CORONAVIRUS

Coronavirus, in Spagna contagi alle stelle: studenti iberici vogliono restare in Italia. «Qui è più sicuro»

Lunedì 16 Marzo 2020 di di Francesco Padoa
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Barcellona deserta: sullo sfondo la Sagrada Familia

L'emergenza in Spagna sta superando i livelli raggiunti in Italia. Seppur con una settimana di ritardo rispetto a noi, il trend di crescita dei contagi è più veloce di quanto sia stato in Italia. Le persone infettate dal coronavirus in Spagna infatti oggi hanno superato quota 9 mila, con un incremento di oltre mille contagi in sole 24 ore. Se si prende come punto di riferimento il giorno in cui i contaggi hanno superato quota 400, quindi dieci giorni fa in Spagna e 19 in Italia, la crescita è stata molto più rapida in Spagna: in Italia si era arrivati a 4.636 contagi contro, appunto, gli oltre 9 mila raggiunti dagli iberici nello stesso arco di tempo. Il Governo spera che le misure adottate nei prossimi giorni daranno gli effetti sperati. Intanto è stato deciso che sono sospese le elezioni nei Paesi baschi. Con una mossa senza precedenti la Spagna ha anche deciso di mettere la sanità privata al servizio del sistema sanitario nazionale. L'annuncio è stato dato dal ministro della salute, Salvator Illa, che ha già avvertito che le misure restrittive dureranno di più di 15 giorni. Preoccupa la situazione a Madrid, dove i contagi hanno raggiunto quota 4.655 e dove ci sono già stati 233 morti.

E la paura è tanta che addirittura gli spagnoli preferiscono restare in Italia, come gli universitari di Erasmus che studiano a Cagliari. Quando scattano le 18 sono i primi a sistemarsi nel balcone. E a cantare. In spagnolo. Sì, perché sono di Barcellona e altre città della penisola iberica. Ma da settembre studiano a Cagliari Scienze motorie, Lettere, Giurisprudenza con il progetto Erasmus. Cantano più degli italiani. Anche per farsi forza l'uno con l'altro. Sono in tredici, ma divisi in tre appartamenti, tutti in via Foscolo, a pochi passi dal mercato di San Benedetto, il più grande d'Italia tra quelli al coperto. E da un balcone all'altro parlano. E quando scatta l'ora del flash mob, mettono musica urlano a squarciagola. Rimangono lì anche un'ora. Hanno tutti tra i 20 e i 23 anni. E mettono allegria in tutta la strada. E combattono la nostalgia di casa: «Avevamo l'occasione - spiegano dal balcone Marc, Belen, Micky e Mar - di tornare a casa ieri. Ma ci hanno detto che era più sicuro stare qui. A Barcellona la situazione sta diventando sempre più preoccupante. Studiamo - spiegano - e nei prossimi giorni cominceremo anche i corsi online dell'Università. Abbiamo deciso di rimanere qui sino all'estate». Contatti giornalieri con i familiari: «Anche loro - continuano - sono d'accordo: la situazione in Spagna sta diventano ogni giorno che passa sempre più simile a quella italiana. Ci sembra più giusto non spostarci. Ma è chiaro che vorremmo stare tutti vicino ai nostri cari». Sino a pochi giorni fa curavano la nostalgia anche guardando le partite della Liga. Con il tifo davanti alla tv e i boati per i gol del Bar‡a. Ora anche il calcio spagnolo è fermo, ma loro per non rimuginare in continuazione su quello che sta succedendo cercano di usare l'arma in più dei loro vent'anni: la spensieratezza. «Siamo preoccupati - raccontano - ma crediamo che tutto possa andare al meglio. Tutto sommato siamo ottimisti».

E mentre gli spagnoli hanno paura di tornare a casa, gli italiani che si trovano in Spagna vogliono rimpatriare. La Farnesina, a quanto si apprende, continua a lavorare per prestare assistenza ai numerosi cittadini italiani bloccati in Spagna in stretto raccordo con l'ambasciata d'Italia a Madrid e il consolato generale a Barcellona. Alcuni connazionali bloccati alle Canarie hanno potuto fare ritorno a Napoli da Tenerife con un primo volo Easyjet nella serata di ieri, mentre nella serata di oggi altri gruppi di connazionali rientreranno a Fiumicino e a Malpensa con voli charter Neos da Tenerife e Fuerteventura. Agli italiani sul continente, in alternativa ai voli con scalo in altre città europee, si consiglia di rientrare tramite i traghetti in partenza da Barcellona per Porto Torres/Civitavecchia e Genova, organizzati rispettivamente da Grimaldi e Grandi Navi Veloci. Continua inoltre a essere operativa la task force speciale creata dall'ambasciata e dal consolato, che ha già risposto a migliaia di mail e centinaia di chiamate al giorno. Sono state inoltre create delle pagine speciali che sono aggiornate in tempo reale: https://ambmadrid.esteri.it/ambasciata_madrid/it/ambasciata/news /dall_ambasciata/2020/03/emergenza-covid-19- coronavirus.html https://consmadrid.esteri.it/consolato_madrid/it/la_comunicazion e/dal_consolato/2020/02/emergenza-covid-19- coronavirus.html

Ultimo aggiornamento: 16:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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