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Coronavirus Usa, la paura di conflitti sociali dietro la crescita dell'acquisto di armi. Picco nelle richieste di disoccupazione

Coronavirus Usa, la paura di conflitti sociali dietro la crescita dell'acquisto di armi. Picco nelle richieste di disoccupazione
4 Minuti di Lettura
Lunedì 30 Marzo 2020, 09:27

Secondo le stime, negli Stati Uniti, le vittime potrebbero raggiungere quota 200.000. Con lo Stato di New York in testa. Ma a preoccupare i cittadini Usa non è soltanto la trasmissione del coronavirus e un sistema sanitario riservato solo a una parte della popolazione. I dati raccontano un'emergenza sociale senza precedenti: il Dipartimento del Lavoro ha diffuso i dati: sono 3,3 milioni le persone che nella settimana conclusa il 12 marzo, quando lockdown non era ancora partito, hanno richiesto il sussidio di disoccupazione, una cifra molto lontana dai 665.000 che lo avevano richiesto a marzo 2009, durante l’ultima crisi finanziaria. E così gli americani si armano, pronti a difendersi da un esercito di disperati destinato ad allargarsi. Steven Mnuchin, segretario al Tesoro, ha dichiarato che la disoccupazione potrebbe raggiungere il 20%, un livello dimenticato dalla seconda guerra mondiale. A febbraio la disoccupazione era del 3,6% e a marzo potrebbe raggiungere il 5,5 per cento. La Camera dei rappresentanti ha approvato il pacchetto da 2.200 miliardi di aiuti.

LE ARMI

Nei giorni scorsi Larry Hyatt, proprietario di uno dei più grandi negozi di armi del paese, Hyatt Guns, a Charlotte, nella Carolina del Nord, aveva spiegato al Guardian: «Questa è la seconda volta nei miei 61 anni di attività che ho visto qualcosa del genere. La prima è stata dopo il massacro alla scuola elementare Sandy Hook in Connecticut nel 2012», e aggiunge «le persone sentono il bisogno di proteggere se stesse e le loro famiglie». Che gli acquisti siano legati all’emergenza non solo si intuisce dal clima di terrore che si respira negli Stati Uniti così come in Italia e nel mondo, ma anche dal genere di armi ordinate dai clienti. Non fucili da caccia,fucili semiautomatici AR-15 da assalto.

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Secondo Ammo.com, importante rivenditore online, ha pubblicato alcuni dati significativi: dal 23 febbraio al 4 marzo le vendite sono aumentate del 68 per cento. Nella Carolina del Nord e in Georgia si sono verificati picchi che hanno toccato rispettivamente il 179% e 169%. E adesso, che è partito il lockdownn, sul sito, un avviso sotto la voce Covid-19 si scusa con i clienti spiegando che le consegne non potranno avvenire prima di tre giorni. «Sappiamo – dice Alex Horsman, responsabile marketing di Ammo.com - che alcuni eventi influiscono sulle vendite di munizioni, soprattutto politici o riguardanti instabilità economica, quando le persone sentono che i loro diritti potrebbero finire violati. Questa è la nostra prima esperienza con un virus che porta a un tale aumento delle vendite». Ora la preoccupazione maggiore, di conseguenza alla vendita di così tante armi per la difesa personale che finiranno dunque nelle case degli americani, sono gli effetti su bambini e adolescenti. Una ricerca dell’Università del Michigan rivela che le armi tenute in casa negli Stati Uniti sono la seconda causa di morte nella fascia di età che va dai 14 ai 17 anni, dietro solo agli incidenti automobilistici.

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Una questione che preoccupa anche l'amministrazione Trump che per l'emergenza ha adottato misure eccezionali. Con l'obiettivo di evitare conflitti sociali e una nuova povertà nel ceto medio. Saranno 300 i miliardi destinati direttamente ai cittadini americani: 1.200 dollari a persona per chi guadagnava meno di 75.000 dollari all’anno e 500 dollari per figlio. Gli aiuti saranno decrescenti per i lavoratori che guadagnano fino a 99.000 dollari, mentre non sono previsti bonus per i lavoratori che superassero quella somma. Le misure sono previste anche per le imprese: 377 miliardi in linee di credito per le piccole aziende, l’obiettivo è quello di evitare i licenziamenti e la chiusura delle attività, mentre 500 miliardi sono destinati alle grandi imprese più colpite: dalle aereolinee, con restrizioni sul riacquisto delle azioni e sulle retribuzioni dei dirigenti, e 250 miliardi di benefit addizionali per la disoccupazione: i lavoratori che hanno perso o perderanno il lavoro riceveranno il 100% del loro salario per quattro mesi. Sono stati previsti aiuti anche per gli autonomi.
 
 

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