed esami sia se da bordo verranno segnalati casi sospetti sia agendo autonomamente, su disposizione delle Asl.

Atterrato aereo con 100 tedeschi da Wuhan. È atterrato a Francoforte l'aereo militare con a bordo oltre cento cittadini tedeschi evacuati dalla regione cinese al centro dell'epidemia di coronavirus. L'Airbus A 310 della Luftwaffe era partito dall'aeroporto di Wuhan alle 9.22. Il rientro era stato ritardato per il rifiuto dalle autorità russe di concedere al velivolo di fare tappa a Mosca, come previsto originariamente. L'aereo si è poi fermato a Helsinki, ha reso noto il ministro della Difesa di Berlino, Annegret Kramp-Karrenbauer. I passeggeri trascorreranno le prossime due settimane in quarantena dopo essersi sottoposti ai test necessari al loro arrivo, hanno reso noto i responsabili dell'autorità sanitaria di Francoforte.

Scuola, la circolare del ministero. Non c'è preclusione a frequentare la scuola per gli studenti che sono arrivati in Italia dalla Cina e che non presentano i sintomi caratteristici del coronavirus. Lo dispone la circolare congiunta del Ministero della Salute e dell'Istruzione.

Cina, 243 persone guarite dal virus. Sono 243 i pazienti dimessi dagli ospedali in Cina, dopo aver sconfitto l'infezione da nuovo Coronavirus, secondo quanto riferisce la National Health Commission cinese. Ieri hanno lasciato le strutture sanitarie circa 72 persone. I pazienti sono considerati "guariti" e possono essere dimessi dopo che si sono alleviati i sintomi, la temperatura corporea è a un valore normale per almeno 3 giorni e il test di laboratorio per il nuovo Coronavirus ha dato risultato negativo per due volte. I numeri dell'epidemia continuano a crescere. Le autorità sanitarie cinesi riportano un totale di 11.791 casi accertati e 259 decessi.
 
Casi sospetti a Frosinone, Bari e Verona: esami negativi.
Allarme rientrato a Frosinone, Bari e Verona, dove nella giornata di ieri tre persone erano state ricoverate per un sospetto contagio da coronavirus. «La donna di nazionalità cinese residente a Frosinone che è stata portata il 31 gennaio presso l'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani è negativa al test per il nuovo coronavirus. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare lo stato complessivo della salute». Lo dichiara in una nota l'Assessorato alla Sanità e l'Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio.

Esami negativi anche il caso sospetto in Puglia. La donna 43enne ricoverata ieri sera al Policlinico di Bari per accertamenti, non è affetta da coronavirus. Lo conferma il capo dipartimento Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro. La 43enne salentina era tornata in Italia il 18 gennaio scorso da Guangzhou, in Cina, dove vive e lavora. Ieri è andata all'ospedale Vito Fazzi di Lecce perché aveva mal di gola. «Per prudenza e a tutela della salute collettiva - spiega Montanaro - sono state eseguite le necessarie indagini risultate allo stato negative». 

Hanno dato esito negativo anche gli esami su un caso sospetto di Coronavirus in Veneto, un cittadino brasiliano che si trovava a Verona proveniente dalla Cina. Il campione era stato immediatamente inviato e analizzato all'Istituto Spallanzani di Roma. Tutti negativi sono risultati anche i test su effettuati su persone che si sono presentate con sintomi lievi, o asintomatiche, dichiarando di aver avuto contatti recenti con la Cina.

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Cina, appello a Ue per forniture mediche. Il premier cinese Li Keqiang ha chiesto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di aiutare e favorire gli approvvigionamenti di forniture mediche più urgenti dai Paesi membri Ue attraverso i canali business. È il risultato di una telefonata intercorsa, secondo i media cinesi, tra i due leader, nel mezzo degli sforzi di Pechino contro l'epidemia del nuovo coronavirus di Wuhan che ha causato finora 259 morti. 

