CORONAVIRUS

Coronavirus, in Regno Unito si torna a parlare di "immunità di gregge": ecco perché

Sabato 4 Aprile 2020
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Coronavirus, in Regno Unito si torna a parlare di

Nel Regno Unito si torna a parlare di "immunità di gregge", come possibile strategia di uscita dall'emergenza cornavirus. Lo fa Graham Medley, principale consulente del governo per la messa a punto di modelli sulla pandemia, per il quale con il 'lockdown' il Paese si è «cacciato in un angolo».

Una chiusura prolungata, dice Medley al Times, potrebbe causare più danni del virus stesso e il Paese dovrebbe affrontare la scelta tra la tutela dei più giovani e quella dei più anziani. Secondo il professore Medley, il governo valutare se non sia più opportuno lasciare che la gente si contagi nel modo meno letale possibile, piuttosto che lasciare che la disoccupazione, le violenze domestiche e le sofferenze psicologiche crescano a dismisura. 

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Medley, che è anche scettico sulla possibilità di introdurre in tempi rapidi test di massa degli anticorpi per valutare la diffusione del contagio e quanti abbiano già raggiunto l'immunità, riconosce che «questa malattia è così pericolosa che dovevamo sopprimerla completamente». Di qui, la necessità di imporre il lockdown. Eppure, prosegue, «ci siamo messi in un angolo, perché poi la domanda sarà, e ora che facciamo?». Al 13 aprile, il Paese sarà stato in lockdown per tre settimane e il governo dovrà decidere le mosse successive.

«In termini più ampi, vogliamo continuare a danneggiare i giovani per proteggere le persone vulnerabili oppure no?». «Le misure di controllo - prosegue Medley - provocano dei danni. Il principale è economico». Ma non solo, «ci saranno anche danni reali in termini di salute mentale, violenze domestiche, abusi su minori e povertà». Continuare con il lockdown dopo la scadenza del 13 aprile, afferma ancora Medley, «ci darà più tempo, ma non risolverà nulla».

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