CORONAVIRUS

Coronavirus, Bruxelles chiude l’Europa, Macron ai francesi: «State a casa»

Martedì 17 Marzo 2020 di Francesca Pierantozzi

La Francia diventa zona rossa per l'emergenza coronavirus. Con il secondo solenne discorso alla nazione in quattro giorni, Emmanuel Macron ha annunciato ai francesi che da oggi a mezzogiorno si uscirà di casa solo per necessità. «Siamo in guerra» ha ripetuto sei volte il presidente, che però ha evitato di pronunciare la parola “confinamento”. «L’unico obiettivo è rallentare» ha precisato, davanti a un’epidemia che ha cominciato la sua ascensione esponenziale, con un raddoppio dei contagi ogni tre giorni. 

I DATI<QA0>
Ieri il ministero della Sanità ha annunciato oltre 6600 casi e 148 decessi (21 più di ieri). L’azione del governo è ormai concentrata a combattere “il nemico invisibile”, ha detto Il presidente, che ha anche deciso («dopo aver ascoltato il parere del comitato scientifico, ma anche in coscienza, e con l’appoggio unanime dei rappresentanti politici») il rinvio del secondo turno delle municipali previsto per domenica prossima e il rinvio delle riforme in corso, compresa la più grossa di tutte, quella delle pensioni. Sulle misure di “distanza sociale” si aspettavano ieri sera le disposizioni attuative del governo, per capire se si tratta “tecnicamente” di un confinamento o soltanto di un inasprimento di quanto chiesto nel discorso di giovedì, quando Macron aveva annunciato la chiusura di bar, ristoranti, cinema e discoteche e “invitato” a limitare gli spostamenti. Questa volta chi non rispetterà le consegne (spostamenti consentiti per la spesa, andare dal medico, andare a lavorare se il telelavoro non è possibile, fare un po’ di attività fisica, ma da soli) sarà “sanzionato”. 
LE SANZIONI<QA0>
Vietati anche “gli assembramenti all’esterno e le riunioni di famiglia”, con l’obbligo generale del metro di distanza, il tutto “per un periodo di almeno quindici giorni”. L’impressione è che la Francia voglia arrivare gradualmente a un blocco totale, per attenuare il picco dell’epidemia entro le prossime due settimane. Nelle zone più colpite, i reparti di terapia intensiva cominciano già adesso ad essere in affanno. Macron ha annunciato l’allestimento di un ospedale da campo militare in Alsazia. Mobilitazione totale anche sul fronte economico: «Non abbandoneremo nessuna impresa al fallimento», ha detto, con la creazione immediata di «una garanzia di Stato» da 300 miliardi per i prestiti delle piccole e medie imprese e la sospensione del pagamento di bollette e affitto per le imprese in difficoltà. Unione nazionale anche attorno al personale sanitario, con asili e scuole aperte solo per i figli di medici e infermieri che potranno beneficiare, se necessarie, di taxi e alberghi, pagati dallo stato.
Anche l’Europa cerca di imporsi un auto-isolamento, con la Spagna e ormai anche la Germania in piena emergenza. 
LE DECISIONI<QA0>
Oggi i capi di Stato e di governo dei 27 dovrebbero approvare una serie misure proposte ieri dalla Commissione, un arsenale finalmente comune per rispondere all’epidemia. Primo provvedimento, blindare Schengen con la parziale chiusura delle frontiere esterne dell’Unione: saranno vietati per un periodo di trenta giorni i viaggi “non indispensabili” verso l’Europa (la misura non riguarderà i residenti extracomunitari, il personale sanitario e medico, i transfrontalieri). All’interno, in compenso, la raccomandazione è mantenere la libera circolazione dello spazio Schengen, in particolare per consentire il trasporto di materiale sanitario. 
Molti Paesi hanno però già provveduto a chiudere le loro frontiere o a introdurre controlli, come la Germania (che ha parzialmente chiuso a Francia e Svizzera) o la Spagna, che si blinda e ha presto drastiche misure di isolamento della popolazione davanti a un’epidemia in crescita esponenziale. Cifre che hanno cominciato a esplodere anche in Germania, dove per ora le curve del contagio sembravano essere rimaste piuttosto clementi. Ieri le autorità hanno annunciato più di mille casi in 24 ore . «Il numero dei contagiati sale» ha ammesso Angela Merkel, affermando che i Bund e i Laender hanno varato «misure più dure, “misure straordinarie» per ridurre i contatti. In particolare il presidente Frank-Walter Steinmeier ha chiesto, in un video, a tutti i tedeschi di restare a casa:«“queste misure sono necessarie – ha detto Steinmeier – vi supplico rispettatele». 

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