Turisti cinesi allo Spallanzani: «Condizioni discrete». Sono in continuo monitoraggio le condizioni della coppia di Wuhan ricoverata allo Spallanzani di Roma per coronavirus. Secondo il bollettino diffuso l’Istituto Nazionale per le Malattie infettive la donna, di 65 anni, pur mantenendo condizioni cliniche discrete ha presentato nella giornata odierna un episodio di nausea e vomito. L’uomo invece è in condizioni cliniche stazionarie, con un quadro di polmonite interstizio alveolare bilaterale e presenta febbre associata a tosse e astenia. La coppia è sottoposta a continui controlli e monitoraggio da parte dei sanitari. Un paziente di nazionalità rumena è invece risultato negativo al test per il coronavirus. Sono 13 in tutti i pazienti provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia ricoverati allo Spallanzani, e tutti loro sono stati sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus, tutt’ora in corso. Per quanto riguarda le 20 persone, che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all’infezione da nuovo coronavirus, continuano ad essere osservate presso l’Istituto Spallanzani. Sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni.
 
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Non ha accusato, al momento, alcun sintomo il dipendente dell'albergo di Verona che ha avuto contatti con la coppia di turisti cinesi. Lo ha sottolineato il dirigente della Direzione di prevenzione Regionale del Veneto, Francesca Russo, rilevando poi che c'è «un caso sospetto», sempre a Verona, ma che finora ha dato esito negativo. Si tratta di un cittadino brasiliano arrivato dalla Cina che ha accusato sintomi respiratori, febbri tipici della malattia «e per questo è ricoverato all'ospedale. La risposta degli esami dello Spallanzani di Roma ha dato esito negativo». Altri casi in Veneto non sono stati registrati. Riguardo alla persona entrata in contatto con la coppia cinese, durante il check out dall'albergo, il consiglio è stato quello di misurarsi col termometro la temperatura quotidianamente. «Sono passati sette giorni - ha spiegato Russo, - e non ha avuto alcuna linea di febbre». La coppia aveva soggiornato nella città scaligera il 23 e 24 gennaio prima di trasferirsi a Roma. Ieri mattina l'Ulss veronese è stata allertata dal Ministero della Salute, tramite la Direzione regionale di prevenzione del Veneto, che ha inviato personale medico all'hotel per gli accertamenti di rito. 

Milano, raccolta fondi a Chinatown. Una raccolta fondi in solidarietà con il popolo cinese colpito dall'emergenza sanitaria del coronavirus è in corso, stamani, nel quartiere cinese a Milano. L'iniziativa, organizzata da 'Il filo di setà, un magazine interculturale realizzato in collaborazione con l'ambasciata della Repubblica popolare cinese in Italia, e con il contributo dei commercianti sino-milanesi, ha preso avvio intorno alle 10 e proseguirà fino alle 18, con replica domani negli stessi orari. Chi volesse potrà acquistare «capi d'abbigliamento a un minimo di 5 euro - spiegano dei cartelli - o lasciare un'offerta». Lo stand della raccolta benefica si trova all'incrocio tra via Paolo Sarpi e via Niccolini, storico cuore nevralgico della Chinatown milanese. Sempre domani, un altro appuntamento contro l'allarmismo ingiustificato verso la comunità cinese è stato lanciato dal Pd metropolitano, con una «passeggiata» che partirà alle 19.30 sempre da via Sarpi all'angolo con via Canonica.

Gran Bretagna richiama personale in Cina. La Gran Bretagna ha deciso di richiamare parte del personale in forza alla sua ambasciata e ai suoi consolati in Cina a causa dell'epidemia del coronavirus di Wuhan: lo si legge in una nota del governo di Londra. Lunedì, in una riunione informale tra i Paesi Ue presso la rappresentanza dell'Unione europea di Pechino, era stato confermata la linea della libera scelta sulle linee da adottare in capo ai singoli Stati, a cominciare dalla partenza dei familiari del personale delle ambasciate. Il governo britannico ha messo in guardia che se la crisi del coronavirus dovesse peggiorare la capacità di assicurare i servizi consolari in Cina sarebbe seriamente colpita. «A partire dal 31 gennaio, parte dello staff e dei dipendenti dell'ambasciata e dei consolati britannici saranno allontanati dalla Cina. Il personale essenziale e necessario per continuare il lavoro essenziale resterà in loco», si legge nella nota. «Nel caso in cui la situazione si deteriorasse ulteriormente, la capacità dell'ambasciata e dei consolati britannici di fornire assistenza ai concittadini all'interno della Cina potrebbe essere limitata». 

