Cina, tensione con gli Usa: «Sono la principale minaccia nucleare nel mondo». Poi accusa la Nato

Le parole del portavoce del ministero degli Affari Esteri, che ha parlato anche della questione di Taiwan: «Diversa dall'Ucraina, è un affare interno»

Cina: «Stati Uniti prima minaccia nucleare nel mondo. Non dimenticheremo cosa ha fatto la Nato in Jugoslavia»
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Venerdì 6 Maggio 2022, 16:08 - Ultimo aggiornamento: 7 Maggio, 06:47

La Cina alza la tensione con gli Stati Uniti. Il Paese ritenuto essere l'alleato numero uno della Russia, ha attaccato Washington per voce di Zhao Lijian, il portavoce del ministero degli Affari Esteri. «Gli Stati Uniti sono la principale fonte di minaccia nucleare nel mondo», ha detto durante una conferenza stampa. Poi le accuse alla Nato: «Il 7 maggio 1999, la Nato ha bombardato l'ambasciata cinese nella Repubblica federale di Jugoslavia. Il popolo cinese non dimenticherà mai tali atrocità barbariche e non permetterà mai che la tragedia storica si ripeta».

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La questione Taiwan

Zhao Lijian ha inoltre respinto l'allarme lanciato sull'Asia orientale dal premier nipponico Fumio Kishida che, durante la sua recente visita europea a Roma e a Londra, ha messo in guardia dal rischio che Taiwan possa diventare l'Ucraina di domani senza una chiara opposizione da parte delle democrazie verso le autocrazie. Pechino «si oppone fermamente» alle parole di Kishida, ha detto, assicurando che «Taiwan è parte inalienabile del territorio cinese» ed è «una questione che riguarda interamente gli affari interni della Cina, non paragonabile con la situazione in Ucraina».

Le valutazioni del premier nipponico erano maturate proprio in risposta a una domanda su Ucraina e Taiwan, la linea rossa dei rapporti di Pechino con Washington: Kishida aveva osservato che non si possono tollerare i «tentativi unilaterali di cambiare lo status quo con la forza», senza mai citare Pechino e le sue pressioni economiche, diplomatiche e militari sull'isola ribelle, che la Cina vuole riunificare anche con l'uso della forza, se necessario. Pechino, ha concluso Zhang in merito alle molteplici dispute territoriali nei mari Cinese orientale e meridionale, «è disposta a gestire adeguatamente le divergenze con il dialogo e i negoziati», invitando il Giappone a «smettere di provocare lo scontro tra grandi potenze».

 

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