Dipendente cerca di fermare il ladro nel supermercato e viene licenziato: dopo un mese si toglie la vita

Lunedì 12 Agosto 2019 di Federica Macagnone
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Dipendente cerca di fermare il ladro nel supermercato e viene licenziato: dopo un mese si toglie la vita

Aveva lavorato per la catena di supermercati Tesco per 17 anni. Mai il dipendente avrebbe pensato di essere licenziato per aver cercato di bloccare un taccheggiatore che aveva rubato all’interno del punto vendita di Blackpool, in Gran Bretagna. Un dolore immenso che lo ha portato a togliersi la vita. Shaun Winstanley aveva solo 49 anni e tre figli che adesso piangono ancora il loro papà.

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La tragedia è avvenuta lo scorso 13 febbraio, ma a contribuire negativamente allo stato mentale dell’uomo era stata una rapina che aveva subìto un anno prima, sempre al supermercato. Aveva dovuto seguire delle sedute da un terapeuta per superare il trauma e sembrava che stesse meglio. Ma quando il 2 gennaio ha visto quel taccheggiatore, questa volta non voleva rimanere inerme: ha lasciato la cassa e lo ha inseguito. Un “comportamento irragionevole” per l’azienda, che non ha accettato che l’uomo avesse messo in pericolo la sua vita e quella di un cliente. Winstanley fece appello contro la decisione, ma il 6 febbraio la sua richiesta venne respinta. Una settimana dopo Shaun si tolse la vita.
 
A dare l’allarme è stato un suo amico che non riusciva a mettersi in contatto con lui da due giorni. Si è presentato a casa sua, ma nessuno gli ha aperto: dentro le luci erano accese e il cane abbaiava senza sosta. È stato allora che ha deciso di chiamare la polizia, che ha fatto irruzione nell’abitazione.
 
«Ho attraversato il corridoio e nel salotto ho visto il signor Winstanley sul pavimento vicino al divano - ha raccontato il detective Carl Harris - Era a faccia in giù, completamente vestito. Non c'erano segni di infrazione e lesioni sul corpo. Sul tavolo da pranzo c'era una grande somma di denaro. Aveva messo a posto tutto prima di soffocarsi».
 
La famiglia è devastata dalla perdita, ma non ha alcuna intenzione di sporgere denuncia contro la catena di supermercati. «Per diciassette anni ha lavorato per loro e quando ne aveva più bisogno lo hanno deluso - ha detto la figlia Siobhan Winstanley, 28 anni - Non gli hanno offerto niente. Dopo 17 anni, lo hanno mandato via senza nemmeno un "ciao ". Sono arrabbiata con Tesco. Nostro padre adesso è in un'urna nel nostro salotto. Mi siedo lì ogni mattina con il mio caffè e lo guardo e mi chiedo se le cose potevano andare diversamente. Potrei provare a portarli in tribunale, ma tutto ciò che potrebbero darmi non sarebbe abbastanza. Sarebbero soldi macchiati di sangue. Non voglio soldi. Rivoglio mio padre».
 
Un portavoce di Tesco ha dichiarato: «Il benessere e la sicurezza dei nostri colleghi è di massima importanza per noi e siamo estremamente tristi nel sapere della morte di Winstanley. Purtroppo non  possiamo dire nulla sulle vite private dei nostri colleghi».
 

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