L'Oms: quasi 10mila casi in Cina. Sfiorano ormai i 10 mila i casi confermati di Coronavirus globalmente, secondo l'ultimo bollettino dell'Organizzazione mondiale della sanità, aggiornato a ieri sera alle 23, che conta 9.826 contagi accertati. I casi confermati in Cina sono 9.720 e ben 15.238 quelli sospetti. I pazienti gravi sono circa 1.527 e 213 i decessi. Fuori dal gigante asiatico, focolaio dell'epidemia, si registrano 106 contagi accertati in 19 Paesi, riporta l'Oms che considera molto elevato il rischio derivante dal Coronavirus in Cina ed elevato a livello regionale e globale.

Pechino chiede di rinviare i matrimoni. Le autorità cinesi hanno chiesto di rinviare i matrimoni e di ridurre i tempi dei funerali per contenere la diffusione del coronavirus nel Paese. «Si consiglia di annullare i matrimoni previsti per il 2 febbraio di quest'anno, spiegando la situazione», si legge in una nota del ministero degli Affari civili. Il 2 febbraio di quest'anno è considerata una data fortunata per le nozze per la sequenza di numeri «02022020» che è possibile leggere nei due versi. Pechino, Shanghai e altre città avevano deciso di offrire la possibilità di sposarsi in questa data, nonostante ricorra di domenica quando normalmente gli uffici sono chiusi. Chiedendo la sospensione dei servizi di consulenza matrimoniale, il ministero ha anche detto alla popolare di evitare i banchetti nuziali. Lo stesso ministero ha quindi chiesto che le cerimonie funebri si tengano «in modo semplice e rapido per evitare assembramenti di persone». Inoltre i corpi delle vittime del coronavirus devono essere cremati il prima possibile, aggiunge la nota.

Trento, due cinesi in isolamento. Due ricercatori cinesi arrivati ieri a Trento sono isolamento per 14 giorni. I due giovani hanno deciso, in modo volontario, di accettare le misure previste dal Ministero della Salute per il Coronavirus. I due studenti, va sottolineato, non presentano sintomi. Non si può quindi parlare di contagio. Si tratta di una misura presa a scopo precauzionale, sottolinea la Provincia autonoma di Trento. Anche in Trentino, come nel resto del Paese, si stanno infatti applicando le misure previste dal Ministero. In queste ore pertanto i soggetti provenienti dalla Cina vengono invitati a seguire un protocollo precauzionale - definito isolamento fiduciario - indipendentemente dalla sintomatologia presentata. Ô questo il caso dei due ricercatori cinesi, arrivati a Trento. 

Wuhan città fantasma. Tornare a casa. Questo è il desiderio più grande e più forte di Michael Talignani, modenese, che si trova in a Wuhan per un'azienda importante nel settore della ceramica, città da dove tutto è iniziato, da dove è partito il coronavirus che ha provocato oltre 200 morti e migliaia di infettati. «Si vive una sensazione di impotenza, come 'vorrei fare qualcosa ma non possò - racconta al telefono all'Adnkronos Talignani - e la viviamo sia noi qui che i familiari in Italia. Non vedo l'ora di arrivare in Italia: il sospiro di sollievo lo farò quando le ruote dell'aereo toccheranno il suolo italiano. Certo non potrò subito riabbracciare i miei cari, ma va bene, sarò comunque più tranquillo».

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«So che saremo alloggiati in un'area militare, alla Cecchignola mi pare, - prosegue Talignani - e che dovremo restare per almeno 15 giorni. E dopo potrò raggiungere mia moglie e i miei due figli a Modena». «È dal 22 gennaio scorso che siamo chiusi in hotel - continua Talignani - non possiamo uscire e la situazione è pesante: la preoccupazione del contagio, il pensiero dei familiari in Italia, sono sposato e ho due figli, e poi non poter uscire, dover rimanere sempre confinati in hotel è veramente difficile. La tensione sale, soprattutto quando non sai se riuscirai a tornare a casa. Ieri abbiamo saputo che un aereo militare ci verrà a prendere e che lunedì saremo in Italia: finalmente».

