Cile, respinta da Francia estradizione di ex guerrigliero

Giovedì 24 Gennaio 2019

La Francia ha respinto la richiesta del Cile di estradare l'ex guerrigliero cileno Ricardo Palma Salamanca, condannato quale responsabile dell'uccisione nel 1991 del senatore Jaime Guzmán, considerato l'ideologo della dittatura di Augusto Pinochet. La sentenza della Corte d'Appello, di cui non si conosce ancora il dispositivo, è inappellabile, per cui Palma, arrestato a Parigi un anno fa dopo 21 anni di clandestinità, è definitivamente libero. In una reazione alla decisione, il ministro degli Esteri cileno, Roberto Ampuero, l'ha definita «incomprensibile», aggiungendo che, «pur rispettando l'indipendenza dell'organo della giustizia francese, essa a nostro giudizio non si concilia con i principi, le norme e le regole del Diritto internazionale applicabile in materia». Il capo della diplomazia cilena ha poi osservato che «il senatore Guzmán è stato vittima di un crimine perpetrato in democrazia» e che «le indagini su di esso si sono anche svolte in democrazia, così come il processo che ha portato alla condanna». Ampuero ha concluso che il Cile è uno Stato in cui impera il diritto e che la risoluzione francese «nega tanto alle vittime come ai familiari, la possibilità di ottenere giustizia». Palma, che ha 49 anni, fece parte di una "fazione autonoma" del Frente Manuel Rodriguez che decise di non rispettare gli ordini del Partito comunista e di radicalizzare la sua lotta attraverso assalti a banche, rapimenti e anche uccisione di protagonisti della dittatura.

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