Colin Pitchfork, il killer delle ragazzine sarà rilasciato: nel 1987 stuprò e uccise Lynda e Dawn

Colin Pitchfork, lo stupratore assassino di due 15enni idoneo al rilascio . La madre di una delle vittime: «È deludente»
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Martedì 13 Luglio 2021, 16:19

Ha ottenuto la libertà Colin Pitchfork, lo stupratore, assassino di due giovani negli anni '80 Narborough nella contea del Leicestershire, in Inghilterra. La mamma di una delle vittime però non è d'accordo e esplode dopo la decisione del Parole Board. Pitchfork, ora sulla sessantina, fu arrestato il 19 settembre 1987 e condannato a ergastolo il 22 gennaio 1988, dopo aver ammesso di aver violentato e strangolato le quindicenni Lynda Mann e Dawn Ashworth nel Leicestershire nel 1983 e nel 1986. Colin fu il primo uomo condannato per omicidio sulla base delle prove del Dna. Barbara Ashworth, la madre di Dawn, ha dichiarato: «Lui non può più farmi del male. Sono passati 33 anni e la decisione che presto sarà libero non ha bisogno di commenti». Alla domanda diretta, si legge sul Mail, se la decisione di Parole Board fosse deludente, la signora Ashworth non si è trattenuta e ha risposto: «A te farebbe piacere? Ovviamente è deludente» 

 

Colin Pitchfork, “idoneo al rilascio”

A seguito di un'udienza a marzo, il Parole Board ha stabilito che era "idoneo al rilascio", nonostante gli fosse stato negato nel 2016 e nel 2018. Ma il mese scorso il segretario alla Giustizia Robert Buckland ha chiesto al consiglio, che è indipendente dal governo, di riesaminare la decisione di libertà nell'ambito del cosiddetto meccanismo di riesame. Martedì però il Parole Board ha annunciato che la domanda però era stata "rifiutata".

Un portavoce ha dichiarato: «Il Parole Board ha immensa simpatia per le famiglie di Dawn Ashworth e Lynda Mann e riconosce il dolore e l'angoscia che hanno sopportato e continuano a sopportare durante il processo per la libertà vigilata. Tuttavia, i pannelli del Parole Board sono tenuti per legge a valutare se un prigioniero può essere rilasciato in sicurezza». Non ha il potere infatti di modificare la sentenza originaria stabilita dai tribunali. La legislazione impone che la decisione di un panel debba essere focalizzata esclusivamente sul rischio che un detenuto può comportare al momento del rilascio e se tale rischio può essere gestito nella comunità. Come chiarito nella decisione di riesame, il rilascio è stato sostenuto da tutti i testimoni del Segretario di Stato durante l'esame di Pitchfork. Il meccanismo di riesame, introdotto nel luglio 2019, consente alle persone di impugnare la decisione del consiglio se ritengono che sia "proceduralmente scorretta" o "irrazionale". Tuttavia, le disposizioni chiariscono che "non essere soddisfatti della decisione non è motivo di riesame valido".

Robert Buckland ha detto il mese scorso che stava considerando il caso "molto attentamente". Resta inteso che l'intervento è stato fatto sulla base del fatto che la decisione del consiglio potrebbe essere stata irrazionale. Una volta ricevuta la domanda del MoJ, il consiglio ha deciso se la sua decisione originale di rilasciare Pitchfork dovesse essere formalmente riconsiderata.

 

La storia

Correva l'anno 1983 quando nei pressi di Narborough, una piccola cittadina del Leicestershire nelle Midlands inglesi, venne rinvenuto il cadavere di una studentessa di 15 anni Lynda Mann. Era andata a trovare una sua amica e al ritorno non era mai arrivata a casa. Dopo due giorni il corpo della ragazza presentava evidenti segni di strangolamento e di violenza sessuale. Le indagini della polizia non portarono a nulla, ma tutte le prove furono repertate e catalogate, tra cui anche quelle biologiche lasciate dall’assassino sul cadavere. Circa tre anni dopo Dawn Ashworth, anche lei studentessa quindicenne, scomparve da casa per poi essere ritrovata poco dopo strangolata e violentata nella stessa area boschiva dove era stato commesso il precedente omicidio. La ragazza aveva preso una scorciatoia da scuola invece di fare il suo solito percorso, ma come sospettò la polizia il suo assalitore, credendo di averla ‘fatta franca’ una volta, aveva commesso l’omicidio nello stesso modo. Anche in questo caso furono raccolte delle tracce biologiche sul cadavere della giovane studentessa. Le modalità con cui le violenze e l’omicidio erano state perpetrate portarono la Polizia a ritenere che esse erano il frutto di un unico stupratore omicida.

I depistaggi

La polizia incentrò i suoi sospetti su un giovane del posto, Richard Buckland, un ragazzo di 17 anni, con disabilità, che era stato avvistato nei pressi di scena di omicidio di Dawn Ashworth. Inoltre il ragazzo sembrava essere a conoscenza di dettagli sul ritrovamento del corpo della ragazzina, che la polizia non aveva mai rivelato. Dopo diversi interrogatori il giovane confessò l’omicidio della seconda ragazza, negando però ogni coinvolgimento nell’omicidio di tre anni prima. A quel punto la polizia interpellò un professore Alec Jeffreys, esperto nell’analisi del DNA. Alec Jeffreys, il 10 settembre 1984, ebbe quello che gli anglosassoni chiamano “eureka moment”. Nel suo laboratorio a Leicester stava facendo un esperimento e guardando l’immagine di una pellicola DNA, si accorse che inaspettatamente mostrava sia le somiglianze che le differenze tra il DNA di diversi membri della famiglia di un suo tecnico. In circa mezz’ora, si rese conto della possibile portata del DNA come fingerprinting, che utilizza le variazioni nel codice genetico di ciascun individuo. Jeffreys, accolse la richiesta, e in collaborazione con gli scienziati del Forensic Science Service inglese, confrontò i profili di DNA ottenuti dai campioni di sperma prelevati dalle scene del crimine e quello ottenuto da un campione di sangue prelevato dall’unico sospettato, e poco dopo consegnò alla Polizia i suoi risultati: le due violenze erano il risultato dell’opera di un unico uomo, ma questo uomo non era Richard Buckland.

 

 

Le prove del DNA

Partì una gigantesca caccia all’uomo alla ricerca del soggetto il cui profilo genetico corrispondesse a quello delle violenze. Fu chiesto a tutti gli individui maschi adulti della zona di fornire spontaneamente un campione del proprio sangue per effettuare un confronto. Ovviamente un rifiuto avrebbe attirato i sospetti della polizia e quindi circa 5000 campioni di sangue furono campionati e analizzati. Tuttavia anche questo enorme sforzo risultò inutile e dell’omicida nessuna traccia. Si cominciò a ipotizzare che l’omicida non fosse residente in quelle zone, ma un assassino di passaggio. Proprio quando tutte le speranze di trovare l’assassino sembravano svanite, un testimone raccontò di aver udito in un pub un uomo che si vantava di aver fornito un campione di sangue al posto di un amico, tale Colin Pitchfork, che gli aveva chiesto un favore. 

Chi era Colin Pitchfork?

Colin Pitchfork, era un giovane fornaio del paese, e aveva chiesto il favore al suo amico, perché essendo in libertà provvisoria, per una condanna di atti osceni, a suo dire, sarebbe stato sicuramente accusato e incastrato dalla Polizia, per questi precedenti. Riuscì a convincere il suo amico che lui con le morti delle due ragazzine non c’entrava nulla. La polizia andò immediatamente da lui, e prelevò il suo DNA. Il suo profilo genetico risultò lo stesso di quelli ottenuti da entrambe le scene del crimine. Pitchfork confessò entrambi gli omicidi raccontandone i particolari più atroci. Colin Pitchfork era un uomo sposato con due figli e all’epoca dei fatti aveva ventitré anni. Prima del suo matrimonio era stato condannato per atti osceni ed era in terapia presso un centro ospedaliero. Lavorava come fornaio, ed era particolarmente abile come scultore di decorazioni per dolci e per questo era molto stimato nel paese, soprattutto dai bambini. Il suo capo sostenne che era “un ottimo lavoratore, che rispettava le scadenze ma che bisognava non farlo lavorare con personale femminile perché era un po’ “lunatico”.

Durante l’interrogatorio ammise di avere una sorta di “compulsione” verso le donne, che gli si era manifestata quando era solo un ragazzo e questo lo spingeva commettere atti osceni. Anche nel caso delle due ragazzine, queste erano scappate quando lui le aveva avvicinate, e questo lo aveva eccitato, poi per paura di essere denunciato le aveva uccise. Il giovane Buckland e il fornaio Pitchfork sono stati i primi due sospettati a sperimentare il l’uso del profilo del DNA in un aula di giustizia. Il primo, vedendo dimostrata la sua innocenza, il secondo, vedendo definitivamente provata la sua colpevolezza. Nel 1988 Colin Pitchfork fu condannato all’ergastolo, con una pena minima di trenta anni per la violenza e l’omicidio di delle due ragazzine.

 

La confessione

Pitchfork si è dichiarato lui stesso colpevole di due reati di omicidio, due di stupro, due di aggressione indecente e uno di cospirazione per depistare il corso della giustizia. Il suo mandato minimo è stato ridotto di due anni nel 2009. Sebbene gli sia stata negata la libertà vigilata nel 2016 e nel 2018, Pitchfork è stato trasferito in una prigione aperta tre anni fa. Un documento che illustrava in dettaglio la decisione del Parole Board diceva: «Dopo aver considerato le circostanze del suo reato, i progressi compiuti durante la detenzione e le prove presentate all'udienza, il panel è convinto della sua decisione, dopo aver preso in considerazione più di 1.100 pagine di informazioni, dichiarazioni di vittime e ha ascoltato prove dal colpevole stesso, nonché dai suoi agenti di libertà vigilata, dalla polizia e da uno psicologo. Secondo il documento, al momento del delitto, Pitchfork pensava molto al sesso, usava "a violenza e la forza eccessiva e il sesso per dimostrare potere e controllo sulle donne».

La decisione del Parole Board

Ha anche lottato per far fronte alla rabbia, alla solitudine e aveva la volontà di "cercare vendetta". Durante il suo periodo dietro le sbarre ha preso parte a diversi corsi per affrontare il suo comportamento e il panel ha accertato che "il comportamento in custodia di Pitchfork era stato positivo e aveva incluso ampi sforzi per aiutare gli altri", comprese le capacità di apprendimento per aiutare le persone disabili, afferma il documento. Il rilascio di Pitchfork era stato soggetto a rigide condizioni di licenza. 

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