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Cina, sei aerei con missili alla Serbia (alleata di Mosca). Pechino: «Normali progetti di cooperazione»

Gli aerei cargo cinesi con i contrassegni militari sono stati fotografati all'aeroporto Nikola Tesla

Cina, sei aerei con missili alla Serbia (alleata di Mosca). Pechino: «Normali progetti di cooperazione»
di Cristiana Mangani
5 Minuti di Lettura
Lunedì 11 Aprile 2022, 16:51 - Ultimo aggiornamento: 12 Aprile, 00:15

L'operazione è avvenuta lo scorso fine settimana nel più assoluto riserbo: la Cina ha inviato alla Serbia un sofisticato sistema antiaereo. E questo ha generato grandi preoccupazioni occidentali, perché si rischia un grosso accumulo di armi nei Balcani, che sono territori dove la tensione è già molto alta.  E in un momento di così fragile equilibrio internazionale per la guerra in Ucraina, il passaggio di armi è suonato come una minaccia. Sabato scorso sono atterrati all'aeroporto di Belgrado sei aerei da trasporto Y-20 dell'aeronautica cinese: trasportavano sistemi missilistici terra-aria HQ-22 destinati all'esercito serbo. Gli aerei cargo cinesi con i contrassegni militari sono stati fotografati all'aeroporto Nikola Tesla. Il ministero della Difesa serbo non ha dato risposta all'agenzia di stampa Ap che ha chiesto spiegazioni.

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Pechino: «Normali progetti di cooperazione»

Non appena la notizia è stata diffusa è arrivata la replica della Cina che ha confermato l'invio dei suoi sofisticati sistemi antiaerei (surface-to-air missile), ma lo ha inserito nell'ambito di «progetti di cooperazione» bilaterale che «non hanno nulla a che vedere con la situazione attuale» in Ucraina. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian, la flotta di sei Y-20 usata altro non è che una «regolare fornitura militare». Lijian ha aggiunto, nel corso del briefing quotidiano, che «i progetti di cooperazione annuale Cina- Serbia non sono rivolti a terzi». L'Esercito popolare di liberazione «ha di recente effettuato la consegna già programmata in precedenza».

I sei Y-20 da trasporto hanno sorvolato lo spazio aereo di due Paesi Nato (Turchia e Bulgaria), e sono atterrati in Serbia, paese che ha strettissimi legami con la Russia. L'acquisto avvenuto nel 2019 era stato scoraggiato dagli Usa un anno dopo e la Serbia era stata avvertita che l'ingresso nella Ue o in altre alleanze occidentali avrebbe comportato l'impiego di sistemi difensivi con standard più uniformi e occidentali. I missili made in China, forniti nel mezzo della instabilità dei Balcani, sono paragonati in prevalenza agli americani Patriot o ai russi S-300, pur disponendo di una gittata inferiore: 170 km per un'altitudine di 27 km.

La Serbia è il primo Paese europeo a dotarsi di tali armamenti cinesi. Il governo del presidente Aleksandar Vucic, appena riconfermato per un nuovo mandato, ha votato a favore delle risoluzioni Onu di condanna per l'aggressione russa all'Ucraina, ma ha deciso di non sostenere le sanzioni internazionali contro Mosca. C'è da dire, poi, che negli ultimi mesi, anche la Russia ha consegnato alla Serbia 30 carri armati e 30 mezzi corazzati. E Belgrado ha acquistato pure dal Cremlino sofisticati sistemi di difesa aerea russi Pantsir, così come elicotteri d'attacco e da trasporto e droni cinesi. Nello stesso momento, in Croazia sono stato consegnati elicotteri militari Black Hawk dagli Stati Uniti. La Croazia è impegnata in una mini corsa agli armamenti con la vicina alleata russa Serbia, nel mezzo delle crescenti tensioni nella regione balcanica.

 

Perché la Cina fornisce armi alla Serbia?

La consegna di armi da parte della Cina a Belgrado è passata sul territorio di almeno due Stati membri della Nato, Turchia e Bulgaria, ed è stata vista dagli esperti come una dimostrazione della crescente portata globale della Cina. «La presenza dell'Y-20 in Europa è un fatto abbastanza nuovo», spiegano gli esperti. L'analista militare serbo Aleksandar Radic ritiene che «i cinesi abbiano voluto dare con questo gesto la loro dimostrazione di forza». Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha quasi confermato la consegna del sistema a medio raggio concordato nel 2019, dicendo sabato che presenterà "il più nuovo orgoglio" dell'esercito.

In precedenza si era lamentato del fatto che i paesi della Nato, che rappresentano la maggior parte dei vicini della Serbia, si rifiutano di consentire i voli di consegna del sistema sui loro territori per l'aggressione che la Russia ha fatto contro l'Ucraina. Sebbene la Serbia abbia votato a favore delle risoluzioni delle Nazioni Unite che condannano i sanguinosi attacchi russi, si è rifiutata di aderire alle sanzioni internazionali contro i suoi alleati a Mosca e non ha criticato apertamente le atrocità commesse lì dalle truppe russe.

Già nel 2020, i funzionari statunitensi avevano messo in guardia Belgrado sull'acquisto di sistemi antiaerei HQ-22, la cui versione di esportazione è nota come FK-3. Hanno detto che se la Serbia voleva davvero entrare a far parte dell'Unione Europea e di altre alleanze occidentali, doveva allineare il suo equipaggiamento militare con gli standard occidentali. Il sistema missilistico cinese è stato ampiamente paragonato ai sistemi missilistici terra-aria americani Patriot e russi S-300 sebbene abbia una portata più breve rispetto agli S-300 più avanzati. Il paese, che sta formalmente cercando l'adesione all'Ue, ha già potenziato le sue forze armate con armi russe e cinesi, inclusi aerei da guerra, carri armati e altre attrezzature. Nel 2020 ha preso in consegna i droni Chengdu Pterodactyl-1, conosciuti in Cina come Wing Loong. I droni da combattimento sono in grado di colpire obiettivi con bombe e missili e possono essere utilizzati per compiti di ricognizione. In Occidente si teme che l'armamento della Serbia da parte di Russia e Cina possa incoraggiare il paese balcanico verso un'altra guerra, soprattutto contro la sua ex provincia del Kosovo che ha proclamato l'indipendenza nel 2008. Serbia, Russia e Cina non riconoscono lo stato del Kosovo, mentre gli Stati Uniti e la maggior parte dei paesi occidentali lo fanno.
 

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