Covid-19, in Romania nuovo record di contagi: +1024 casi in 24 ore. Villaggi in quarantena

Covid-19, in Romania nuovo record di contagi: +1024 casi in 24 ore. Il villaggio di Cartojani messo in quarantena
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 22 Luglio 2020, 17:23 - Ultimo aggiornamento: 18:46

Il virus non si placa in Romania. Nonostante la nuova legge sulla quarantena approvata dal Parlamento rumeno ed entrata in vigore il 21 luglio, nel paese della penisola balcanica è ancora record di contagi. Nelle ultime 24 ore i nuobi casi sono stati 1.030 su 24.87 test effettuati. In aumento ache rispetto alla giornata di ieri quando erano stati 994. Quello registrato oggi è il numero più alto di contagi dall'inizio della pandemia che porta il totale dei casi a quota 40.163. Contando anche i 27 nuovi decessi, che portano a 2.101 il numero delle vittime, la Romania resta il Paese dei Balcani maggiormente colpito dalla pandemia

LEGGI ANCHE Virus, allarme per casi in aumento in Romania: rischia di diventare il Brasile d'Europa
 


Nel villaggio di Cartojani, provincia di Giurgiu, nell'estremo sud del paese, si è registrata la media di oltre 3 casi al giorno su 1.000 abitanti nell'ultima settimana, al punto che è stato costretto a interventire il governo di Bucarest  imponendo la quarantena in tutto il villaggio. La misura è stata presa per 14 giorni e prevede spostamenti limitati degli abitanti e la mascherina obbligatoria negli spazi pubblici. 

LEGGI ANCHE Colf romene e rischio Covid. Le famiglie italiane: ora regole
 
 

La situazione rumena preoccupa anche l'Italia, non solo per la vicinanza geografica, ma anche perché i rumeni sono la principale comunità straniera italiana, con più di un milione di residenti. Molti di essi lavorano come colf e badanti, impegnati nell'assistenza ad anziani, disabili e bambini italiani. Ad oggi infatti colf e badanti che rientrano dal Paese balcanico per riprendere il proprio posto di lavoro dopo le ferie o dopo essere scappate nei mesi scorsi temendo di restare bloccate nella Penisola, non vengono sottoposte ad alcun controllo, a differenza di quanto avviene con Serbia, Montenegro e Kosovo). Al momento è previsto solamente che colf e badanti siano dotati di mascherine, mantengano il distanziamento sociale - per quanto sia impossibile date le mansioni - e siano ammissibili sul luogo di lavoro, cioè che la loro temperatura non superi i 37,5 gradi. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA