Cina e Taiwan, è alta tensione: 38 jet e 7 navi militari di Pechino intorno all'isola. Rischio escalation

Le forze armate di Taipei, di fronte all'impennata delle operazioni militari cinesi, hanno «monitorato la situazione e risposto di conseguenza»

Taiwan e Cina, è alta tensione: 38 jet e 7 navi militari di Pechino intorno all'isola. Rischio escalation
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Giovedì 30 Maggio 2024, 06:56 - Ultimo aggiornamento: 31 Maggio, 09:20

Taiwan e Cina, è alta tensione. Il ministero della Difesa taiwanese ha riferito di aver rilevato nelle 24 ore alle 6.00 locali (mezzanotte in Italia) 38 aerei e 7 navi da guerra cinesi intorno all'isola, nonché 4 unità della guardia costiera, sempre più integrate nelle attività di pressione di Pechino su quella che è ritenuta una provincia ribelle. In totale, si legge in una nota, 28 jet hanno attraversato la linea mediana finendo «nella zona di riconoscimento di difesa aerea (Adiz) settentrionale e sudoccidentale». Le forze armate di Taipei, di fronte all'impennata delle operazioni militari cinesi, hanno «monitorato la situazione e risposto di conseguenza».

Rischio escalation

Il discorso di insediamento del 20 maggio del «leader regionale di Taiwan» William Lai è stato «una completa confessione dell'indipendenza di Taiwan e finché la provocazione sull'indipendenza di Taiwan continuerà, le azioni dell'Esercito popolare di liberazione cinese a difesa della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale della nazione non si fermeranno mai». È quanto ha assicurato nel briefing periodico Zhu Fenglian, la portavoce dell'Ufficio per gli affari di Taiwan del governo centrale di Pechino, accusando le parole di Lai di essere «estremamente arroganti e di natura vile», e un «tradimento dell'interesse nazionale».

I giudizi di Lai sono stati «una palese provocazione contro il principio della 'Unica Cina' e un grave turbamento della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan.

Se si consentirà il loro sviluppo, tutto questo porterà inevitabilmente a condizioni pericolose nello Stretto, infliggendo gravi danni alla popolazione di Taiwan», ha ammonito Zhu. «Non lo tollereremo, non lo giustificheremo e non resteremo a guardare», ha aggiunto la portavoce, sottolineando che potrebbero diventare necessarie contromisure e sanzioni. «Non importa quanto gli Stati Uniti e Taiwan colludano e creino problemi, non può cambiare il fatto che esiste una 'Unica Cina' nel mondo e Taiwan è una sua parte, né può cambiare la tendenza generale secondo cui la Cina è destinata a essere inevitabilmente unificata», ha detto Zhu.

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Il discorso di Lai ha promosso la teoria dei «due Stati», tentando di cercare «l'indipendenza» facendo affidamento su forze esterne e sui relativi mezzi militari. In risposta al discorso, Pechino ha tenuto giovedì e venerdì scorsi le sue maxi manovre militari ('Spada congiunta 2024-A') allo scopo «di punire le forze secessioniste dell'indipendenza di Taiwan e di inviare un avvertimento alle forze di interferenza esterne». Intanto, proseguono le interazioni tra la Cina e le figure di altro profilo dei nazionalisti del Kmt, il partito di Taipei più conciliante verso Pechino. Il tabloid Global Times ha riferito che Song Tao, a capo dell'Ufficio di lavoro di Taiwan del Comitato centrale del Partito comunista e dell'Ufficio per gli affari di Taiwan del governo centrale, ha esortato le forze patriottiche di riunificazione dell'isola ad opporsi «alle provocazioni dei leader della regione che cercano l'indipendenza e a resistere con forza ai tentativi di de-sinizzazione». Song, nell'incontro di martedì a Guangzhou con una delegazione di rappresentanti di Taiwan tra cui Hung Hsiu-chu, ex presidente del Kmt, ha rimarcato che la determinazione di Pechino «a risolvere la questione di Taiwan e a raggiungere la riunificazione nazionale è solida come una roccia».

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