Usa, il vaccino corre ma i contagi crescono in 22 stati. «Rischio quarta ondata»

Usa, il vaccino corre ma i contagi crescono in 22 stati. «Rischio quarta ondata»
di Anna Guaita
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Domenica 28 Marzo 2021, 18:43

NEW YORK - E’ primavera, e con i fiori e la temperatura mite il Paese registra amaramente un nuovo picco di contagi da Covid19, pur mentre la velocità con cui il vaccino viene somministrato va aumentando. Se infatti il 35% della popolazione ha ricevuto almeno una delle due dosi del siero, in 22 Stati il tasso del contagio sembra accelerare di pari passo. A New York ad esempio la scorsa settimana si sono registrati 8.721 casi al giorno, pari a un aumento del 28 per cento rispetto alle due settimane precedenti. Al livello nazionale i contagi sono cresciuti la scorsa settimana di 61.359 casi al giorno, con un aumento del 12 per cento rispetto alla settimana precedente. Fortunatamente il numero dei morti è sceso a una media di 900-1.000 al giorno, nonostante ciò il numero delle vittime del virus ha superato quota 550 mila.

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La direttrice dei Centers for Disease Control, Michelle Walensky, ha commentato: «Dalle esperienze passate, sappiamo che simili impennate, se non sono immediatamente arginate, possono portare a un nuovo schizzare in alto della curva dell’epidemia». La signora ha riconosciuto di essere «molto preoccupata». «Possiamo ancora far fare marcia indietro al virus – ha concluso -, ma dobbiamo fare uno sforzo tutti insieme, anche se il pubblico è stanco».

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Il problema, ha chiarito a sua volta il professor Anthony Fauci, è che gli Usa sono in gara con il tempo: da un canto i vaccini corrono a velocità crescente e in questi ultimi giorni si è arrivato al record di quasi tre milioni e mezzo di iniezioni praticate ogni giorno. Allo stesso tempo però, corrono anche le varianti, mentre i politici di vari Stati vanno cedendo alla preoccupazione per l’economia e vanno riaprendo esercizi, uffici e perfino cinema.

Neanche le parole della dottoressa Deborah Birx, già capo coordinatrice della squadra pandemia durante la presidenza di Donald Trump, sembrano fare effetto su questi politici. Ieri Birx ha ammesso che dopo i primi centomila morti, «si sarebbero potute ridurre in modo sostanziale le morti se gli Stati e le città avessero applicato in modo deciso le lezioni sulle attuenazioni del rischio che erano state imparate durante la prima ondata». In un documentario della Cnn, la dottoressa ammette «c’era il modo di impedire le susseguenti ondate».

Invece ora, pur davanti agli ammonimenti dei Cdc, in Arizona, Iowa, Mississippi, Montana, North Dakota, Texas, Florida, North Carolina non solo si riapre, ma si permette di girare senza la mascherina. In Florida, ad esempio, abbiamo visto migliaia di giovani celebrare le vacanze primaverili affollando i locali lungo la spiaggia ben oltre gli orari permessi, tanto che la polizia è dovuta intervenire, e gli arresti sono stati centinaia. Due settimane dopo l’inizio di questi festeggiamenti, i contagi sono cresciuti e l’età media dei contagiati è scesa. Elemento anche più preoccupante è la grande presenza della variante inglese, almeno nel 36% dei casi. Al livello nazionale, calcola il professor Fauci, la variante inglese è responsabile del 30% dei contagi.

New York sembra stia cercando una terza strada, quella del "passaporto vaccinale" per ammettere il pubblico in grandi locali. Il primo ad adottarlo sarà il palazzo dello sport Madison Square Garden: saranno ammessi coloro che potranno provare che sono stati pienamente vaccinati o che hanno appena fatto un test risutato negativo. Il pass, che diventerà una app sui cellulari, è stato voluto dal governatore Mario Cuomo, come soluzione per riaccendere le luci spente nella città che era nota per «non dormire mai». 

Il presidente Biden ha assicurato che entro il primo maggio in tutti gli Stati ci saranno abbastanza vaccini per immunizzare l’intera popolazione adulta del Paese. Il calcolo sembra corretto, e vari Stati hanno già confermato di poter mantenere la promessa del presidente. Resta però il problema dei “reticenti al vaccino”, che secondo vari sondaggi sarebbero un buon 30% della popolazione, e in maggioranza uomini, bianchi e repubblicani. Su di loro sembra che nessuna pressione stia avendo effetto.

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