Covid, Trump: «Anche il mio amico Rudy Giuliani contagiato dal virus cinese», l'ex sindaco ricoverato

Covid, Trump: «Anche il mio amico Rudy Giuliani contagiato dal virus cinese»
di Anna Guaita
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Domenica 6 Dicembre 2020, 22:12 - Ultimo aggiornamento: 23:53

A forza di viaggiare, fare riunioni e tenere conferenze stampa, alla fine anche Rudy Giuliani si è preso il covid-19. Il 76enne avvocato, ex sindaco di New York, è il volto pubblico dell’offensiva legale del presidente Donald Trump contro il risultato delle elezioni del 3 novembre. E’ stato il presidente stesso a dare per primo la notizia con un tweet di incoraggiamento: «Guarisci presto, Rudy! Noi intanto andiamo avanti». In realtà finora delle 50 cause mosse da Trump contro i risultati delle elezioni nessuna ha avuto successo e spesso gli stessi giudici hanno criticato Giuliani e gli altri avvocati per aver fatto causa senza avere prove o testimonianze affidabili di brogli elettorali. Non è chiaro come la malattia di Giuliani adesso influirà sulla battaglia di Trump, anche se alcuni osservatori pensano che la sua assenza non potrà che aiutare, considerate le recenti gaffe dell'ex sindaco.   

Secondo il New York Times, Giuliani è stato ricoverato in ospedale. Circa due settimane fa Rudy aveva annunciato che suo figlio Andrew era risultato positivo al coronavirus. Nonostante ciò non si era messo in quarantena, come i Centers for Disease Control consigliano per tutti coloro che siano stati a stretto contatto con una persona ammalata. Anzi ha continuato a tenere riunioni, e ha anche convocato un’assemblea di repubblicani a Gettysburgh, in Pennsylvania, per continuare a sostenere la causa di Trump. Quasi nessuno in quell’assemblea, dieci giorni fa, ha rispettato le distanze o indossato maschere, e pochi giorni dopo tre senatori della legislatura statale hanno annunciato di essere positivi. Oggi ci si chiede se Giuliani si sia infettato lì, o fosse già infettato e non abbia a sua volta passato il virus ai presenti.

Parlando alla Fox News, l’immunologa Michelle McMurray-Heath ha commentato che il test positivo di Giuliani «non deve sorprenderci, considerato che ha continuato a muoversi e a parlare in luoghi affollati senza premunirsi per la propria e l’altrui sicurezza».

Giuliani è la 53esima persona del gruppo più stretto di collaboratori del presidente a prendersi il covid. Alcuni l’hanno preso in forma grave, come Herman Cain, che è deceduto dopo aver partecipato al comizio di Tulsa, lo scorso luglio. In ospedale, gravissimo, è stato l‘ex governatore del New Jersey Chris Christie, che dopo la guarigione ha fatto un mea culpa riconoscendo di aver sbagliato nel non rispettare le indicazioni dei Cdc. La giovane consigliera Hope Hicks ha dovuto lasciare per un mese l’incarico alla Casa Bianca dopo essere rimasta infettata nello stesso giorno in cui anche il presidente finiva in ospedale. Melania Trump l’ha preso in forma abbastanza seria ma non da ricovero, come il figlio Barron. Colpiti anche il consigliere Stephen Miller, il capo di staff Mark Meadows, il ministro dell’edilizia Ben Carson, il figlio del presidente, Don junior e la sua fidanzata Kimberly Guilfoyle, e la consigliera Kellyanne Conway.

Per contro, nessuno nel team di Joe Biden si è finora preso il covid. A lungo preso in giro da Trump, Biden ha seguito e fatto seguire religiosamente dai suoi collaboratori le indicazioni dei Centers for Disease Control, e in un’intervista tre giorni fa ha anche detto che per i suoi primi cento giorni alla Casa Bianca chiederà agli americani un regalo: «Indossate le maschere tutti, per cento giorni, per fermare il virus mentre aspettiamo il vaccino». I contagi nel Paese hanno superato quota 15 milioni e i morti sono 280 mila. Ma ci sono decine di migliaia di persone rimaste con effetti secondari della malattia pur mesi dopo essere guarite.

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