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Chernobyl, morto di Covid pilota che volò sul reattore nucleare per sigillarlo: sopravvisse a radiazioni letali

Chernobyl, morto di Covid pilota di elicottero che spense il reattore nucleare: sopravvisse alle radiazioni letali
di Alessio Esposito
2 Minuti di Lettura
Sabato 30 Gennaio 2021, 20:11 - Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio, 10:32

È morto di Covid il generale russo Nikolai Antoshkin, il pilota di elicotteri a capo della missione di spegnimento di uno dei reattori della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986. Antoshkin, 78 anni, è deceduto lo scorso 17 gennaio, come comunicato dal parlamento russo in una dichiarazione ufficiale: «Dopo una grave malattia, il nostro compagno, deputato della Duma di Stato, eroe dell'Unione Sovietica Nikolay Timofeyevich Antoshkin è morto». Il generale russo, che dal 2014 era un deputato del partito Russia Unita, a Chernobyl guidò una delle missioni dei cosiddetti "liquidatori", a cui fu affidato il compito di sigillare il reattore numero 4 della centrale nucleare dopo il disastro.

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Il generale Antoshkin ha comandato una flotta di 100 elicotteri che ha "seppellito" il nucleo esposto del reattore con sabbia, boro e altri materiali, arginando l'enorme flusso di radiazioni che ne fuoriusciva. L'operazione durò circa due settimane, durante le quali il generale Antoshkin e gli altri piloti furono pericolosamente esposti a raggi di radiazioni e fumo emanati dal reattore. I "liquidatori" si esposero ad enormi rischi per la loro salute, diventando degli autentici eroi nazionali in Russia. Secondo i dati ufficiali 28 liquidatori, compresi i membri della squadra antincendio a terra, morirono per avvelenamento da radiazioni entro pochi giorni o settimane dalla loro esposizione. Ma il bilancio a lungo termine, a causa di cancro o di altre malattie, potrebbe essere molto più alto. Il Covid, quasi 35 anni dopo il disastro nucleare, è stato fatale al generale Antoshkin.

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