Cina, 2 positivi a Tianjin: test a tappeto a 14 milioni di abitanti e 76mila in quarantena

Da ieri sera, i biglietti dei treni tra Pechino e Tianjin non sono più acquistabili online

Cina, 2 positivi a Tianjin: test a tappeto a 14 milioni di abitanti e 76mila in quarantena
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Lunedì 10 Gennaio 2022, 13:49 - Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 09:25

La variante Omicron preoccupa la Cina a poche settimane dall'inizio delle Olimpiadi invernali. I funzionari di Pechino sono in allerta a causa dei primi due casi accertati della variante Omicron in Cina segnalati ieri nella vicina Tianjin e altri due contagi collegati e annunciati oggi ad Anyang, nell'Henan. Il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Pechino ha consigliato ai residenti della capitale di non visitare Tianjin e a quelli di quest'ultima di evitare di recarsi a Pechino, chiedendo ai pendolari tra le due città di lavorare da casa. Da ieri sera, i biglietti dei treni tra le due città non erano più acquistabili online.

Il Centro ha anche ordinato alle persone arrivate a Pechino da Tianjin dal 23 dicembre di presentarsi alle comunità residenziali, ai datori di lavoro o agli hotel per il monitoraggio sanitario e i test Covid. Per quanti arrivati da aree ad alto rischio di Tianjin, invece, la disposizione è quella dell'autoisolamento a casa. Pechino e Tianjin sono strettamente collegate, distanti circa 150 chilometri: secondo il Global Times, circa 100.000 persone si spostano regolarmente ogni giorno tra le due città per motivi di lavoro in base ai dati del 2020. I funzionari di Tianjin hanno convocato una riunione video all'una di notte di domenica per mostrare la determinazione per contenere il focolaio: la città ha riportato almeno 40 casi positivi durante il fine settimana, inclusi 24 bambini, anche se le autorità sanitarie devono confermare se sono stati tutti infettati da Omicron.

Finora, sono 29 le comunità residenziali sotto stretto isolamento e ai solo residenti è stato ordinato di non lasciare la città se non strettamente necessario e previo test Covid negativo fatto entro 48 ore. Li Hongzhong, il capo del Partito comunista di Tianjin, ha promesso di adottare «misure risolutive» per «ogni sforzo possibile per bloccare i canali di trasmissione» e fortificare il ruolo di Tianjin come «fossato» a tutela della capitale. Alle organizzazioni di partito e governative, alle aziende statali e alle istituzioni pubbliche è stato ordinato di assumere la guida nel mantenere i propri dipendenti fermi a Tianjin, mentre sono stati istituiti posti di blocco all'aeroporto, alle autostrade, alle stazioni ferroviarie e ai porti. Tutti i centri di tutoraggio, asili nido e centri di formazione professionale sono stati chiusi, mentre università e college hanno sigillato i loro campus. Tianjin è una delle città portuali più importanti della Cina ed è una delle quattro municipalità con lo status provinciale direttamente sotto l'amministrazione del governo centrale, insieme a Pechino, Shanghai e Chongqing. 

Le autorità di Tianjin hanno concluso oggi in 48 ore circa i test anti-Covid per i suoi 14 milioni di residenti dopo il focolaio di Covid emerso nel weekend coi primi due casi in Cina di variante Omicron trasmessa localmente, disponendo la quarantena per 76.000 persone, secondo i media locali. Malgrado la cancellazione di voli e collegamenti di autobus, la città portuale non è sottoposta a un lockdown totale che confina tutti i residenti nelle loro case, come deciso il mese scorso per Xìan, il capoluogo dello Shaanxi, provocando proteste rabbiose per la carenza di cibo e gli ostacoli all'accesso per garantirsi le cure mediche.

Un lockdown totale di Tianjin, tuttavia, sarebbe politicamente gravoso ed economicamente dannoso: la città, infatti, è un importante porto e centro economico, mentre un blocco completo in vista del capodanno lunare potrebbe rischiare di suscitare risentimento tra i residenti. Le notizie sui casi e le restrizioni ai viaggi hanno già scatenato il panico negli acquisti durante il fine settimana, con i residenti che hanno fatto la spesa e altri rifornimenti critici nei supermercati. La variante Omicron è l'ultima sfida alla politica "zero Covid" sposata dalle autorità di Pechino che da mesi hanno cercato di tenere fuori dai confini il nuovo coronavirus controllando le frontiere attraverso test di massa e una lunga quarantena per gli arrivi internazionali.

Tianjin è stata la prima città della Cina a rilevare un caso importato di Omicron in un viaggiatore asintomatico arrivato dall'estero il 13 dicembre. Da allora, le città meridionali di Guangzhou, Shenzhen, Changsha e la provincia orientale di Zhejiang hanno confermato sparuti casi di Omicron, sempre importati. Il focolaio di Tianjin era comunque previsto in una certa misura dato che è praticamente impossibile che i controlli alle frontiere siano a tenuta stagna. Rispetto alla variante Delta, Omicron è una sfida ancora più grande in quanto si diffonde più velocemente ed è più difficile da rilevare a causa della sua carica virale inferiore. Uno scenario che, pur completando i test in tutta la città, potrebbe far emerge altri casi nell'immediato futuro. 

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