Primo caso in Spagna. Il ministero della Sanità di Madrid ha confermato il primo caso di coronavirus in Spagna, a La Gomera, nelle isole Canarie. È quanto emerge dalle analisi condotte dal Centro nazionale di microbiologia dell'Istituto di Sanità Carlo III di Madrid. Il paziente, un turista di nazionalità tedesca, si trova attualmente in isolamento in un ospedale dell'isola, come si legge nel nota del ministero della Sanità.

Vietnam sospende collegamenti con la Cina. Le autorità del Vietnam hanno annunciato la sospensione di tutti i collegamenti aerei con la Cina da oggi e fino al primo maggio per contenere la diffusione del coronavirus. Lo riferiscono le autorità, spiegando che è stato deciso di sospendere anche i collegamenti con Hong Kong, Macao e con Taiwan.

Preoccupato anche il Dalai Lama. «Il Dalai Lama è preoccupato e sta pregando e ha chiesto a tutti i buddisti di pregare per la Cina e per tutti coloro che sono stati contagiati dal Virus». Lo ha riferito all'Adnkronos, Tseten Samdup, portavoce del Dalai Lama ricordando che nei giorni scorsi il leader spirituale tibetano ha postato un video su facebook dalla sua residenza a Dharamsala, in India, nel quale appunto chiede a tutti di pregare perché la situazione possa tornare sotto controllo. Il Dalai Lama ha chiesto anche di recitare un mantra di protezione per coloro che non sono stati contagiati.

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Italiani rimpatriati andranno alla Cecchignola. Saranno alloggiati in container presso la caserma della Cecchignola strutturati come delle camerate, i 69 italiani che domani mattina rientreranno in Italia da Wuhan, città cinese più colpita dal coronavirus, con un aereo militare attrezzato. Vi resteranno per un periodo di sorveglianza sanitaria di 14 giorni a cura del personale medico militare. Inoltre, a quanto apprende l'Adnkronos, da domani all'aeroporto di Pratica di Mare rimarrà a disposizione un velivolo militare attrezzato per il trasporto di biocontenimento nel caso che il personale venisse contagiato.
 


Australia nega l'accesso a chi viene dalla Cina. Il primo ministro australiano Scott Morrison ha annunciato di aver negato l'acceso ai cittadini provenienti dalla Cina a meno che non siano connazionali o residenti. Nel corso di una conferenza stampa, il premier ha spiegato che l'ingresso in Australia sarà negato a chiunque partirà o transiterà dalla Cina a partire da oggi, primo febbraio. Morrison ha quindi spiegato di aver alzato al livello massimo l'avvertimento per i viaggi in Cina in seguito alla diffusione del coronavirus. I cittadini australiani provenienti dalla Cina verranno posti in quarantena per due settimane.

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Cina, Apple chiude gli store. Apple ha annunciato la chiusura di tutti i suoi negozi e uffici in Cina fino al 9 febbraio: lo si legge in una nota del colosso di Cupertino, secondo cui gli store online resteranno invece operativi. «I nostri pensieri vanno alle persone più direttamente colpite dal coronavirus e a quelle che lavorano senza sosta per contenerlo», recita la nota. Sulla base degli ultimi aggiornamenti degli esperti sanitari, «stiamo chiudendo tutti i nostri uffici societari, i negozi e i contact center nella Cina continentale fino al 9 febbraio».

Thailandia evacua i cittadini in Cina. L'evacuazione dei cittadini thailandesi dall'epicentro dell'epidemia di coronavirus in Cina avverrà «in pochi giorni». Lo ha detto la portavoce del governo thailandese Narumon Pinyosinwat, spiegando che tre funzionari dell'ambasciata thailandese a Pechino si recheranno domani a Wuhan, dove è iniziata l'epidemia, per aiutare l'evacuazione. «Abbiamo dai 161 ai 182 thailandesi nell'area e stiamo verificando i loro documenti», ha detto. «L'evacuazione sarà nel giro di pochi giorni, probabilmente dopo il 2 febbraio», ha aggiunto.
 

 

Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio, 00:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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