Corea del sud: centomila proiettili d'artiglieria per l'Ucraina, l'ira di Putin. Boom export di armi, Seul vuole superare l'Italia

Seul vuole diventare il quarto esportatore di armi nel mondo

Carri armati K2 della Corea del Sud venduti alla Polonia
di Mario Landi
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Sabato 26 Novembre 2022, 12:33 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 09:33

Dalla Corea del Sud esce un gigantesco Risiko di armi: armi leggere e armi pesanti, armi per esercito, marina e aeronautica. Da Seul arrivano non solo auto, telefonini e computer, ma altrettanto all'avanguardia armamenti tanto che l'export sudcoreano, non autosottopostosi a particolari vincoli geopolitici, scala i vertici anche grazie ai permanenti conflitti "a bassa intensità" (una cinquantina nel mondo) affiancati da dieci mesi dalla catastrofe in Ucraina, dove è peraltro attesa, via Stati Uniti, una massiccia fornitura di munizioni sudcoreane per replicare al fuoco di Mosca. 

In Polonia, ad esempio, sono già operativi i primi dei quasi mille già ordinati carri armati K2 da 55 tonnellate con cannone da 120 millimetri della Hyundai (la stessa azienda che fabbrica anche auto) e una corazzatura che impiega acciaio e un componente segreto, o almeno definito tale, nel catalogo dei rappresentanti sudcoreani che di recente, alla fiera DX tenuta in maniera significativamente politica a 30 chilometri dal confine con la Corea del Nord, hanno mostrato in azione tutte le ultime novità.  Va ricordato che dal termine della Guerra di Corea (1950-1953) non è stato ancora firmato un trattato di pace fra Seul e Pyongyang, quindi i due paesi sono ancora formalmente in guerra, come del resto sottolinea l'atteggiamento del dittatore Kim Jong-un a suon di testi missilistici. 

Boom di export  

Un comparto industriale che nella nazione di 50 milioni di abitanti e quarta potenza in Asia dopo (Cina, Giappone e India) viene sostenuto dalla politica di crescita voluta dal presidente Yoon Suk Yeol che vuole piazzarsi subito dietro Stati Uniti (38,6% del mercato mondiale), Russia (18,6%) e Francia (10,7%) tra gli esportatori di armi con il dichiarato obbiettivo di scalzare Parigi dal podio nel giro di qualche anno. La quota di Pil destinata alla fabbricazione di armi è arriva al 2,8%, superiore al 2,2% di media nel mondo.

 

Così, come riporta la Cnn con un servizio di  Brad LendonGawon Bae e Paula Hancock che cita dati del Sipra (Stockholm international peace research institute), la Corea del Sud  vuole vendere sempre più armi per superare quindi la Cina (4,6%), la Gran Bretagna (4,5%) e Italia (3,1%), che vende armi in particolare a Egitto, Qatar, Turchia e Kuwait.

Per adesso la Corea del Sud si trova all'ottavo posto fra i paesi esportatori con una quota del 2.8% del mercato grazie a commesse di Filippine, India, Indonesia, Norvegia e Nuova Zelanda.

Per arrivare al quarto posto Seul dovrà quindi raddoppiare le sue esportazioni con un arsenale che pare pronto a questa scalata: un exploit basto sul precedente scatto dal 2012 quando la quota di mercato globale era solo dell'1%. 

Gigantesca la commessa-record della Polonia che ha svecchiato l'arsenale cedendo le armi più usurate (quelle sovietiche, per intendersi) all'Ucraina ordinando alla Corea del Sud quasi mille tank K2, 600 obici semoventi K9 da 155 millimetri con tecnologia Samsung, e decine di velivoli (jet leggeri): si parla di 15 miliardi di dollari nel giro di un quinquennio quando solo nel 2021 la Corea del Sud ha venduto armi per 7 miliardi.

Di recente Putin ha minacciato di interrompere i rapporti con la Corea del Sud per una commessa di 100mila proiettili di artiglieria pesante e leggera destinata all'Ucraina. Seul non ha fatto una piega replicando che quelle munizioni sono state vendute agli Usa, storici alleati, con i quali la Corea del Sud vuole inoltre da tempo stabilire accordi di produzione e commercializzazione di armi. Che poi gli Stati Uniti cedano quelle munizioni a Kiev non è una questione che riguarda la Corea del Sud.

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