CORONAVIRUS

Coronavirus Israele, contagiati controllati dal telefonino: «Ti vediamo, torna subito a casa»

Giovedì 19 Marzo 2020 di Gianluca Perino
Una donna con mascherina sul lungomare di Tel Aviv

«Ti vediamo, sei passato vicino ad un malato di coronavirus. Quindi da oggi devi entrare in quarantena». Questo, in sintesi, il messaggio che ieri oltre 400 israeliani si sono visti recapitare sul telefonino mentre erano in strada. L'iniziativa fa parte del pacchetto di misure varate dal governo per fermare il contagio nel Paese, che in questi ultimi giorni si sta particolarmente incrementando. 

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Il programma di controllo digitale dei cittadini è stato affidato dall'esecutivo, con un provvedimento di emergenza, alla polizia e allo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno. E secondo la stampa locale include non solo il monitoraggio degli apparecchi telefonici, ma anche quello di altre piattaforme elettroniche private. La misura ha ricevuto anche alcune critiche, compreso il ricorso alla Corte Suprema presentato da due Ong, ma il governo la ritiene una risposta commisurata alla gravità del momento. Uno dei problemi più gravi che sta emergendo in queste ore, anche in Italia, è infatti quello della mancanza di attenzione dai parte dei cittadini, che malgrado le restrizioni continuano ad uscire di casa senza reali motivi di necessità.

Il governo israeliano, come molti altri Pesi, ha limitato severamente le attività pubbliche e l'uscita da casa «se non per situazioni che lo impongono», vietanto  ogni attività ricreativa comprese  le visite nei parchi, in spiaggia, in piscina, nei musei, parchi giochi, biblioteche. Tra i servizi essenziali ammessi quelli legati all'acquisto del cibo e di assistenza medica. Il ministero della Salute ha anche previsto misure restrittive per le persone a rischio.

IL MOSSAD A CACCIA DI TAMPONI
Intanto con un'operazione segreta, i servizi d'intelligence del Mossad hanno portato la scorsa notte in Israele 100mila test per il coronavirus. Nei prossimi giorni i servizi segreti prevedono di portare altri 4 milioni di kit da diversi paesi, secondo quanto ha rivelato l'emittente Channel 12, la prima a dare la notizia. La prima fase dell'operazione non ha però funzionato come doveva, perchèé nei kit mancano i tamponi. «Sfortunatamente quanto è arrivato non è esattamente quello che ci mancava. Nei kit ci sono vari componenti e mancano proprio quelli che non abbiamo. Il nostro problema è che mancano i tamponi», ha detto il vice direttore del ministero della Salute, Itamar Grotto, al sito Ynetnews. «Il Mossad ha portato quanto richiesto. Ora il Mossad si chiarirà con il ministero della Salute su cosa serve. Il canale segreto è stato aperto e continueremo ad usarlo per quello che serve», hanno detto fonti dei servizi citate da Times of Israel.

Ultimo aggiornamento: 16:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA