Xi avverte la Cina: «Prepariamoci al peggio. Per Taiwan pronti anche a uso forza militare». Taipei: «Nessun compromesso su sovranità»

Il presidente apre il congresso del Partito Comunista Cinese: «Dobbiamo prepararci a resistere a tempeste pericolose»

Xi avverte la Cina: «Prepariamoci al peggio. Per Taiwan pronti anche a uso forza militare»
4 Minuti di Lettura
Domenica 16 Ottobre 2022, 08:42 - Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre, 10:01

Ci aspettano tempi difficili. È il monito del presidente cinese Xi Jinping in apertura del suo discorso al congresso del Partito Comunista Cinese. Un discorso programmatico a circa 2.300 delegati nella Grande Sala del Popolo di Pechino, il presidente ha avvertito di «potenziali pericoli» mentre chiedeva che la Cina fosse «preparata agli scenari peggiori».

Cina a una svolta/ Xi e la sfida di tornare a crescere senza gli Usa

IL DISCORSO DI XI

«Dobbiamo adattarci e prepararci a resistere a venti forti, acque mosse e persino tempeste pericolose», ha detto Xi, sottolineando che i prossimi cinque anni saranno cruciali, anche a livello internazionale, dove avverranno «cambiamenti globali che non si vedevano da un secolo». Xi ribadito la politica cinese di lunga data secondo cui Taiwan fa parte della Cina e ha avvertito che l'uso della forza militare rimane un'opzione per riunire i due paesi. «La riunificazione completa della madrepatria deve essere realizzata e può sicuramente essere raggiunta», ha detto il presidente al congresso.

IL CASO TAIWAN

Durante il suo discorso, Xi è tornato più volte a citare la questione Taiwan. In particolare, ha ribadito che il Pcc non ha mai promesso di rinunciare all'uso della forza per «la riunificazione», ad appena due mesi dalla controversa visita della presidente della Camera Usa Nancy Pelosi che ha fatto infuriare Pechino fino al punto di dare vita a manovre militari senza precedenti intorno all'isola. Taiwan, infatti, è considerata dalla Repubblica popolare una parte «inalienabile» del suo territorio da riunificare anche con la forza, se necessario, pur non avendola mai controllata. «Risolvere la questione di Taiwan è un affare del popolo cinese e spetta al popolo cinese decidere», ha aggiunto Xi, strappando qualcosa di molto simile a una standing ovation. «Insistiamo sulla prospettiva di una riunificazione pacifica con la massima sincerità e i nostri migliori sforzi, ma noi non prometteremo mai di rinunciare all'uso della forza e ci riserveremo di prendere tutte le misure necessarie» soprattutto in risposta alle «forze esterne». Perché, ha assicurato, «la riunificazione completa della nostra madrepatria deve essere realizzata e sarà sicuramente realizzata».

LA REPLICA DI TAIPEI

Taiwan replica al discorso di apertura del XX Congresso del Partito comunista cinese fatto oggi dal presidente Xi Jinping, assicurando che nessuna ipotesi di compromesso sarà possibile su sovranità e democrazia, mentre il confronto militare non può essere un'opzione percorribile. Il portavoce dell'Ufficio presidenziale di Taipei, Chang Tun-han, ha affermato che secondo popolo di Taiwan «la sovranità territoriale, la democrazia e la libertà non possono essere compromesse». Una risposta ai duri avvertimenti di Xi, secondo cui Pechino «non prometterà mai di rinunciare all'uso della forza per la riunificazione».

MAI CITATI UCRAINA E AMICO PUTIN

In tutto il suo discorso di apertura del XX Congresso nazionale del Pcc, durato circa 100 minuti, il presidente Xi Jinping non ha mai menzionato, nemmeno indirettamente, la guerra in Ucraina e la sua amicizia «senza limiti» con il presidente Vladimir Putin oppure la turbolenta scena internazionale. Nessuna menzione, inoltre, dei Paesi che «la pensano allo stesso modo», come però fatto in passato per sottolineare i rapporti internazionali vantati da Pechino, in risposta alle accuse di isolamento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA