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Usa, ristoranti riaperti dopo l'emergenza coronavirus: lo chef a “tre stelle” invita eleganti manichini ai suoi tavoli

Usa, riaperture post-virus: Lo chef "tre stelle" invita i manichini al suo ristorante
di Anna Guaita
4 Minuti di Lettura
Giovedì 14 Maggio 2020, 13:29

NEW YORK  – ​ Quando la Virginia comincerà a uscire dalla quarantena da coronavirus, a fine mese, lo farà con grande cautela, e ai ristoranti chiederà di occupare non più del 50% della capacità dei locali. Molti si rammaricano e protestano per questa limitazione, ma per il famoso chef Patrick O’Connell è diventata uno stimolo anzichè un ostacolo.

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Facendo leva sulla sua formazione giovanile di uomo di spettacolo, il 74enne ​ «pontefice della cucina americana», come è stato soprannominato, si è alleato con una compagnia teatrale di Washington e per la riapertura di sabato 29 sta preparando una sala a metà fra il ristorante e il palcoscenico, con parte dei tavoli occupata da manichini.


 
Il suo storico albergo-ristorante, “The Inn at Little Washington”, un tre stelle Michelin famoso anche per essere «elegantemente irriverente», si trova a un’ora di auto a ovest della capitale, in un paese rurale della Virginia che porta anch’esso il nome di Washington. Come si intuisce dalle foto di prova che la stessa Inn at Little Washington ha fornito al Messaggero, ricorrendo ai manichini si vorrebbe non solo dare l’impressione di una sala piena, ma anche creare delle “scenette” che incuriosiscano e intrattengano gli ospiti del ristorante.

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I manichini saranno vestiti in abiti fine anni Quaranta, cioé dell’epoca immediatamente seguente alla Seconda Guerra Mondiale. A occuparsi di abbigliarli, truccarli e sistemarli ai tavoli in posizioni il più possibile naturali ci penseranno i membri della compagnia teatrale di Washington “Signature Theatre”. Starà poi ai camerieri fingere di servire anche questi clienti immobili, versando loro vino, e scambiando qualche parola con loro.


 

Patrick O’Donnell è noto non solo per la sua cucina, ma anche per il suo senso dell’umorismo e il suo atteggiamento da pioniere. Ha aperto questo ristorante in un paese rurale di provincia negli anni Settanta, quando i gay non vi erano affatto benvenuti. Ha lanciato fra lo scetticismo generale una cucina che sposa la tradizione francese ai gusti americani e all’agricoltura locale, e ha gestito il ristorante e l’albergo sempre con un sorriso. Per anni ad accompagnare i clienti al tavolo non è stato un maitre, ma un cane, un dalmata appositamente addestrato. Ancora oggi un dalmata, Luray, è la mascotte del ristorante, e tutti gli chef in cucina indossano pantaloni con il disegno a macchie bianche e nere tipico del manto di questi cani. In occasione della riapertura, tutti i dipendenti del ristorante e dell’albergo indosseranno le maschere protettive di rigore, ma per le donne riprodurranno il sorriso di Marilyn Monroe e per gli uomini il mento di George Washington.


 
Ma dietro il gusto dello scherzo, c’è un'eccezionale passione per l’alta cucina, che ha portato O’Connell a conquistare due stelle nel 2015 e la terza stella Michelin solo tre anni dopo, nel 2018, il primo nella capitale e nella regione circostante a poterla vantare. Proprio in questi mesi, il canale tv pubblico Pbs gli ha dedicato un documentario, riconoscendogli di essere stato «un pioniere» e di essere diventato «una leggenda».
 
Quel che caratterizza O’Connell, al di là della sua abilità di chef, è comunque il sorriso e il gusto per la vita. E’ felice di poter finalmente riaprire il suo ristorante, e scherza: «Ho sempre avuto un debole per i manichini. Non si lamentano mai di nulla. E comunque abbiamo tutti una gran voglia di vedere altre persone....non importa poi troppo che siano persone in carne ed ossa».




 

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