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Congresso Usa, assalitori riconosciuti nei video: i datori di lavoro li licenziano

Congresso Usa, assalitori riconosciuti nei video: i datori di lavoro li licenziano
di Anna Guaita
4 Minuti di Lettura
Sabato 9 Gennaio 2021, 06:42 - Ultimo aggiornamento: 18:10

Avrebbero fatto meglio a dare ascolto alle autorità mediche, perché se avessero indossato la maschera anti-covid ora non si troverebbero senza lavoro. Molti dei rivoltosi che il 6 gennaio hanno assaltato il Campidoglio di Washington non erano solo estremisti antigovernativi, ma anche convinti anti-mask, e così hanno esposto i loro volti alle telecamere, alle fotografie, e anzi si sono se stessi immortalati in un'infinità di selfie e video su YouTube e Twitter. E quando la polizia di Washington e l'Fbi hanno chiesto aiuto per identificarli, centinaia di segugi del web si sono messi al lavoro al grido di «let's name them and shame them» (Diamo loro un nome ed esponiamoli alla vergogna). Alcuni sono stati facili da trovare, come il giovane che si è recato alla rivoluzione portando addosso il badge della sua azienda, la Navistar Direct Marketing del Maryland, che ha prontamente provveduto a licenziarlo.

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L'AGENTE IMMOBILIARE
Licenziata anche una agente immobiliare di Chicago, Libby Andrews, nonostante abbia cercato di sostenere che si era solo fermata sulla gradinata del Campidoglio e non aveva partecipato agli atti di violenza. Senza lavoro l'avvocato texano Paul Davis che ha pensato bene di documentare la sua partecipazione all'assalto con un video su Instagram, in cui annuncia pieno di prosopopea di «voler entrare nel Campidoglio», ma di essere stato fermato dai gas lacrimogeni della polizia, che definisce «una reazione inaccettabile». Davis lavorava per una società di assicurazioni, la Gooshead, che ha reagito mettendolo alla porta. Un ex senatore statale della Pennsylvania e un suo collega attualmente in carica, Rick Saccone e Douglas Mastriano, sono nei guai per un video FaceBook in cui si dicono contenti di star per «invadere il Campidoglio, per cacciarne i Rino» (RINO sta per republicans in name only, cioé repubblicani solo di nome). I due hanno cercato di cancellare il video, dimenticando che Internet raramente dimentica qualsosa. Saccone si è dovuto dimettere dal Saint Vincent College, un'università privata cattolica dove insegnava da 21 anni, mentre Mastriano è al centro di una tempesta, con i colleghi democratici che gli chiedono di dimettersi. Quel che si nota comunque è come quasi tutti questi manifestanti non abbiano avuto nessuna reticenza a comparire sui social, e a vantarsi di quel che stavano facendo. E ora alcuni rischiano fino a dieci anni di carcere, e già gli arrestati sono tanti. Ma ci sono anche figure che rischiano la censura pubblica pur non avendo partecipato di persona. Ad esempio la moglie del giudice della Corte Suprema Clarence Thomas, Ginny, che aveva twittato in supporto della manifestazione e aveva mandato simboli di cuoricini mentre quelli marciavano. Ginny Thomas non è solo nota come la moglie del giudice più conservatore, ma anche per essere stata la spia che aveva fatto per Trump un elenco dei non fedelissimi, che poi il presidente ha usato per fare epurazioni nei ministeri.


IL RESPONSABILE SICUREZZA
Sollevato dal proprio incarico infine il responsabile della sicurezza del partito repubblicano del Texas, Walter West, che pur non essendo andato a Washington, aveva però parteggiato per i rivoltosi: «Il partito repubblicano del Texas non sostiene in alcun modo gli atti illegali compiuti in Campidoglio» gli ha detto il Gop, annunciandogli il licenziamento.

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